Dipendenza

John Atkinson Grimshaw – I raccoglitori di loto

Rieccoti qui.

Ti guardo e proprio non capisco perchè sono sempre così odiosamente debole.

Ho deciso di smetterla con te, ho deciso di dire basta.

So essere più forte delle mie debolezze, più dura delle mie dipendenze e così ti ho sbattuto la porta in faccia, ti ho chiuso in un cassetto e ho buttato via la chiave, ti ho cancellato dai miei neuroni, dalle mie sinapsi, ti ho lasciato scorrere via da me.

Perchè io sto meglio senza di te e posso farcela.

Pensavo,

credevo,

m’illudevo.

E’ bastato poco, un po’ di stanchezza, un soffio di tristezza, quella brutta e caliginosa, che ti si attacca come fumo di legna e ti sporca i polpastrelli quando cerchi di spazzartela via di dosso, ma è stato sufficiente.

Mi mancavi.

Ho alzato un attimo la testa e mi è uscito un sospiro di desiderio – Dio quanto ti rivolevo! –

Rivolevo quella sensazione di oblio assoluto, il cervello ovattato, le braccia che pendono impotenti, il corpo che galleggia, lo spirito che si liquefa e scivola via in piccoli vortici.

Mi fai schifo ma ne ho bisogno e poi mica posso smettere tutto! Oggi c’ho pure Saturno contro, c’avrò diritto, no?

Odio quel gusto dozzinale che mi resta in bocca dopo, la consapevolezza di sbagliare, l’ineluttabilità delle scelte che compio.

Ti odio, ho bisogno di te, ti uso, ti abuso, fammi stare bene o almeno non tanto male, assordami il cervello di rumore bianco, fammi smettere di pensare anche solo per poco.

Poco è meglio di niente, poco può essere tanto quando si è così affamati e così maledettamente soli in mezzo alla folla.

Mi tremano le mani mentre ti afferro.

Rieccoti qui.

Sei qui per me, quasi elegante e apparentemente innocente, una piccola bottiglia di vetro scuro piena dell’acqua dell’oblio, il cibo dei mangiatori di loto.

Afferro il bicchiere, conto in fretta, quante sono? ma chissenefrega!

Aspiro il tuo odore dolciastro, apro la bocca e mangio il loto.

 

Ascoltando  The Velvet Underground – Heroin

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10 thoughts on “Dipendenza

  1. anche tu vedo che ci metti molto di te stessa in quello che scrivi (almeno così sembra), ecco perchè il racconto del “Diario” all’inizio mi aveva spiazzato, ma poi invece andando più avanti mi è piaciuto (anche se davvero sembrava scritto da un uomo), perchè ti sei lasciata scoprire sotto una luce diversa.

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