Cipollitudine

Tempo fa stavo esplorando un blog di fotografia dal titolo accattivante In search of the Invisible, quando mi sono imbattuta in una natura morta singolare. Leggendo la didascalia che l’accompagna ho inizato a fare alcune associazioni a ruota libera, mi è tornata in mente anche una poesia di Wislawa Szymborska (ci sarebbe anche quella di Neruda ma la trovo meno incisiva) poi ho salvato tutto in bozze e, come mi capita spesso, ho lasciato sedimentare.

L’altra sera, leggendo il post di Avvocatolo, ho ripensato alla mia bozza dormiente, poi sempre Avvocatolo con il post di oggi mi ha fatto decidere a riunire un po’ i pensieri.

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Onion – With its strong smell, onions have often been used to ward off evil, especially the dangerous powers of the moon. As the multiple layers of an onion are pealed off, each can represent an area of wisdom until the center containing total wisdom is revealed. The onion also symbolizes the cosmos and immortality because of its shape. Still life imagery is very personal. It’s a meditative process, checking in with yourself. credits: Still Life by James Frederick Bland http://jamesfbland.blogspot.it

La cipolla – Wislawa Szymborska

La cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
Fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.

Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell’una ecco sta l’altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un’eco in coro composta.

La cipolla, d’accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.

In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezione.
E a noi resta negata
l’idiozia della perfezione.

E’ vero, noi siamo fatti di carne, visceri e altri liquidi organici poco piacevoli, siamo radiopachi ma la parte più bella di noi, l’anima, è invisibile e se ne invola via non appena il sangue si ferma e il cuore diventa solo un muscolo morto, anzichè il nostro Cuore.

Però abbiamo anche una certa cipollitudine®, questa se permettete me la brevetto, che è un misto di cipolla e attitudine o cipolla e solitudine, se preferite.

Siamo elegantemente avvolti in mille strati trasparenti pieni di celluline urticanti, ci rivestiamo di cortine fumogene, per nascondere chi siamo, per non essere presi sul serio, per paura o per fare un po’ di scena.

Ci vuole pazienza per arrivare fino al cuore, stringere i denti per non piangere troppo e sopportare la puzza che rimane sulle mani, che neanche le saponette di acciaio la levano via.

E poi in fondo a quella puzza uno un po’ si abitua, anzi ogni tanto ti annusi quelle mani quasi con soddisfazione perchè hai domato la cipolla ribelle.

Siamo un microcosmo, siamo molti Noi e non è facile metterci tutti d’accordo, ogni tanto qualcuno sbarella, chi ride di qua, chi piange di là e ci si tiene il muso per giorni.

Abbiamo maschere per ogni occasione, che ci coprono l’anima sempre troppo nuda e ci permettono di cambiare, di non essere chi siamo davvero o di essere chi non vorremmo essere.

L’importante è non saldarle queste maschere, non è di gabbie di ferro che abbiamo bisogno, ma di maschere aeree e trasparenti, come pelli di cipolla, che fanno circolare l’aria e non intrappolano gli spiriti maligni e i pensieri cattivi.

E capita così che a volte ti imbatti in una persona, supponiamo un avvocato, inizi a leggere attratta da un parruccone viola e pensi che è solo uno squinternato, se ti fermi alla prima pelle di cipolla, ma poi sei testarda e continui a sfogliare e ad ogni strato trovi qualcosa, un padre amorevole, un fratello, un poeta, trovi sentimenti che fanno male e pensieri profondi ma quando arrivi in fondo sei contenta, certo hai pianto un po’, la cipolla non perdona, ma sei contenta ugualmente.

Quindi Avvocà sappi che è colpa tua!!

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14 thoughts on “Cipollitudine

  1. Molto interessante questo concetto, applicabile un po’ universalmente! La parola stessa poi, cipolla, è tutto un programma. C’è una mia amica calabrese che la dice con la c strana e la o aperta, a Roma la diciamo con la o chiusa… Ma il significante veicola sempre lo stesso significato. Forse funziona anche con noi: possiamo metterci mille maschere e avere dieci o cento strati di cipolla, raccoglierne altri caduti a terra e buttarceli addosso per coprirci, eppure la sostanza…il nostro nucleo, rimane sempre lo stesso. La nostra autenticità è delicata e per questo va protetta. Da chi, da cosa? Da quella degli altri. Scoprirsi piano permette di abituarsi, di aggiustarsi, di trovare un equilibrio, una posizione di idonea condivisione. Tutto sta nell’iniziare, è quella la parte più difficile, e soprattutto la cosa che non bisogna mai smettere di fare: iniziare a scoprire.
    Grazie per questo illuminante post, mi è piaciuto davvero. Buona serata 🙂

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