Asana

Sun_Salutation

credits: Inga Howe-Geniesse, Sun Salutation Lanau Island, Honkong, 2008

Nell’aria Return of innocence

Respira.

Respira come se il mondo finisse ora, respira come se dovessi inglobare nei polmoni il rumore dell’oceano, respira con la testa, con il tronco, con la pancia, con il sesso, respira fino in fondo ai piedi, respira.

Senti la testa che vortica e diventa leggera, come dopo un bicchiere di vino deciso.

Senti i pensieri che si allontanano fino a svanire, mentre resta solo il fluire dell’aria dalla bocca e dalle narici.

Avvicina le mani al petto, il cuore batte, il diaframma si alza e si abbassa, non hai bisogno di fare nulla, il tuo corpo è sapiente.

Calma, calma, solo di questo hai davvero bisogno, calma e silenzio dentro la testa.

I piedi appoggiano a terra, nudi, le dita forti e sgraziate, ma a te piacciono così, maschili e poco eleganti, un’appendice messa lì per caso dalla mescolanza dei cromosomi.

Senti il fresco del pavimento sotto il tappeto leggero, percepisci la forza di gravità che ti avvicina a terra, ti tira per l’ombelico, ti lega con un filo d’acciaio al centro della terra, ancorata a quegli uncini che hai lanciato per tenerti insieme, al riparo dai pensieri molesti.

Adesso piegati all’indietro con dolcezza, senza fretta, la tua schiena è forte e flessibile, hai sopportato molto e riuscirai a farcela anche questa volta, a sentirti come una betulla che si flette, ma che il vento non riesce a spezzare.

Ed ora inchinati in avanti e porgi il tuo saluto al sole, che oggi ti illumina senza scaldare, poggia le mani, il palmo bene aperto, così.

Ritrova il contatto con il terreno, ritrova il contatto con la realtà e lascia perdere i desideri, i sogni, tieniti stretto quello che hai, un pugno di terra è tangibile, è concreto, se lo bagni diventa argilla e puoi modellarlo come vuoi, i sogni sono aria, sono acqua, prendono la forma del contenitore, ma se questo si rompe ecco che si disperdono e non ci sono più.

Adesso fai un passo indietro, quante volte vorresti fare un passo indietro, tornare indietro, riavvolgere il nastro, erase, rewind, erase, rewind, fino a trovare il punto esatto, l’inizio di tutti gli sbagli che hai fatto.

Uno slancio e via, i piedi all’indietro e ti reggi sulle braccia, il corpo teso, il collo dritto, la schiena rilassata, non arcuare, non arcuare, hai braccia e gambe forti, senti la tensione, senti come tremano i muscoli ma puoi farcela.

Ora giù a terra, bocconi, rilassati un attimo e poi arcua il tronco all’indietro, come un cobra che alza la testa, un movimento fluido, elegante, non impacciato come sai essere tu, sempre così goffa, le spalle che si curvano in avanti, alza quel mento e guarda in faccia la vita, prova a farle marameo e a dirle che tu sei la padrona e niente ti spaventa. Provaci, una buona volta.

Ci sei quasi, punta i piedi, premi a terra le mani e alza quel sedere, tieni giù la testa e stai salda sulle gambe, senti l’equilibrio, ascolta la pace del tuo respiro, niente può ferirti finchè riesci a controllare le tue emozioni.

Inchinati nuovamente al sole e poi stenditi all’indietro come un arco di betulla, e ora dritta, immobile, congiungi le mani al cuore e osservati.

Sei montagna che guarda il sole, sei pietra scaldata dai raggi, sei sudore che evapora piano, sei sangue che scorre, sei musica di vita, sei pace.

Respira.

tumblr_m277w0ohAJ1rnhmhjo1_500

fonte: web

Annunci

35 thoughts on “Asana

  1. bellissimo, ma sarebbe bello poterlo fare ogni giorno cosi’ all’aria aperta e sulla nuda terra. Invece sono qui a guardare dal terrazzo quelle noiose nuvolastre uggiose tra lo smog ed il rumore del traffico cittadino. Sigh!

    Mi piace

      • Questa è un’idea che davvero mi è difficile concepire, cioè, naturalmente conosco frustrazione, senso di fallimento, il dolore del “tradimento” di certe cose che pensavi sarebbero state diverse… a chi non è successo? Però io penso sempre che non sia stato il sognare, il desiderare ad essere “sbagliato”, non è stato quello a farmi stare male. Forse, a volte, la mia difficoltà a vedere che la realtà la vedevo con gli occhi del sogno e non per come era. Però sono sempre stati i desideri che mi hanno spinto ad andare avanti comunque. Se anche l’avevo “collocata male”, per così dire, ho sempre cercato di tenermi stretta la mia voglia di sognare e non farmela portare via da chi non l’aveva “meritata”. Non saprei immaginarmi senza, e da quel poco che ho visto, non mi sembri così lontana neanche tu. Scrivere non è forse un desiderio, un sogno? E sono convinta che se ti guardi indietro scopri che ci sono stati dei momenti in cui i sogni e i desideri in realtà ti sono stati d’aiuto e non d’intralcio.
        Un abbraccio

        Mi piace

      • Scrivere è uno sfogo per le lunghe sere trascorse in solitudine, è una compagnie e un esercizio mentale ma non lo definirei né desiderio né sogno. Se non desidero e non sogno nulla niente può farmi del male, mi limito a vivere il presente, giorno dopo giorno, prendo il buono che c’è ma ho smesso di fare progetti, mi lascio vivere, ogni tanto sono triste, soffro ma poi mi rassegno e vado avanti.
        Hai scritto parole molto belle e rispetto il tuo punto di vista e la tua filosofia di vita 🙂

        Mi piace

Metti una mela nel cestino!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...