La distr@zione delle cose

Considera una sera in cui non sei perfettamente presente a te stessa.

Ti osservi e l’immagine di te è sfocata, come preda di un movimento infinitesimo ma costante che ti porta lontano dal centro dell’obiettivo.

Sorseggi un bicchiere di vino, rosso, aspro, senti il tannino che pizzica la lingua, senza pretese ma buono per scaldarti ed arrossare le tue guance.

Sei seduta in una chiesa, anche se di chiesa conserva ormai solo l’apparenza disordinata e decadente.

La musica è il suo vero dio insieme ad ogni forma di cultura, anche quella un po’ alternativa, con un filo di barba sulle guance, tanto per non essere presa troppo sul serio.

Ti sei svegliata con la voglia di fare qualcosa di diverso e per una volta non hai detto no, dai ci rinuncio, cazzo invece sì!

Ti sei vestita, hai guidato nella notte ed ora aspetti, sorseggiando vino, ascoltando Paolo Nutini che graffia le orecchie e punge il cuore mentre ti vedi, riflessa in un grande specchio bombato, che rimanda di te un’immagine ancora più sfocata.

Sorseggi, ascolti ed intanto osservi.

Pareti affrescate intorno a te, vecchi tavoli segnati dalle tracce di avventori poco accorti, drappi di velluto alle pareti, candele e diavoli rossi.

Il rosso è il tuo colore, oggi l’hai sfoggiato anche sulle labbra, con sfacciataggine e liberatoria sicurezza.

Ti senti un po’ nerd, una sfigatella seduta da sola, cercando di renderti invisibile hai giocato con il cellulare, sbuffando e guardando l’orologio, come chi aspetta qualcuno che non deve arrivare, mentre nel profondo speri che non scoprano ancora il tuo bluff.

Il rumore intorno a te aumenta mentre scrivi e rifletti.

Al tavolo dietro il tuo siede un uomo solitario, un grosso bicchiere di birra in mano ed un piccolo registratore a cassette come non fanno ormai più.

Ogni tanto ti volti a controllare che ci sia ancora, ti fa piacere avere un gregario che accompagni la tua fuga solitaria.

Intanto ripensi alle parole che poco fa ti hanno ferito immensamente.

“Sei apatica, sei assente e poco combattiva, hai lo sguardo triste e rassegnato di chi non trova uno scopo, non sei più tu”.

Se a dirle è chi ti ama di più devi per forza crederci.

Come spiegare che sei preda di un’inquietudine senza nome, che vivi al di fuori di te stessa e senti di non appartenerti più? Una fase, un periodo di supremazia ormonale, passerà o forse no ma chi può stabilire a priori il suo divenire?

Per ora non sai che fare e vivi come una foglia in bilico sul ramo, pronta a distaccarsene galleggi a mezz’aria, cercando di prendere una direzione.

Non ti curi che sia quella giusta, non lo è quasi mai, ma sarà la tua direzione e di nessun altro.

Sta iniziando il concerto, acustico, essenziale, organizzato nella speranza di salvare dalla chiusura un regno della musica, che talvolta permette ad uno spirito irrequieto di sostare, bevendo vino in casa del diavolo.

Hai i tuoi demoni nella tasca, stasera saranno in buona compagnia.

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4 thoughts on “La distr@zione delle cose

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