Del parlar di blog ed altre tortuosità

Ho scritto questo articolo quasi un anno fa e oggi sono andata a ripescarlo.
In questi giorni sto leggendo critiche abbastanza dure sulle famigerate stelline, su chi commenta per farsi notare o farsi benvolere, sull’aspetto social dei blog e questo sinceramente mi rattrista.
Qualche tempo fa ho scritto ad Albucci che io sono antisocial, perchè non uso nè facebook nè twitter e lui mi ha risposto “ed hai un blog?”.
Anche un blog è social, perchè nasconderci dietro un dito?
Possiamo decidere di metterci nome e cognome oppure un nick più o meno fantasioso, possiamo parlare della vita vera o di realtà parallele, però l’interazione è inevitabile, con tutto quello che comporta.
Il mio blog è aperto, è fruibile da tutti, non metto moderazioni, chiunque qui è benvenuto.
Se mi si lascia traccia del passaggio ne sono contenta, se si vuole spendere qualche minuto per commentare ancora meglio, chi vuole continuare o approfondire il dialogo benissimo!
Però non chiudo la porta in faccia a nessuno, non faccio pulizie drastiche, alcuni blog si autoeliminano da soli smettendo di scrivere, non ricambio follow a vanvera, cerco di leggere, di alcuni blog ho letto davvero tutto, anche maratone di più di duecento articoli, e poi decido.
Semplicemente io mi affeziono, forse è la cosa più infantile e sbagliata, e mi dispiace tanto quando un blogger chiude all’improvviso o non scrive per tanto tempo.
Io spero di risultare sempre una persona vera e sincera, certo so bene che le cazzate che scrivo possono risultare noiose o banali, mica tutti possono avere la mia stessa balorda visione delle cose!
Non posso e non voglio piacere a tutti, ma mi auguro che chiunque qui possa sentirsi benvenuto e ben accetto, prendere da me ciò che desidera e lasciarmi un segno, se ne ha voglia, oppure no.
Io sono qui in casa mia, ma la porta è aperta, si può entrare senza dover bussare o chiedere l’accesso, si può decidere se rimanere o no senza temere di essere accompagnati all’uscita, ma in piena libertà.

La Mela sBacata

inconscio_clip_art fonte: web

(Questo post nasce da uno scambio di opinioni che trovate qui in casa di Pinocchio)

Oggi tira un vento fortissimo e la mia mansarda fischia e sibila come una vela stracciata.

Piove incessantemente, cascatelle che rimbalzano sul tetto e bussano indiscrete ai miei vetri.

Tutto questo non mi aiuta, ho un martellio nella testa da qualche giorno, una riflessione che picchietta e spintona per farsi notare e non può rimanere ancora inascoltata.

Ho aperto questo blog quasi tre anni fa per sfida e per ripicca.

Avevo appena sbattuto la porta in faccia ad un forum, che per molto tempo era stata la mia “famiglia virtuale”, ma ora sembrava non saper più che farsene di me.

L’idea iniziale era quella di continuare ad occuparmi dei temi trattati in passato, questa volta in prima persona e con maggiore autonomia.

In realtà non sapevo bene da che parte iniziare, forse…

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85 thoughts on “Del parlar di blog ed altre tortuosità

  1. ti lascio un segno del mio passaggio 🙂
    bel post,
    concordo con te,io ho solo un blog, niente Facebook o twitter , ma è la mia casa, la casa della mia anima e del mio Teatro, e tutti gli spiriti gentili e interessati sono i benvenuti…
    Un grande abbraccio,
    Barbara

