Fermati o vai via

navigatoreVorrei un navigatore emotivo, che mi dicesse “ricalcolo”, quando faccio un errore.

Invece devo faticosamente capire dove ho sbagliato e, se ce la faccio ma non sempre, trovare un percorso alternativo, possibilmente meno accidentato e pericoloso, ma anche lì la fregatura è sempre in agguato.

Non so se è davvero così importante sforzarmi di cambiare, forse farei prima ad andarmi a rottamare, perchè quello che scopro non mi piace, non ci vedo un gran vantaggio rispetto a prima, anzi a tratti mi sto cordialmente sulle palle.

Che ci faccio con tutta questa nuova consapevolezza, come la impasto per creare qualcosa di tangibile?

Questa sera ho l’orticaria, salterei via dalla mia pelle se potessi, appendendola dentro l’armadio insieme al vestito della festa, a quegli indumenti vecchi ma ancora in buono stato che non mi decido mai a gettare via.

Non getterei mai via nulla delle cose materiali, ma farei una fascina di quello che sono e vai di fiammiferi e cherosene!

Oggi mi hanno infarcito la testa come un tacchino ripieno, per fortuna almeno la carota se la sono risparmiata, con una serie di belle parole che grondano armonia e consapevolezza.

Sentivo un prurito alla pelle, una sensazione di disagio, come quando persone straniere parlano la loro lingua davanti a te e ti chiedi se ti stanno dando della puttana, mi guardavo intorno perplessa, vedendo intorno a me solo facce ispirate da veri adepti, persone che sorridevano e annuivano, mentre l’unica cosa che io riuscivo a pensare, seduta su una sedia, così scomoda che avrebbe fatto rimpiangere ad un fachiro un letto chiodato, “ma che ho io di sbagliato? cos’è che non riesco a capire, perchè il libretto delle (d)istruzioni della vita a me è toccato in lituano?”.

Sono ancora l’omino con la nuvola di pioggia sulla testa e, manco a dirlo, ho dimenticato per l’ennesima volta l’ombrello.

rain

it’s raining on me

Ricalcolo…………

ricalcolo…………

fermati và, che è meglio, oppure vattene via.

Just walk away

Two roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth;
Then took the other, as just as fair,
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear;
Though as for that the passing there
Had worn them really about the same,
And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black.
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.
I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I—
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.
(Robert Frost)
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66 thoughts on “Fermati o vai via

  1. Qui, al posto di “scrivi commento” hai deciso di scrivere “metti una mela nel cestino”. Sono sicuro che in quel cestino troverai un bel bagnoschiuma, che ti possa profumare la pelle e toglierti il prurito dell’orticaria. Che secondo me è provocata dalla pelle altrui, dal contatto con loro. Da chi ti fa sentire così. Sei quell’omino sotto la pioggia senza ombrello.
    Ti confesso che a volte se mi sento molto triste lascio appositamente l’ombrello a casa. La pioggia è come se pulisse, col suo acido nascosto.
    Ti abbraccio splendida Mela.

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  2. Sono seria perché penso ci sia poco di fantasia qui!
    E neppure un ombrello quello che ti serve. Davvero questo senso di inadeguatezza ?manda sanamente tutti quelli che ti fanno star male a quel paese e comincia piano piano a fare chiarezza dentro di te, non in termini di cosa non vada bene in te ma di che cosa hai bisogno tu per stare bene e quindi taglia, porta, risemina se non va bene strappa, non ti devi curare di niente altro che di te stessa. Non è un discorso egoistico, anzi dalla tua positività e dal tuo equilibrio interiore ti affaccerai più serena,
    parte che qui sei riuscita a farti ,possiamo dirlo, degli amici, un’amica nelle persone che non avrebbero nessuna ragione di dialogare con te se non ti vedessero come una bella persona come una persona ricca di inventiva e di capacità.
    Su! qui a Roma c’è il sole adesso ci vestiamo eleganti e andiamo a Villa borghese ci diamo un sacco di arie, io come padrona e Sally di diritto! !
    Sheraconunabbraccio e baci baci baci

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    • Ciao Sherina, sono sicura che sarete state le più belle al parco! Ho voluto fare questo (per)corso emotivamente pesantissimo per vedere se sono in grado di porre confini tra me e il mondo circostante. Però sono venute fuori più cose di quelle che mi sarei aspettata e sono difficili da gestire e digerire. Ho forse paura di un cambiamento troppo grande e di non riuscire più a sapere chi sono. Ho fatto piazza pulita in real life, non saprei più chi o cosa tagliare! Però è vero che qui qualche amico c’é e le/gli voglio bene ❤❤

