Nora che vende caramelle

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fonte: web

Le idee prendono forma all’improvviso, le parole premono come una marea, cercano di appropriarsi di uno spazio e ti tormentano finchè non hai capitolato, lasciandoti indifeso e senza fiato.

Ho scritto con urgenza, ascoltando musica quasi in trance, sentivo di doverlo fare, nulla di più.

Nora è un grillo parlante, un mezzobusto, un essere mitologico, una centaura.

Nora è lì, dietro un bancone, che vende caramelle.

I suoi sono dolci speciali, magici: curano i dispiaceri e gli affanni, risanano lo spirito, rinforzano il corpo.

Con poche monete puoi comperare un po’ di speranza, riacquistare fiducia o una salute che credevi perduta.

Entra e chiedi le tue caramelle.

Nora è piccola come una bambina e rotonda come un bignè.

Ha un sorriso timido e schivo che non arriva quasi mai agli occhi, severi, pensosi e spesso tristi.

Solo di tanto in tanto la felicità fa capolino nel suo sguardo, se la osservi in quell’attimo vedrai il suo viso trasformarsi e sembrare quasi bello, tanto grande è il cambiamento.

Nora arrossisce facilmente se la guardi con troppa insistenza, ma ti fulmina se osi prenderti gioco di lei e non dimentica.

Lei vive in difesa, arretrata di un passo, i sensi all’erta per captare gli umori e non perdere la  prospettiva dell’orizzonte.

Nora legge il futuro nelle carte, osserva le trame invisibili, accarezza gli intrecci di casualità che ci legano gli uni agli altri, talvolta pizzica un filo, fa risuonare una corda, si dondola per un poco nella trama dell’altrui vita.

Nora fotografa portoni chiusi e balconi fioriti, cammina ondeggiando come un pinguino, in cerca del suo equilibrio, a testa bassa per passare inosservata, così la vita la lascerà in pace per un po’.

Quando nevica le piace passeggiare senza ombrello, catturare i fiocchi con le ciglia e sentire la neve sulla lingua, ridendo di gioia se nessuno la guarda.

Nora dorme con la testa inabissata nelle coperte ma accende candele intorno a sè, per tenere lontano il freddo dal cuore.

Il suo dolore è un deserto avaro di lacrime, ma quando arrivano hanno la forza di un fiume in piena che travolge ogni cosa, solo non azzardarti a consolarla, altrimenti ti infilzerà con lo spiedo del suo sarcasmo.

La diverte immensamente dire parolacce, per il puro gusto di infastidire, e ama parlare schietto perchè è più semplice dire la verità che ricordare mille bugie, dice “è morto” anzichè “è mancato” perchè odia le perifrasi inutili e francamente ipocrite.

Nora ti ascolta parlare, ti osserva e ti registra nella mente, al momento giusto ricorderà ciò che ami, quali sono i tuoi desideri e, solo se le va, ti sorprenderà con un regalo, spiando la tua reazione per custodirla con cura.

Non sopporta nessuno ma sa amare intensamente, ha un cuore grande e morbido, se riesci a scorgere il varco nel filo spinato, che ti avvolge stretto e non ti lascerà uscire mai più da sè.

Nora vende caramelle da tempo immemorabile ma ogni mattina chiede ancora allo specchio perchè.

Si conta le rughe e i capelli bianchi, un po’ più di quarant’anni ben portati ma ancora per poco, poi scrolla le spalle e, se è davvero triste, canta con voce sottile, immaginando un quartetto jazz che l’accompagni, anche se si accontenterebbe di un arpeggio di chitarra.

Nora fa sogni grandiosi, immagina altre vite, altri amori, un aspetto diverso, una svolta che la sorte non le regalerà e sospira forte, facendo ondeggiare le ragnatele dei pensieri molesti.

Oggi ha comperato un mazzo di tulipani gialli e arancioni, un piccolo sole a buon mercato posato accanto a sè.

Ogni tanto li osserva pensosa, mangiando miele un cucchiaio dopo l’altro, assaporando la consistenza vischiosa che impastoia sulla lingua le parole più amare.

Nora è lì, dietro un bancone, circondata dalle sue caramelle, che vede scorrere la vita dall’altro lato della vetrina, imprigionata come un pesce rosso nella sua boccia di vetro.

Nora è lì per te, congelata nel suo ruolo come la donna di un quadro di Hopper.

Entra e accetta le sue caramelle.

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44 thoughts on “Nora che vende caramelle

    • In realtà ho voluto condividere anche il momento in cui è nato il racconto perché mi sono svegliata nel mezzo della notte e ho iniziato a scrivere finché non l’ho finito. Erano anche i primi che scrivevo, forse avevo paura di essere presa per matta 🙂

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  1. Pingback: SABATOBLOGGER 28. I blog che seguo | intempestivoviandante's Blog

  2. Nora c’è anche quando non la vedi, ha tasche grandi e morbide, calde e accolgono dolcemente le anime sospiranti per tutto ciò che manca…
    Nora è un angelo senza ali ma che ancora, a volte, cammina fluttuando su questo mondo che troppo spesso è duro…
    Nora è incanto e meraviglia…
    ed è adorevole quando dice parolacce
    😉 ❤

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