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  2. In qualche modo mi sento chiamato in causa, almeno come una delle fonti delle riflessioni di questo tuo reblog. Devo però dirti che Albucci vede in ognuno di noi e riesce sempre a fare le domande peggiori che si potrebbero fare. Quelle a cui non puoi rispondere. Credo sia per questo che vada in giro con un sacchetto sulla testa, tra l’altro, ma qui divago e poi se si accorge che parlo di lui diventa pericoloso.
    Io non credo nel valore della verità e della sincerità, cosí come sono molto sospettoso sulla natura delle amicizie virtuali. Ritengo infantile desiderare di piacere a tutti e per questo quando ho l’impressione di essere entrato nel gioco del “piacere a tutti”, di essere parte del meccanismo di scambi di complimenti mi blocco. Sono un tradizionalista e se si deve parlare di masturbazione sono per le tecniche classiche e canoniche, non desidero usare o essere usato per questo genere di masturbazioni.
    Un blog, specialmente quelli al di fuori delle piattaforme piú comuni, sono sí strumenti sociali ma che possono avere delle sfumature differenti da quelli piú in moda di quest’ultimo decennio. In svariati anni di Facebook non ho trovato quello che ho trovato in una manciata di mesi su WordPress. Non ho avuto lo scambio, anche a senso unico magari, che ho avuto qui. Io posso condividere “socialmente” un aspetto della mia persona o di una mia proiezione fantastica e ricercare solo determinati ritorni senza troppo faticare. Su Facebook la scrematura non è cosí semplice, ha un sistema molto piú invasivo.
    Se vuoi continuo ma poi non metto solo una mela nel cestino, ma anche i rametti, le foglie ed i varmi. 🙂

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  3. Santi numi! uno apre un blog perche’ ha voglia di condividere qualcosa, credo che il motivo sia questo per tutti. Poi dal calderone si scarta la verdura che non piace. Sembra semplice ma so che non lo e’, perche’ alla fine ci si innamora un po’ di tutti per un motivo o per un altro.
    Ogni blog ha la sua caratteristica o oer il contenuto o per la persona che lo scrive, c’e’ qualcosa da prendere in tutti, questo e’ il bello.

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    • Già questo è il bello Giuly, il resto sono solo processi alle intenzioni e rovinano il piacere della scoperta. Per quanto mi riguarda continuerò ad agire come ho fatto finora, nella piena consapevolezza che non sono qui per fingermi diversa da ciò che sono.
      Una buona giornata!

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  4. Condivido in pieno…io leggo di voi, in certi momenti con più assiduità in altri meno, con i ritmi della vita…ma il bello sta anche nello scambio e nel “conoscersi” seppure dietro a uno schermo, a un nick o quant’altro… Scrivo quello che sento, vedo, leggo e so che certe volte può essere una palla assurda, ma c’è vita!
    Buona giornata!!! Con uno spicchio di sole spero 😉

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    • È inutile farsi troppi problemi, tanto dopo un po’ a pelle lo sappiamo chi ci piace e chi no e la selezione si fa da sola, l’importante per me è non chiudere e non fare il processo alle intenzioni. Spesso la malizia è negli occhi di chi guarda.
      Una buona giornata a te