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  3. L’orticaria forse viene dal fatto che noi sappiamo bene che consapevolezza e armonia non necessariamente vanno di pari passo. Per quanto ne posso aver capito io, la consapevolezza è un passo necessario, difficilissimo, e già una bella conquista, ma chi dice che equivale all’armonia mente sapendo di mentire. Sapessi quanto bisogna starsi sulle palle, prima di iniziare a capire che guardarsi dentro e accettare le parti oscure in te serve a trovare poi quelle migliori, Ma lo sai, in effetti, credo. Accettare l’imperfezione mica è facile, e però se non riesci con te stessa non riesci neanche con gli altri. Vedere e amare i difetti altrui può aiutarti a vedere e amare i tuoi, o forse è il contrario, non so bene. Forse entrambe le cose. Ma a volte hai voglia di urlare e battere i pugni (io ho avuto tra l’altro la fortuna di trovare un posto dove ho potuto farlo davvero, un giorno magari se avrai voglia te ne parlerò) e il navigatore non ce l’ha nessuno, neanche quelli che sorridono e annuiscono e chissà poi dentro che cosa sentono. E forse, come die Yzi (che è sempre molto acuto) è molto, molto meglio così. Perché (tra l’altro) se la strada te la trova un altro, e tu non fai che seguire le istruzioni, alla fine, poi, puoi davvero sentirla tua?

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  4. consolati, a me sono capitate le istruzioni in uzbeko… e pensare che quelle terre mi hanno sempre affascinato.
    Vedrai che faranno un navigatore che dialogherà con noi e magari ci farà sorridere, e non sbagliare uscita dalla solita rotonda…

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  5. Per stare meglio ci vorrebbe meno consapevolezza, lasciarsi un po’ andare e bla bla. Poi sti bei post però te li sogni, anzi ce li sogniamo noi! Ti abbraccio, mi piace sempre quel che leggo qua 🙂

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  6. Ho aspettato di avere un po’ di tempo per scrivere qualcosa di sensato. Ma è così profondo questo post e io così ignorante, nel senso che ignoro e non conosco, riguardo ciò che ti genera questo stato d’animo, che temo di sbagliare. Una cosa su tutte però mi viene da dirti, come se fossi una sorella, ti prego non colpevolizzarti eccessivamente per i tuoi, o meglio per quelli che tu chiami sbagli. Non sempre è responsabilità nostra. Detto questo, con il dovuto rispetto per i navigatori, credo che il migliore sia dentro di noi e se a volte perde un po’la bussola, si può ricorrere a degli aiuti da parte di meccanici delle emozioni e del cuore, che non risolvono i problemi ma aiutano. Mi sa che ho fatto un casino e del mio commento non si capisce una mazza.

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    • Si capisce tutto, non preoccuparti 🙂
      Sto passando un periodo difficile, parecchie batoste emotive mi hanno sgretolato quel poco di autostima che mi rimaneva.
      Sto cercando di riprogrammare la mia vita, taglio rami secchi, faccio piazza pulita dei finti amici…….è difficile ma ci provo.
      Cerco di non piangermi addosso, al limite la butto sul ridere o scrivo, esorcizzo le emozioni che sento, a volte esce qualcosa di buono, altre volte mi vergogno quasi quando le pubblico, però siete tutti quanti persone buone e gentili e avete pazienza con me 🙂
      Questo weekend ho partecipato ad un corso su un argomento cui tengo molto. Ci ho rinunciato già tante volte in passato e questa volta ho detto vado, e basta.
      E’ stato emotivamente molto pesante, ho vissuto per tanto tempo senza confini e non è semplice arginare l’emotività che ti scorre accanto quando ti senti un turacciolo in balìa delle correnti.
      Insomma mi sono trovata spaesata e mi sono chiesta quanto valga la fatica che sto facendo e, soprattutto, se i cambiamenti che sto cercando di attuare mi staranno bene addosso, se mi troverò ancora.
      Il rischio che io mi perda c’è ed è per questo che a volte vorrei lasciare il volante in mano ad altri, ma non è possibile.
      Ho un carattere forte ed indipendente, sono io e solo io che scelgo per me e non mi piace nè una condizione di sudditanza nè essere manipolata.
      Quando parlo di sbagli parlo sempre di scelte mie ed errori miei, ne ho subiti alcuni per colpa di altri, ma di quelli non porto la croce, io mi colpevolizzo solo per ciò che faccio in prima persona.
      Forse avrei fatto meglio a partecipare ad un corso di pasticceria, però sono sicura che in qualche modo questa lezione mi renderà più forte, devo solo assimilarla un po’ per volta.
      Ciò che non ammazza guarisce 🙂
      un abbraccio, carissima.

