La belle dame sans regrets

 

Questo posto mi è mancato, scrivere mi è mancato, i miei personali dialoghi con Leucò, i pensieri che si srotolano pigri alla luce delle candele, tutto quanto mi è mancato.

Ho dimenticato il compleanno del blog, evitato le statistiche dei folletti, i tanti, troppi post degli amici che leggo ora, con il puntiglio di chi vuole mettersi in pari senza perdere neppure una sola frase.

Ci sono momenti in cui non c’è spazio per le parole, tutto quello che si può fare è andare avanti per automatismi, mantenere il motore al minimo, nessuno spreco di energia, solo quella basale.

E’ stato durissimo e faticoso continuare a condurre una vita “normale”, sorridere, augurare il meglio per le feste, essere gentile, veloce, efficiente come sempre, quando dentro mi sentivo andare in pezzi.

Ho rischiato di smarrire la strada di casa, ho rischiato di perdermi e buttare alle ortiche tutto quanto, per stupidità, imprudenza, insoddisfazione ed insicurezza.

Ho sognato così tanto ad occhi aperti che i sogni mi hanno catturato ed ho perso il senso di ciò che è reale.

Ho sognato così forte che il sangue non solo mi è uscito dal naso ma mi sono ferita quando le spine acuminate, che certi desideri impossibili tengono ben celate, sono scattate all’infuori e mi hanno risvegliato.

Non ho avuto tempo per altro se non tenere insieme i frammenti e cercare di tornare quella di sempre.

Ho dovuto ancorare cuore e cervello con uncini di acciaio, mentre una nube tossica di pensieri inopportuni cercava di farsi strada e contaminare le mie decisioni.

Qualche tentacolo ha tentato di insinuarsi, ha solleticato con sapienza i buchi del mio autocontrollo, ma gli uncini hanno retto e mi sono risvegliata, ammaccata e un po’ più consapevole, conscia di quello che posso e di ciò che invece non devo chiedere e neppure desiderare.

Chi ha detto che invecchiando si diventa più saggi? Io divento ogni giorno più fragile ed insicura, piena di rimpianti e debolezze sconosciute.

La schiena mi ha abbandonato, ho sentito uno strappo ed è stato come se un artiglio iniziasse ad arrotolare i miei muscoli in un gomitolo pulsante di dolore.

Niente di casuale o inaspettato in verità, ho portato un peso troppo grande per poterlo reggere ancora a lungo. Il corpo ha deciso per me. Sono stata costretta a fermarmi e a riflettere.

Sto desiderando che un soffio di aria pura disperda finalmente la nube tossica.

Sono tremende quelle maledette, cambiano di forma e consistenza, si mimetizzano con i colori che le circondano e aspettano che la guardia si abbassi un po’, per tornare a fare danni.

Mi osservo, mi ascolto, addomestico il dolore e mi muovo con la cautela di un oggetto rotto ma ancora utilizzabile.

Cerco di ridurre le fantasie al mondo del niente cui appartengono, cerco di focalizzare la mia attenzione su ciò che è reale, anche se la voglia di evadere a tratti morde ancora.

Oggi è passata la sbornia delle feste e ci si sveglia tutti un po’ più incupiti ma sollevati dall’obbligo di essere o almeno di far finta di essere felici.

Oggi mi sento un po’ meno fuori posto in questo mondo da schifo, che non accetta una risata e si prende sempre drammaticamente troppo sul serio.

Oggi, quando meno me lo aspettavo, è arrivato un refolo di aria pulita che per un po’ ha diradato i contorni della nube tossica.

Oggi ho rivisto il sorriso di una persona cara, uno di quegli incontri fortuiti che ti si piazzano nelle pieghe del cuore di soppiatto e si fanno notare soprattutto nel momento in cui, inevitabilmente, ci abbandonano.

Oggi ho sentito un pizzico di felicità dolceamara e assaggiato il sale delle lacrime, ma porto con me il calore di quel sorriso e delle parole che lo hanno accompagnato.

“Non voglio vederti triste, ti sono vicina e puoi sentirmi: sono appena nella stanza accanto”.

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17 thoughts on “La belle dame sans regrets

  1. Mi piace ma mi dispiace quello che leggo.
    Anche io invecchio nn fosse altro che xche vedo mio figlio diventare adulto.
    Sogno leggendo, guardando la mia cagnolina, accontentandomi spesso di piccoli segni.
    Mia madre che nn era una allocco a 80 mi confesso che si svegliava col sorriso. Io nn ci sono mai riuscita. Ma ora ci sto lavorando.

    Sheraconunfioreanzidue🌷🌹e tre 🌻

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