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  5. Ecco, sì, condivido molto di quello che dici. All’inizio se una cosa mi piaceva mettevo la stellina, se mi suscitava delle riflessioni commentavo e non mi preoccupavo granché. Poi ho cominciato a vedere proprio quel “fenomeno” nche dici tu. Ho cominciato a capire che per certi blogger la sola stellina pareva quasi un insulto. Alcuni ho imparato a conoscerli e allora ho smesso di farlo, se non ho cose particolarmente intelligenti da dire leggo, passo e non lascio tracce. Però ho deciso che comunque non mi stresso più di tanto. A parte questi casi particolari, se una cosa mi piace e però non ho tanto da dire se non “belllo” continuo a mettere le mie stelline. Se ho tempo, voglia e cose da dire commento. A volte il tempo “lo trovo”, perché con alcuni lo scambio mi piace proprio. E se poi qualcuno pensa che lo faccia per qualche scopo recondito, beh, non è un problema mio 🙂
    Poi come dice Giuliana, se uno apre un blog dovrebbe essere perché ha voglia di condividere qualcosa, se qualcuno si prende del tempo per comunicarmi qualche emozione, idea o pensiero che un mio scritto le/gli ha suscitato, ovviamente questo mi rende più che felice. Ma c’è da dire che siamo anche tantissimi. Già il fatto che qualcuno scelga di “leggermi” e lasciare semplicemente una stellina per dire “sono qui, mi è piaciuto quello che hai scritto” mi sembra già una bella cosa.
    Capisco invece l’irritazione per quelli che ti lasciano un ‘like’ regolarnente, quasi su ogni cosa, una frazionse di secondo dopo che hai postato magari un articolo di 1500 parole di cui non hanno fatto in tempo neanche a leggere il titolo. Però anche lì, boh, forse anch’io vedo un po’ il blog come una casa, o meglio un giardino, dove si può anche passare, dare un’occhiata da fuori, se ti piace quello che vedi entri, se no no. Libertà. Ecco, è una paroila talmente importante per me da sempre (e particolarmente ora) che non ho proprio voglia di trovare altri motivi di pormi ulteriori limiti e problemi. La vita è troppo breve… 🙂
    Altra cosa (mi rendo conto che sto diventanto pedante, ma proprio davvero tanto pedante, ma tu sei un’ospite molto gentile e mi sento tanto a mio agio da diventare pericolosamente chiacchierona). Come ho detto più volte, in questo anno o poco più da che ho ripreso a scrivere, il senso di “comunità” che si è creato con qualcuno, magari anche a partire da brevi scambi, è stata una delle cose che più mi ha aiutato a superare certi momenti. Poi sì, concordo che magari amicizia è una parola grossa (infatti a me piacerebbe tanto incontrarsi di persona, tra l’altro). Però anche lì, non me ne cruccio più di tanto. Chiamiamola “conoscenza virtuale”, “affinità elettiva”, diciamo semplicemente che ci “riconosciamo” di più in alcune cose che in altre, resta il fatto che sono sensazioni piacevoli, (per me) importanti.
    E poi quante volte mi sono sentita dire che quello che scrivo è “reale”, “vero”, che le emozioni di cui parlo sono “vive”, e tu, per esempio, sai da dove viene, in gran parte, e allora che cosa è “vero” e “reale”? Quello che sentiamo lo è (si spera, ma del resto le maschere le possiamo indossare anche nella nostra vita di tutti i giorni con i colleghi d’ufficio).
    Oddio ho scritto un romanzo e avrei ancora delle cose da dire, ma le lascio per dopo che sennò altro che pedante, poi Ysi mi banna a vita e mi dispiacerebbe moltissimo 🙂

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    • “Capisco invece l’irritazione per quelli che ti lasciano un ‘like’ regolarnente, quasi su ogni cosa, una frazionse di secondo dopo che hai postato magari un articolo di 1500 parole di cui non hanno fatto in tempo neanche a leggere il titolo. ” proprio di questo scrivevo l’altro giorno da me. e anche oggi trovo una lista di gente che mi segue e non so manco chi diavolo sono!!! ciao

