Cestino da viaggio

cestino da viaggioOggi ti vengo a trovare e voglio farti una sorpresa.

Mi sono impegnata a cercare tutte le cose che più ti piacciono e ho preparato un cestino da viaggio per te.

Ho messo la spuma bionda, non sai quanto è diventato difficile trovala oggi, perchè so quanto ti piace e non ti farà male berne un bicchiere in più, te ne sei privato per così tanto tempo.

C’è anche un po’ di quel formaggio con il pepe di cui sei goloso, pane per accompagnarlo e una guantiera di paste, quelle con la frutta e ovviamente i cannoli, i tuoi preferiti.

Questa volta mangiali pure tutti, non preoccuparti dai, non ti sgrido più.

Dentro il cestino ho messo anche i quiui, non hai mai imparato a dire kiwi, una radiolina per ascoltare le partite, la schedina del totocalcio, così questa volta un tredici lo azzecchiamo senz’altro, e la tua amata cassetta di Lucio Dalla, scusa se te l’ho rubata ma mi andava di ascoltarla un po’ anche io.

Al mio arrivo inizierò subito ad affannarmi per fare pulizia, quindi non arrabbiarti! Tanto lo sai che faccio sempre così, che non mi piace guardare dove sei e preferisco tenere le mani occupate.

In fondo, mi spieghi che diavolo ci parlo a fare con una lastra di granito?

Se voglio parlarti mi basta chiudere gli occhi e risento la tua voce, se voglio vederti mi guardo allo specchio, cerco la fossetta al centro del mento, muovo le mani, nodose come le tue, i piedi sgraziati ed eccoti lì.

Mi manca solo la fessura tra i denti davanti, mi piaceva tanto far spuntare quel pezzetto di lingua rosea e non ho ancora perdonato te e mamma per quello stupido apparecchio, che si è portato via il mio sorriso così simile al tuo.

Ci separano cinquemilaottocentoquarantaquattro giorni e ognuno di essi mi ha trafitto la carne come uno spillo.

Ho ancora ricordi a farmi compagnia e rimorsi a farmi male ma la tua assenza è difficile da sopportare.

La tua assenza mi tatua la pelle ogni giorno.

Vorrei che tu fossi orgoglioso della donna che sono diventata, perchè sto in piedi da sola, faccio sempre il mio dovere, se sanguino cerco di non piangere “che goffa che sei, è solo sangue pazzo, non è niente, vieni da papà“.

Hai ragione come sempre, è solo sangue pazzo.

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16 thoughts on “Cestino da viaggio

  1. Che dolcezza…le parole poi che risuonano alla fine…in questo viaggio di scrittura si incontrano animi meravigliosi…
    Oggi poi leggere questo tuo post mi fa sentire più che mai vicina al tuo vissuto, un abbraccio di cuore!

    Mi piace

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