I used to have a friend

Friendship-Quotes-1

fonte: web

La lingua inglese ha un modo del tutto peculiare per sintetizzare una verità importante in una piccola e, apparentemente, innocua allocuzione.

-I used to have a friend-

Com’è elegante, definitiva e implacabile questa frase.

Un tempo avevo un amico e ora non l’ho più.

E’ un rimpianto, un rimorso, una termite assassina che viene troppo spesso a bussare alla porta del mio cuore.

Avevo un amico, forse era L’AMICO, forse prima di lui non sapevo neppure cosa significasse questa parola.

E’ stato padre quando il mio mi aveva appena lasciato, il fratello grande che non ho mai avuto, è stato mentore, complice, sodale, compagno di viaggio, è stato tutto.

Abbiamo condiviso i pasti, fosse un pranzo di lusso al ristorante oppure un semplice tramezzino, dormito nella stessa stanza, usato le stesse lenzuola, ci siamo abbracciati, baciati, sfiorati, annusati, leccati, morsi e presi a pugni, per poi mostrare i reciproci lividi con fierezza.

Abbiamo riso e pianto assieme, bevuto champagne, mangiato caviale e foie gras e cioccolato, oh quanto magnifico cioccolato!

Abbiamo sperperato per regali pazzi, fingendo noncuranza da gran signori e percorso chilometri solo per vederci qualche minuto.

Siamo stati ore ed ore al telefono e milioni di parole, di email ed sms hanno intrecciato la corda che ci legava.

Ci siamo amati ferocemente, nel senso più puro e casto, e ci siamo odiati con distacco.

Ci siamo riappacificati con un sorriso, riso a crepapelle per le banalità più trite e guardato di malanimo chi osava intromettersi tra noi.

Ci bastava un soffio per capirci, uno sguardo, un gesto, una frase ammezzata.

I used to have a friend

C’è ancora, respira, vive, mangia, sorride ma non più per me nè con me.

Ho forzato una porta che doveva restare sbarrata, una verità inconfessabile si è dischiusa come i petali di un fiore velenoso tra di noi.

Mi sono sentita svilita, presa in giro, usata come paravento, un povero spaventapasseri, uno specchietto per le allodole.

Ero giovane, orgogliosa, impulsiva; vedevo la vita solo in bianco o nero, on oppure off, luce o buio pesto.

Non ho voluto o saputo comprendere, perdonare, accettare le sfumature caritatevoli del grigio, accontentarmi del relativo quando volevo l’assoluto.

Che non esiste, ora lo so.

Tutto quell’amore, quella magnifica energia si sono spenti, come uno stoppino troppo corto, soffocato da un’onda di cera liquida.

Niente è stato più come prima, solo il gelo ha preso il sopravvento.

Sono rimasta ad osservare lo sfacelo di un’amicizia che credevo granitica e incorruttibile, sono scappata con il mio dolore e i miei rimpianti senza poter fare nulla per rimediare.

Non ho voluto tappare con inutili cerotti una ferita che non si sarebbe rimarginata, facendo finta di non notare la sua presenza.

Di tanto in tanto mi concedo di guardare cambiare la sua foto del profilo. E’ ingrassato, sorride, quella maglia gli sta bene, è sempre il solito scemo, guarda un po’ quanti capelli ha perso!

Ho inghiottito d’un fiato una medicina molto amara, come fanno tutte le brave bambine giudiziose.

Ho imparato che nessuno può avvicinarsi oltre un certo limite, ho fatto mia l’arte di erigere barriere, mi sono abituata ai morsi della delusione.

Almeno mi ero illusa che fosse così, ci speravo e invece, guarda un po’ che stupida, ci stavo ricascando.

Mi sono fermata in tempo, ho sentito solo una piccola bruciatura nell’anima ma, a ben guardare, non si è formata neanche la vescica.

Neppure la rabbia è arrivata a farmi compagnia.

Ci si arrabbia con una persona che si ama, che si conosce, non con un fantasma, l’ombra di qualcuno che non esiste, un’illusione.

L’estraneo che ho davanti non merita la mia rabbia, non se l’è guadagnata, non lo conosco e non so chi sia.

Provo tristezza e delusione e forse anche un po’ di pena; perdiamo entrambi e nessuno è soddisfatto.

Ma guarda un po’ che stupida, ci stavo ricascando, stavo ricominciando a credere di aver trovato un nuovo amico.

Ascoltando Kurt

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17 thoughts on “I used to have a friend

  1. Hai scritto un cosa Bellss descrivendo un ‘a’amicizia profonda.
    Ma anche in inglese si sono molte sfumature e ti faccio un esempio : “sai giocare a tennis ?” “No… but I used to have a friend che era molto bravo ” dunque nessuna implicazione emotiva parlando in termini generici di “amico ” che nn frequenti più anche solo x casualità.
    Perdona l’ intromissione tecnica che mi deriva dall ‘avere vissuto e studiato ~ City college ~ a New York,
    SherabuonWE🌷🍀🌹

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  2. Rileggendo il tuo bel scritto, ho rivissuto un’esperienza analoga che ormai si perde nel tempo ma alla quale basta un nulla per ritornare a galla. Alcuni momenti di vita sono talmente intensi che rimangono appiccicati addosso, in fondo alla nostra anima. Non restano cicatrici, hai ragione tu, ma il senso comunque di aver vissuto qualcosa d’importante è unico rimane lì …
    Un abbraccio grande
    Primula

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