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    • Ho lasciato il tuo commento per ultimo perchè merita davvero una risposta approfondita, non foss’altro per la lunga disamina che hai fatto.
      Partiamo dal fondo. Intanto, non preoccuparti di Yzi che è un burberaccio della peggior specie, l’unico modo per andarci d’accordo è trattarlo più male di quanto faccia lui 😀 😉 (spero non mi senta…)
      Nell’ambito di questa mia nuova filosofia di vita zen, ho deciso di non “dare una forma alle cose”.
      Mi spiego meglio che posso: se vedo due persone parlare tra loro posso decidere di pensare che stiano parlando male di me, che mi stiano in qualche modo criticando, oppure posso decidere che stanno parlando tra loro, che non posso basare le mie elucubrazioni su una parola colta a mezz’aria, ma che devo entrare nel senso dei loro discorsi per comprendere. Devo decidere se dare alle cose una forma, oppure affrontare solo gli elementi oggettivi che la realtà mi pone davanti.
      Lo stesso concetto è applicabile alla mia filosofia di blog. Io non posso fare a tutti il processo alle intenzioni, non posso elucubrare su ogni stellina ed ogni commento che faccio o che mi viene rivolto. Non posso sapere se la persona lo fa solo per “captatio benevolentiae”, per fretta, timidezza o chissà cos’altro, altrimenti si perde il piacere della curiosità e della scoperta.
      A me è capitato di ricevere like da persone mai prima viste, ma in fondo c’è sempre una prima volta per tutti no? Sfido chiunque ad essere arrivato la prima volta in un blog e aver scritto un poema, solitamente si bussa prima di entrare e per me la stellina è un toc toc, è permesso?
      A volte, incuriosita da quei like sono andata a vedere i blog altrui e mi sono messa a seguirli, anche se loro non hanno ricambiato il follow se non molto dopo o magari mai.
      Questo fa parte del gioco, non possiamo piacere a tutti, non ci piacciono sicuramente tutti i blog che visioniamo, si sceglie secondo affinità personali, alchimie che poco hanno a che fare con la ragione.
      Poi senti, diciamocelo francamente, se sei così permaloso da offenderti per una stellina beh, metti un bel privato, fai selezione all’ingresso e fai entrare solo i permalosi come te! Nella vita sono altre le offese per cui vale la pena adombrarsi, a mio avviso.
      Idem per chi non ti da tempo di pubblicare e già parte il like. A me viene un po’ da ridere ma nient’altro, come dicevo a Principessa, non sai quello che ti sei perso o magari hai solo messo un segnalibro e poi tornerai a leggere quando avrai tempo.
      Chi può dirlo? Anche qui torniamo alla forma delle cose e spesso la malizia è solo negli occhi di chi guarda.
      Certo, anche per me ci sono persone che sento più affini di altre, con qualcuna davvero mi piacerebbe approfondire la conoscenza in real life, ma siamo lontani, a volte centinaia di chilometri, e allora non è un buon modo per conoscerci anche questo?
      Per quanto mi riguarda continuerò ad agire come ho fatto finora, a mettere stelline se mi va e a commentare se ne ho voglia, con buona pace degli scettici e nella piena consapevolezza che non sono qui per fingermi diversa da ciò che sono.
      Mia cara Alexandra, ho scritto un poema peggiore del tuo e sicuramente non così lucido, ma qui da me va bene così, si può anche entrare senza pulirsi i piedi nello zerbino e svaccarsi sul divano con le scarpe!
      Un bacio grande di buona giornata 🙂

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    • Ma mica ti banno dal blog della mela sbacata! 😀
      Solo lei potrebbe farlo ed ha affermato piú volte di non volerlo fare. Quindi credo tu possa stare tranquilla!
      (Questo in realtà è un esercizio di pedanteria breve: meno parole si dicono per essere pedanti tanto piú forte è la pedanteria!)

