Riflessioni uterine

“Lei ha figli?”

“No”

“E come mai?”

“Non ho figli per scelta”

“Non vengono?”

“No, non li voglio”

“Ma non si preoccupi, lei è ancora giovane, verranno!”

“No, non voglio figli”

“Ah ma allora non vengono”

“………….”

“Beh, c’è sempre l’adozione”

“………….”

Ho dovuto sostenere questo esilarante, a dire il vero abbastanza surreale, dialogo molte volte nel corso degli anni.

Talvolta varia il contesto, la delicatezza con cui la domanda viene posta, lo sguardo più o meno compassionevole dell’interlocutore, ma la sostanza rimane la stessa.

Lavoro a contatto con un pubblico estremamente variegato per età, estrazione sociale, cultura e spesso mi trovo ad affrontare domande indelicate, poste con estrema superficialità.

Sembra quasi che la gente, abituata alla tua presenza, non faccia più caso al fatto che chi ti sta davanti non è un soprammobile o un pezzo di arredamento del negozio ma una persona con sensibilità e sentimenti.

Pochi minuti fa stavo leggendo Nulla di nuovo, l’ultimo post di Erre e mi sono soffermata su una frase che non potrebbe essere più azzeccata per me.

“…………dimentichiamo troppo spesso di considerare e comprendere sentimenti e ragioni altrui, e di rispettarne i tempi. O le scelte.”

Ho scelto di non avere figli e non è stata una decisione presa con leggerezza.

Ho cercato di dare un senso a questa scelta leggendo libri, parlando con persone competenti, ho lavorato molto sul quel senso di colpa atavico che viene inculcato alle donne, sul perchè devono sentirsi più complete e realizzate solo dopo aver messo al mondo una congrua prole.

Sono consapevole che potrei pentirmene quando sarà troppo tardi, la biologia non è un’opinione, ma ho accettato questa possibilità e preso atto delle conseguenze.

Non ho senso materno, non desidero figli. E’ davvero così strano o sbagliato?

Mi sento sbacata in molte altre delle scelte che ho fatto ma non in questa.

Eppure c’è sempre la domandina insidiosa, lo sguardo pietoso che tentano di farmi sentire egoista e superficiale.

Perchè poi?

Perchè devo sentirmi realizzata solo per l’attività del mio utero?

“Eh ma se non ha figli come farà quando sarà vecchia? A chi lascerà le sue cose?”

Mi chiedo se fare figli serva a procurarsi delle badanti a buon mercato in vista della vecchiaia, una sorta di egoismo prolungato per non rimanere soli.

A volte vorrei fare come i monaci zen o i seguaci del decluttering, eliminare tutto il superfluo per non caricare lo spirito di gravami emotivi, non avere più nulla se non i ricordi, non lasciare di me nulla se non un buon ricordo ed essere giustamente dimenticata quando sarà il momento.

 Voglio sentirmi libera di sbagliare, voglio sentirmi libera di cadere, voglio potermi guardare allo specchio orgogliosa di me stessa.

Nonostante tutto.

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29 thoughts on “Riflessioni uterine

  1. Sai che penso? Che, ognuno di noi prende le proprio decisioni, piccole o grandi (che poi, ciò che è piccolo per me puo’ essere grande per qualcun altro) ogni singolo istante, e nessuno, davvero nessuno, dovrebbe mai permettersi di sminuire l’importanza di tali scelte.

    Un magnifico post.

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  2. Capisco. Neanch’io ho figli, e mi sono sentita quelle domande un sacco di volte. Ameno ora, vista l’età, hanno smesso di dirmi che posso ancora averne.
    Comunque, io ho 54 anni, e l’orologio biologico non l’ho mai sentito sul fronte figli. Non ho mai sentito il desiderio di maternità. Non ho scelto di non averne, in parte è anche un po’ accaduto. Ma comunque non c’è mai stato un momento in cui ho desiderato davvero provarci.
    Non mi sento sbagliata per questo, e a oggi non ho rimpianti: volevo testimoniarti che questa possibilità esiste 🙂
    Ciao!
    Chiara

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  3. Fare figli per i più è uno status. Un atto dovuto alla natura.
    Ho conosciuto persone che sono ottimi genitori anche senza figli, perchè essere genitore è un gesto d’amore, non per forza verso qualcuno che a i tuoi geni, ma, piuttosto verso l’altro.
    🙂
    non ti scoraggiare, sii sempre forte delle tue idee

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  4. perchè sindacare sulle scelte altrui io nacora non lo capisco. se tu hai preso questa strada, l’avrai presa ponderando te stessa e solo te stessa… e te lo dice una con prole.
    ci sarai arrivata elaborando te stessa e questo ti fa onore. meglio capire di non avere lo spirito materno che credere, o per egoismo inculcarselo e poi lasciare i figli allo sbando qua e la.

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  5. ps. che domani magari non riesco ad avveretirti… sto facendo il tag sulle emozioni di dora e ti ci schiaffo dentro. ho scritto che secondo me non devono continuare il tag i nominati, ma chi per caso legge il mio post! lo programmo per domani sera! baci!

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  6. Pingback: Emozionami! Tag | ilmioblogpercaso

  7. una mia cara amica (nonstante sia cattolica praticante) ha deciso di non volere figli, per una serie di motivazione familiari, ma la cosa più antipatica è che sono le donne con i figli a farlo pesare, a farla sentire “innaturale”.

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