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      • Allora provo! Dopo il tè e la fetta di torta, torno seria mi vedi che ho la faccia seria, si!? Primo mai dare il volante a qualcun altro, sei sicuramente dotata di patente, quindi abile di condurre la tua vita. Il corso di pasticceria potrebbe pure funzionare ma non credo alla lunga distanza, invece un lungo lavoro su se stesse anche se non dà risultati immediati sicuramente alla lunga ripaga della fatica. Gli errori li fanno tutti,io sono campionessa di errori, magari pochi ma ENORMI, quindi non è che posso salire in cattedra, però ti vorrei dire di non perdere quella spinta che ti ha fatto partecipare a questo corso che ti ha trasformato in un tacchino ripieno di nozioni, parolone,frasi che sembrano così lontane dalla quotidianità… Quella spinta che ti ha fatto mettere al centro, ci sei te dentro a quel corso, alla vita. Dici che vuoi rottamarti… Beh perché no? Ma solo se poi rinasci. Prima però di arrivare a una decisione così drastica, io proverei a vedere cosa c’è di buono in questa mela sbarcata, e credo che ce ne sia tanta di “roba buona “!!! Rami secchi,finti amici…via! Il blog dici che è un segno + adesso nella tua vita,coltivato,coccolato, hai tante persone che ti stimano e lo dimostrano seguendoti…. Sono sicura anche che hai accanto a te persone vere che ti amano perché tu sei una bella persona e ( si lo so detto da me che mi son fatta manipolare per 6 anni da un.mostro, è poco credibile) nessuno deve annientare la tua autostima. NESSUNO. La sera non mi attacco mai qui,ma ci tenevo che ti arrivasse il.mio pensiero perché ti sento vicina e quando si attraversano certi momenti nessuno deve sentirsi solo. Poi il.lavoro lo si fa in autonomia, ma se c’è qualcuno che ci tiene una mano è un.pochino meglio. Vado a tavola, che stasera ha cucinato l Ispettore, sia mai che mi faccia rapporto se arrivo tardi.😉 un bacione

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      • Corri a cenare, sia mai che vieni tenuta in stato di fermo da una mela e per giunta bacata! È difficile ma ci lavoro e poi si vedrà. Posso preoccuparmi solo di un giorno alla volta. Persone che mi vogliono bene per fortuna ci sono ancora 🙂 prima o poi magari quel tè lo prendiamo sul serio…. ❤

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  7. Ciao Mela, sono Emma York, si si esatto quella esaurita persa che scrive sproloqui a destra e a manca :DDDD
    Il mio di libretto della vita è quello dell Ikea, quindi non solo è in svedese ma me lo devo pure montare da sola!! Sono felice di sapere che non sono l unica e distruggermi con sti mega quesiti, dunque ti capisco e ti dico la mia soluzione: quando la testa pensa troppo e calano gli zuccheri, allora è il momento di una fettona di torta ed un tè caldo alla vaniglia!! Lo so penso sempre a mangiare, però così mi torna il buonumore e mi dico: “eh si faccio tanti errori, Vero….però STICAXXI!!!!”
    Un abbraccio

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  8. Ho sempre pensato che l’essere più complicato del creato non avesse un libretto di istruzioni… ce l’hanno anche le sorprese dell’uovo kinder, cacchio, e si presume che non ci voglia un premio nobel per montare un pupazzetto idiota… invece noi no, niente. Perché? E qui vengo al punto, cara melinda…perchè non ne abbiamo bisogno. Nasciamo come una lavagna pulita, poi gli altri e la vita ce la imbrattano con le loro stupide teorie…lasciamo che tutti scrivano stronzate sulla nostra lavagna e finiamo per non capirci più niente. Da qui l’esigenza del navigatore… Io ti darei un altro consiglio. Prendi il cancellino e tira via tutte quelle stronzate, scrivici tu sulla tua lavagna, scrivi quello che ti va, quello che ti piace, quello che ti passa per la testa, anche se sembra non avere senso. Per te lo ha, visto che lo hai scritto e se gli altri non lo capiscono, in punizione dietro la lavagna… ho letto che hai scritto di voler lasciare il volante in mano ad altri…non farlo mai. E’ la tua macchina e devi guidarla tu…magari un navigatore ci potrebbe anche stare, ma non mollare mai il volante della tua vita…ti condurrebbero dove tu magari non vuoi andare… 😉

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    • Melinda è davvero adorabile 🙂
      In realtà non darei mai, come hai sicuramente letto nei commenti precedenti, il volante a qualcuno che non sia io, solo che in questo momento non so davvero dove sto andando. Da qui l’esigenza di una guida, se non vogliamo parlare di navigatore, oppure di fermarmi per capire meglio dove sono.
      A dopo….spero 🙂

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  9. il navigatore emotivo, posto che esista, avrebbe il solo risultato, come quello satellitare, di impigrirci, di offuscarci le emozioni.
    occorre sbagliare e sbagliare da soli e poi fermarsi a riflettere, magari cambiare percorso e magari sbagliare ancora. Ma poi potremmo dire di aver vissuto e non di aver subìto.
    ml

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