Parole

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fonte: web

Ci sono parole diurne, aperte, limpide, taglienti come il diamante, da sole bastano a definire un istante, a chiarire un dubbio, a scolpire un concetto.

Sono granitiche, impavide, non si nascondono, non arrossiscono d’imbarazzo, sono crudeli e impietose, come l’occhio di bue sulle crepe di cerone di un guitto di terza categoria.

Ci sono parole spudorate, impertinenti, sfacciate, vanitose come una primadonna, lucide come gloss su labbra carnose, profumate come una caramella.

Sono piacenti, allettanti, un regalo luccicante che non mantiene le promesse, false come una moneta di latta, rimbombano metalliche, si appiccicano al palato e lasciano una scia stucchevole e insieme amara.

Ci sono parole notturne, sommesse, da pronunciare con cautela, quando la luce si indebolisce ed è più facile guardarsi negli occhi, sono sentimenti, sono desideri, avvolgono come una carezza e scendono nel profondo, a scavarsi una cuccia dove tutto è caldo e umido.

Sono primitive, grezze, ancestrali, sono archetipo, sono metafora, sono il teorema di Fermat, il problema irrisolvibile, il baule senza serratura, le catene di Houdini senza la chiave, sono il terremoto nelle certezze di tutti i giorni.

Ci sono parole stanche, amareggiate, vizze come un fiore appassito, ingiallite dal sale delle lacrime, grondano cattiveria come liquore da un cioccolatino stantio.

Sono pericolose, un coltello arrugginito che inocula batteri, infettano il cuore e la mente, costringono ad allontanarsi, a leccarsi le ferite in solitudine, sono vittima e sono carnefice.

Ci sono parole buone, chiare come la prima luce del mattino, delicate come un sorriso, profumano di pulito, ristorano come il primo caffè della giornata.

Sono acqua fresca per chi ha sete, medicina per chi si è scottato, calmano il battito del cuore in affanno, fanno sospirare ma di sollievo, sono la nenia che addormenta i bambini, le onde del mare che dialogano con la sabbia.

Ci sono parole, queste, chiuse in un cassetto da tanto tempo, che oggi mi hanno chiesto di uscire per volare via da me.

Ascoltando Paolo Conte

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11 thoughts on “Parole

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