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  6. Mela, mela….come non condividere ciò che hai scritto e l’argomento che hai sollevato? Come ha detto Kal, sembra che in questo periodo ci stiano pensando in molti. Io stesso ci ho riflettuto più volte. Credo che, come nella vita reale, il nostro lato narcisistico prenda spesso il sopravvento, malgrado le parole che si possono scrivere. Stelline, likes e commenti per tanti diventano un obiettivo, un traguardo da conseguire che a volte può modificarne addirittura l’umore della giornata. Orbene, se questo è un impulso a scrivere cose belle, interessanti e profonde, ben venga. Ma se diventa una cosa fine a se stessa con post di buongiorno e buonasera nel più becero stile FB allora non va bene. Sono d’accordo con te e condivido il pensiero del buon Ysi, a cui sei riuscito a strappare un post di non so quante righe (credo sia record del mondo blogger 🙂 ) invece dei suoi classici “Giusto!” ed “Ottimo!” ahahah
    Per come la vedo io, il blog è per sé stessi in primis, ma non nel senso di fare accoliti e ricevere complimenti, che non so poi quanto sinceri possano essere, se non in risposta ad una stellina che poi si aspettano da te… 😉
    Le persone “vere”, nella vita reale, così come nel mondo blogger, le “senti”, che ti parlino di persona o ti scrivano, se lasci al tuo intuito la scelta, sai chi merita e chi no. Io la penso così.
    Solo che il tuo lato narcisistico non puoi mai eliminarlo…puoi metterlo a tacere per un po’ ma poi affiora di nuovo ed influenza ciò che scrivi, quando pensi: ma piacerà sta roba?
    Bè, ne avrei di cose da dire ma mi sa che ci scriverò un post pure io su questo concetto…così creiamo un intreccio e vediamo cosa ne viene fuori…come hai detto tu nel titolo.. “tortuosità” 😉
    Baci&abbracci

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      • Ysi credo sia una persona autentica, lo dico pubblicamente. Lui maschera un po’ con l’ironia ma dice sempre quello che pensa ed io apprezzo questa sua dote. Secondo me sei riuscita dove tutti avevano fallito… chiedigli di disegnarti un animale, vedrai che non si rifiuterà… 😉

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    • la parola narcisista mi mette i brividi, ancora! sono d’accordissimo quando dici che: ” il blog è per sé stessi in primis”, ( almeno questo è stato per me). ad esempio vorrei in questi giorni mettere un mio pensiero, ma dopo la giusta osservazione di Piero riguardo i post diciamo ” intimi e profondi” , è lì fermo nelle bozze. e sai perchè? perchè è vero che è intimo ( non nel senso che parla di sesso, anzi) e sapere che lo leggono persone che BOH chissà come sono arrivate da me e che si esprimono solo a stelle, non mi va. sarò scema? forse.sarò pesante, come dice Mela: sicuramente. sperano che io a mia volta metta stelle o li segua, al momento non l’ho fatto perchè ciò che scrivono non mi piace e non mi interessa, quindi mi chiedo: perchè seguono me? non lo so sono confusa. La cosa paradossale ( ma forse mica tanto) è che chi risponde qui, da me o da Sem sono persone che tu giustamente definisci ” vere” e ” che le senti”. Quelle delle stelle rimangono silenti…
      Scusa Mela se mi sono intrufolata qui e grazie per la pazienza.
      tua Elena pesantissima ( nonostante i 42 kg)

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      • Ciao Elena…diciamo che la situazione non è bianca o nera, né si può pretendere che lo sia. Non distinguo una comunità di blogger da una normale comitiva di amici e conoscenti, colleghi di lavoro, compagni di classe, insomma tutti i contesti che puoi vivere nella vita reale. E, come in quei contesti, si sviluppano le stesse, identiche dinamiche. E, come in quei contesti, c’è una buona dose di narcisismo, anche se questo ti mette i brividi. Sai una cosa? A parte alcune persone, non so quanti in realtà leggano davvero quello che si scrive o si limitino a mettere stelline solo per aspettarsene una in cambio, per cosa poi non lo capisco… Postare concetti intimi e profondi non mi spaventa, tanto so che chi legge e commenta lo fa “conoscendomi un po’” e ben vengano…gli altri restano degli sconosciuti che, stelline o non stelline, non potranno mai capire e di cui non deve interessarti più di quanto tu non interessi a loro… 😉

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      • Per quanto riguarda il tuo disagio nel mettere alla mercé di tutti pensieri intimi e profondi, ovviamente solo tu sai quanto puoi spingerti e sono dinamiche delicate e personali. Ti lascio un pensiero provocatorio però. Quante pagine di letteratura e poesia avremmo perso se gli autori avessero avuto paura di lasciarli in balìa di sconosciuti lettori?

