Il tempo della lettura

Climbing a tree

credits: web

Sono sempre stata una lettrice accanita di volumi “pesanti”, tomi con centinaia di pagine e milioni di parole una in fila all’altra.

Leggendo molto, anche un libro al giorno nei tempi “d’oro”, avevo la tendenza a scegliere grossi volumi per farli durare di più.

Speranza vana a dire il vero!

Dopo pochi giorni eccomi di nuovo alla disperata ricerca di qualcosa da leggere, per placare la mia sete di parole e addomesticare la noia delle lunghe giornate estive.

Trascorrevo pigramente ogni pomeriggio, da giugno a settembre, nel podere dei nonni in campagna, nient’altro da fare se non bagnarsi nel torrente sottostante, mangiare pomodori caldi di sole e pane strofinato con aglio e sale, leggere fino a farsi lacrimare gli occhi.

Il mio rifugio preferito, per leggere in santa pace lontano dalle mie sorelline rompiscatole, era un albero nel frutteto del nonno.

Era un vecchio ciliegio, piuttosto basso per la verità, ma abbastanza imponente per essere il mio castello inespugnabile.

Rubavo un vecchio cuscino del dondolo, che incastravo alla confluenza di due grossi rami, una sorta di perfetto sedile naturale, appoggiavo la schiena al tronco rugoso e mi tuffavo nelle pagine del libro di turno.

Avevo con me un piccolo cestino, legato con una lunga corda, che calavo a terra se avevo fame o sete, dopo aver chiamato a gran voce la nonna o le sorelline.

Mi sentivo libera, felice e molto indipendente.

Quanto mi piacerebbe avere ora tutto quell’inutile, meraviglioso, prezioso tempo ozioso e improduttivo!

Ormai trovo sempre più difficile leggere grossi volumi.

L’età mi ha reso impaziente, frettolosa e precipitosa, perchè non riesco più a trovare il tempo per lunghe sedute di lettura.

Leggo a spizzichi, a brandelli, sfoglio le pagine, leggiucchio un brano, sbircio la fine e sono già sazia.

Accantono il libro, convinta di averne ormai colto l’essenza, e passo oltre.

Mi arrabbio sempre con me stessa per questo comportamento, per un po’ cerco di fare la brava, ma poi ci ricasco.

In tutto questo, a pensarci bene, una cosa positiva c’è stata: ho perso interesse per i grossi volumi ma mi sono appassionata di poesia, terreno per me ancora inesplorato.

La poesia è rapida, veloce ed incisiva, riesco a leggere anche per pochi minuti e a ricavarne comunque un senso di appagamento.

Leggendo versi, spesso mi si affacciano alla mente immagini o colori, squarci di ricordi che riemergono dal profondo della memoria.

Forse la magia sta nel fatto che la poesia parla al cuore e non al cervello, in una dimensione più intima, quasi elitaria, ma in grado di contenere l’essenza delle cose, un vero distillato di emozioni.

 Oltre che avida lettrice sono anche una collezionista compulsiva di libri e, tra i molti acquistati d’impulso e mai letti, ho ritrovato recentemente un’antologia di poetesse arabe contemporanee, Non ho peccato abbastanza, che mi sta regalando emozioni.

Spero di trarre ancora molti spunti di riflessione dalla lettura di questa raccolta, nel frattempo voglio appuntare qui alcune delle mie poesie preferite.

CILIEGIA ROSSA SU PIASTRELLE BIANCHE (Maram al-Masri, Siria)

2

Che follia!

Il mio cuore ogni volta che sente bussare

apre la porta.

7

Bussano alla porta.

Chi è?

Nascondo la polvere della mia solitudine

sotto il tappeto,

preparo un sorriso

e apro.

64

Si è diretta verso di lui

per offrirgli

i suoi pori

e le sue unghie

decorate da ciliegie

che ha divorato

avidamente.

Se ne è andata

con il cestino del suo cuore

svuotato.

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20 thoughts on “Il tempo della lettura

    • Grazie…davvero non so che dire, tu per me sei un mito e un esempio.
      Sapere che sono riuscita a trasmettere amore e serenità mi rende felice.
      La canzone è meravigliosa, una delle mie preferite, e in questo post ci sta davvero bene.
      A presto, spero

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  1. Invidio il tuo albero di ciliegie, e invidio anche la tua capacità di esprimere tanto in maniera così chiara e poetica. I grandi tomi che hai divorato in passato hanno sicuramente contribuito ad accrescere il tuo talento nello scrivere.
    Bello averti scoperta, leggerti mi ha donato un po’ di pace. Grazie.

    G.

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  2. non avevo mai pensato di scegliere i libri in base al loro formato. però mi piace sta cosa 🙂

    la differenza che noto tra poesia e romanzi sta nel fatto che la prima si limita a mostrarmi la porta dove entrare, mentre i secondi mi mostrano pure alcuni locali prima di lasciarmi comunque entrambi scorrazzare quai liberamente

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    • Essendo una lettrice bulimica ho sempre avuto bisogno di molta sostanza. Oggi molto meno per cronica mancanza di tempo. Per me è il contrario, la poesia mi lascia libera di immaginare significati nascosti, un romanzo può dare molto ma tutto resta confinato nei binari della storia raccontata.

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