Il mio altrove

Però, (cosa vuol dire però)
Mi sveglio col piede sinistro
Quello giusto

Però, (cosa vuol dire amicizia)

Non mi sono svegliata con il piede giusto, non più ormai da alcuni giorni.

Sono ancora io, ma diversa.

Ieri ho aperto a caso la mia vecchia grammatica del liceo, per vedere se tra le sue pagine era rimasto qualcosa della ragazzina che ero, di quella fiducia luminosa e credulona che riponevo nelle persone e nell’amicizia, in quei “se hai bisogno io ci sono” che ora grondano falsità.

Il libro si è aperto alla voce verbi difettivi e mi è venuto da ridere per quanto ora mi sento difettiva, difettosa e difettata.

Forse già lo sai
che a volte la follia
Sembra l’unica via
Per la felicità

Mi domando di quanto folle coraggio ho ancora bisogno prima di prendere e buttare il tavolo all’aria, strappare la tovaglia dell’ipocrisia, incrociare gli sguardi stupiti di commensali che mi hanno fatto a brandelli e ora giocano con la mollica del mio midollo, facendone palline da gettarsi l’uno l’altro.

C’era una volta un ragazzo
chiamato pazzo
e diceva sto meglio in un pozzo
che su un piedistallo

Oggi ho messo
la giacca dell’anno scorso
che così mi riconosco
ed esco

Starei meglio in un guscio che sotto gli sguardi accusatori di chi mi ritiene il lupo che ha mangiato l’agnellino, omettendo il trascurabile dettaglio che un po’ lupi lo siamo stati tutti, ma soltanto io ho avuto il coraggio di dirlo a voce alta, senza vergognarmi delle mie opinioni.

Se devo stare in un pozzo anzichè sul piedistallo della santità preferisco farlo a testa alta, per essere ancora in grado di riconoscermi quando mi guardo allo specchio.

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove
non importa dove

Ho deciso di ignorare il mondo che mi circonda, di passargli attraverso senza soffermarmi sulle delusioni che ho ricevuto. L’unico posto in cui voglio stare è altrove e posso andarci solo con la mente, senza più curarmi dei bisogni di chi non ha saputo tendere una mano quando era necessario.

Io, un tempo era semplice
ma ho sprecato tutta l’energia
per il ritorno

Lascio le parole non dette
e prendo tutta la cosmogonia
e la butto via
e mi ci butto anch’io

Quand’è che la mia vita ha smesso di essere una ripetizione di bisogni fisiologici e attività automatiche, così semplici e rassicuranti nella loro monotonia, ed ho iniziato a sprecare tutte le mie forze per assecondare le richieste altrui? Quando ho deciso che potevo permettere di essere masticata e sputata via come una cicca di tabacco esausta?

Non ho più parole da dire nè da ascoltare, butto via il vecchio vocabolario e ne costruisco uno nuovo, di cui voglio dettare io le regole di sintassi.

Sotto le coperte
che ci sono le bombe
è come un brutto sogno
che diventa realtà

Applico alla vita
i puntini di sospensione
Ché nell’incosciente
non c’è negazione

Mi sono risvegliata da questo brutto sogno e non voglio ricaderci mai più, ora ho gli occhi aperti e la strada chiara davanti a me.

I puntini di sospensione saranno i ciottoli di Pollicino che mi indicano la direzione da percorrere.

Voglio che a guidarmi sia l’incoscienza, chè razionalità e coerenza non mi hanno reso giustizia.

Voglio stare come l’Appeso dei tarocchi, guardare il mondo a testa in giù per avere un altro punto di vista, oscillare intorno al mio asse di equilibrio, ascoltare il fluire dei pensieri e delle opinioni ma essere l’unico baricentro di me stessa.

Voglio “svincolarmi dalle convinzioni, dalle pose e dalle posizioni”.

un ultimo sguardo commosso all’arredamento
e chi si è visto, s’è visto

Mai più così ferita.

Annunci

40 thoughts on “Il mio altrove

  1. Quando ti feriscono, ti consumano, ti inaridiscono, è difficile trovare ragioni per “ricominciare”. E credo che sia anche più antipatico sopportare gli altri, quelli che la sanno sempre più lunga di te, che ti spronino a ricominciare. Però, una mente fervida come la tua non può permettersi di attraversare la vita come se si tuffasse in un buco nero, per spuntare all’improvviso da tutt’altra parte del suo cosmo. La tua vita ed il tuo cosmo sono tuoi. E così come sei riuscita ad essere sempre te stessa e a dire la tua a testa alta, puoi ritrovare tutte le ragioni per essere la protagonista di quall vita e di quel cosmo. Ciao, Piero. 🙂

    Liked by 2 people

  2. Devi essere l’unico baricentro di te stessa. Ognuno di noi e’ un piccolo universo, bello, sfolgorante, importante e vive di se’, per se’ e per gli altri. Tu dai quello che puoi o che vuoi ma senza rubare nulla a te stessa, rischieresti di perdere il tuo baricentro. La felicita’ va cercata dentro se ed e’ la tua stessa essenza, perfetta nella sua imperfezione umana. Non tentare di aggiustare il baricentro degli altri, non e’ il tuo compito, ognuno ha il suo e non bisogna interferire.
    Un abbraccio solidale
    Giuliana