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  7. Ieri ho espresso altrove un brevissimo pensiero su una certa tipologia di utenti, ovvero quelli che non leggono, non aprono manco il post e ti lasciano il “like”. E purtroppo lo fanno sperando che tu, presa dalla gratitudine, ti fiondi sul loro blog e fai altrettanto. Ecco, prima di apprezzare o disprezzare (e pure insultare) bisogna leggere, altrimenti che senso ha? Questa è l’unica cosa che “rimprovero” a certe persone, qui. Parere personale su quanto hai scritto… Trasmetti positività, qualità che in altri blog (compreso il mio) è difficile da trovare. Buona giornata cara 😀

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      • Eh sì, ho letto i commenti… Rimango però della mia idea, che poi non è che ne faccio un affare di stato, anzi, non vado manco a sindacare sui like che mi lasciano coi diretti interessati, non mi permetterei, perché alla fine son pur sempre affari loro. Però son anche criticona 😀 Non condivido invece la scelta di bloccare gli utenti, perché magari c’è chi ti legge ed è silente o timido e non commenta per non risultare invadente (magari). Insomma, son discorsi infiniti, si tratta pur sempre di giudicare le scelte di qualcuno…

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  8. Io quella volta che decisi di seguirti era (lo confesso) era per il tuo nome, non sapevo molto del tuo blog, ma lamelasbacata mi ha conquistato, sai un pò quando vado nei miei luoghi preferiti, le librerie e guardi cammini guardi e poi cammini e leggi tutti i titoli del mondo poi tac ti fai rapire da un titolo di un libro nascosto neanche tanto ben esposto… poi lo leggi e dici cazzo che figata( classica espressione adolescenziale di un quarantenne) ecco così continuo a fare per il tuo blog, brava!!

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      • Grazie! Pensare che il mio blog non era che un laboratorio di cose che mi passavano da dischi a libri da film a vacanze mo sembra più un blog di libri, mi fa piacere che apprezzi le mie sconclusionate considerazioni libresche!😊

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  9. Giulio Cesare fu il primo imperatore ad assumere uno schiavo che non doveva far altro stargli attaccato, ogni volta che passava sotto l’Arco di Trionfo, e sussurrargli continuamente all’orecchio: “ricorda che sei solo un uomo, ricorda che sei solo un uomo”. Ecco, credo in certi casi avremo bisogno di qualcuno che ci sussurri: “questo posto non esiste, questo posto non esiste”.

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  10. … da settimane leggo idee su cosa dovrebbe essere un blog, come ci si dovrebbe comportare, se è social, se è come facciabuco… io non so nemmeno cosa aggiungere se non sottoscrivere semplicemente il tuo ” niente processi alle intenzioni”… è così semplice… se credi che un comportamento sia corretto, attualo… stop…
    Ammetto ( probabilmente rischiando il linciaggio 😀 ) di avere una pagina su facciabuco, così come tantissimi altri qua su wordpress… non è un social che fa parte del mio quotidiano, non ci sono attaccata 24 ore su 24 ma sono anche lì e la uso per vari motivi… non condivido come viene utilizzata da tanti… e io la uso, a modo mio…
    così credo debba funzionare il blog… vuoi dire qualcosa, scrivi, se c’è chi si ferma e legge, commenta e mette il micipiace tanto meglio, forse o no?
    🙂

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  11. Pingback: Tu chiamele se vuoi….Emozioni Tag | Viaggi Ermeneutici

  12. Passo di qua per la prima volta. Buon inizio, direi.
    Comincerò a leggerti. Sono incuriosito. Poi, magari non ci tornerò più o forse mi renderò conto di aver sete di lettura e non mi sposterò più da qui…chi lo sa.
    Posso solo aggiungere che scrivendo qualcosa si muove…sempre!
    Ciao
    Gabriele

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