    Liked by 1 persona

  3. Razionalità e coerenza non hanno mai reso giustizia a nessuno… verissimo! Anche perché quella razionalità e quella coerenza non sono nostre, ma l’insegnamento di qualcun altro… Sii folle a modo tuo, non far mai del male a nessuno, ignora il giudizio degli altri e vai avanti per la tua strada senza mai voltarti indietro…forse è questa la ricetta per la felicità… 🙂

    Mi piace

  4. Capisco la difficoltà, tutti ci dicono che l’importante siamo noi, che nessuno deve influenzarci, che non dobbiamo ascoltarli… ma ci sono, gli altri, ci sono e parlano fin troppo… ma credo che una cosa, dagli altri, l’ho capita: che nessuno meglio di noi è in grado di donare soddisfazioni e felicità, e di trovare la strada giusta per sé stessi… chi ci fa del male non merita nessuno dei nostri pensieri 😉

    Liked by 2 people

  5. “Ho deciso di ignorare il mondo che mi circonda, di passargli attraverso senza soffermarmi sulle delusioni che ho ricevuto. L’unico posto in cui voglio stare è altrove e posso andarci solo con la mente, senza più curarmi dei bisogni di chi non ha saputo tendere una mano quando era necessario.”
    Cara Mela, altrove devi andare con chi pensi ne valga la pena andarci. Il fatto è che non saprai mai se stai commettendo uno sbaglio o meno.
    Leggo tra le righe, mi sbaglierò, l’insoddisfazione per aver forse sprecato un pò di te stessa per cose e qualcuno che non lo meritava. Mi paice pensare che nulla è sprecato, in fondo magari non lo penso. Ma aiuta, semmai, a vivere il quotidiano.
    Ti abbraccio

    Mi piace

  6. Mela, mi sembri gia’ sulla buona strada da un po’ di tempo. Queste delusioni lanciale via come sassi dentro un fiume, il tuo grembo sara’ piu’leggero. A volte fa bene visualizzare una immagine di pulizia ed alleggerimento. E’ bello dare e darsi, ma non tutti meritano il nostro dono…non avercela con questi ingrati, loro hanno peccato di superficialita’, ma tu sarai stata generosa e coerente con te stessa. Ti abbraccio

    Liked by 1 persona

  7. A parte che amo molto questa canzone, vorrei dirti qualcosa di più, perché in qualche modo questa sofferenza che traspare dai tuoi post (non solo da questo) tocca delle corde per cui ti sento stranamente vicina. A volte il “vedersi” solo attraverso un computer è davvero un ostacolo, però… questo però vuol dire che si legge chiaro nelle tue parole che comunque l’altrove in realtà non è da un’altra parte, che tu vuoi “riconoscerti” e che dunque sai che per quanto male possa fare, hai pur sempre il diritto di guardarti allo specchio e vederti per quella che sei e l’altrove è semplicemente non voler essere più quella che gli altri pensano che tu debba essere. Ecco, questo sentirsi sempre come se tu fossi “altro” da quella che gli altri vedono e vogliono vedere. Per me almeno è stato per tanto tempo così e forse ne vedo tracce qui… Allora magari l’unica cosa che posso dirti è che se davvero vuoi ce la si può fare, non andando necessariamente altrove, ma proprio entrando dentro quella te stessa lì, che ha molto bisogno di essere “riconosciuta”. Spero che arrivi anche il mio abbraccio.

    Liked by 1 persona

    • Grazie, l’abbraccio e la tua empatia sono davvero preziose in questo momento. In realtà il mio altrove non è tanto un bisogno di cercare una me stessa diversa quanto quello di allontanarmi, se non fisicamente almeno mentalmente, da persone che mi hanno provocato dolore. Il desiderio attuale è quello di stare ben nascosta in fondo ad un pozzo anziché dovermi relazionare controvoglia.

      Mi piace

      • Forse dovrebbero nascondersi loro in fondo a un pozzo, almeno nella tua mente. Se proprio sei costretta a frequentarle, fallo pensando . come mi pare che stia già facendo – che non meritano che tu soffra per loro. Se tu sai di poterti guardare allo specchio, vuol dire che hai già ricominciato a ricostruirti, che i tuoi sassolini di Pollicino la strada la stanno già tracciando. La corazza si può costruire, ad esempio, ascoltando le voci positive intorno e dentro di te, certo ci vuole tempo, ma piano piano si riesce, poi forse non è proprio una corazza quella che serve, quanto sentiore profondamente quello che ci fa stare bene, e così quasi automaticamente quello che ci fa male allenta di molto la sua presa su di noi. Dài, forza! 🙂

        Mi piace

  8. Un pò di sano egoismo non guasta e per questo non sentirti in colpa, non lasciare che gli altri arrivino fino al torsolo della mela. Uno spicchio è stato sufficiente per farti capire molte cose, ora riserva il frutto per te!
    Il tuo altrove rappresenta la giusta risorsa per ricominciare a credere 🙂
    un abbraccio forte

    Liked by 1 persona

Metti una mela nel cestino!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...