Melaracconti?

bestshortstorywriter4

fonte: web

Qualche tempo fa sono stata invitata a partecipare ad un flash story contest.

Sono bastian contrario di natura, mi piace fare l’esatto opposto di ciò che mi viene chiesto, quindi ho deciso che non avrei in alcun modo partecipato.

Il concetto di flash story però è assai intrigante, perciò ho deciso di provare a vedere se sarei stata in grado di scrivere una storia in una frase, un’occhiata dallo spioncino, la finestra sul cortile da cui provare a congetturare il resto della storia.

Ho scritto quindici mini-racconti, uno per ogni giorno del contest originario, ed è stato davvero appassionante veder scaturire le trame di punto in bianco, nel bel mezzo di una frase, tra un sorso e l’altro di caffè, sotto la doccia, mentre mi lavavo i denti, prima di spegnere la luce e mettermi a dormire.

Alcuni sono autobiografici (ma non vi dirò mai quali), schegge di vita vera, altri completamente inventati, un paio decisamente splatter, un po’ di sangue ci vuole suvvia, qualcuno divertente, due andrebbero bene come favola della buonanotte.

Il mio preferito? Provate ad indovinare e buona lettura flash!

1 – IL FINALE

Aprì il libro all’ultima pagina e lesse il finale, com’era da sempre sua abitudine, perché pensava fermamente che in ogni fine fossero contenuti mille diversi inizi; nel farlo gettò un’occhiata distratta fuori dalla finestra e, per un istante, si chiese perché un aereo dovesse volare così rasente le Torri.

2 – A.A.A.VENDESI

Vendesi abito completo da uomo, nero a righe beige in fresco di lana, con piccolo foro di proiettile all’altezza del cuore, accompagnato da un paio di scarpe di vitello nere con i lacci, leggermente macchiate di sangue in punta; astenersi curiosi, perditempo e gangster alle prime armi.

3 – LA LENTE

La donna si spogliò, sbottonando con lentezza la camicetta per nascondere il tremito delle mani, facendo scorrere la lampo dei jeans, che abbassò fin sotto le natiche per sedersi meglio sul bordo del letto, con le cosce piegate in un gesto inconscio di protezione; l’uomo alle sue spalle si avvicinò e le scostò i capelli dalla schiena, impugnando un oggetto luccicante, “Allora, guardiamo un po’ questo neo che ti preoccupa così tanto” disse il medico, avvicinando alla pelle la lente d’ingrandimento.

4 – PSYCHONATALE

Fatela finita!!! urlò la madre, appioppando due schiaffoni alle bambine che si stavano accapigliando per il giocattolo nuovo, che venne ghermito e lanciato ad infrangersi contro il muro; il padre, senza emettere un solo fiato, tirò con violenza il bordo della tovaglia, facendo finire a terra piatti, bicchieri, scorze di mandarino, gusci di noce, un patetico alberello ornato di fili d’argento e si alzò esclamando “buon natale!”

5 – LA CAPSULA

Sembrava la capsula di salvataggio di un’astronave, un ovoide lucente con tettuccio di vetro e pulsanti luminosi, che ronzava sommessamente per mantenere la temperatura costante; chiese che la sollevassero e iniziò ad accarezzare le sue mani, così gonfie ma lisce e morbide, poi accostò il viso alla sua guancia e rimase ferma, pelle contro pelle, beandosi di quel contatto per lunghi, interminabili e strazianti minuti, finché una mano leggera la toccò sulla spalla “signorina è ora, dobbiamo chiuderlo”.

6 – DUEL

The first cut won’t hurt at all
The second only makes you wonder
The third will have you on your knees
You start bleeding I start screaming” (Duel – Propaganda)

Il primo colpo la colse di sorpresa e la fece cadere in ginocchio, la testa che ronzava, un filo di sangue a disegnare arabeschi dalla fronte fino al mento; iniziò a strisciare sul pavimento, pattinando con le mani nel suo sangue, i calci nella schiena la facevano gridare di paura e dolore, l’ultimo la fece volare contro il muro e mentre due mani le torcevano con violenza i capelli, l’unica cosa che riusciva a ripetersi era “stupida, stupida cretina, ma perchè ho lasciato bruciare il sugo?”

7 – IL NANO VOLANTE

Lo trovarono che vagava sperduto e tremante di freddo in un campo di trifoglio, i vestiti di un cupo verde scuro ormai laceri a brandelli, e lo accolsero nel loro circo senza chiedergli mai chi fosse o da dove venisse; presto si guadagnò l’affetto dei bambini con le sue storie di mondi fantastici e il rispetto degli adulti per l’audacia del suo numero, il nano volante, ma talvolta, benchè con loro fosse sereno, sospirava di nostalgia ripensando alla sua pentola, se solo si fosse ricordato dove l’aveva sepolta!

continua……..

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89 thoughts on “Melaracconti?

  1. Sarò stringatissima!
    1) molto attuale
    2)…..
    3) in realtà la ragazza ha un fidanzato medico, e dopo aver controllato il neo scoperanno come pazzi
    4)ah ah
    5) questa signorina è fortunata a riuscire comunque a dare un’ultima carezza
    6) mi sembra di averlo già “letto”
    7) mi viene in mente ” la donna cannone ” di De Gregori

    Aspetto gli altri. Ciaoooo

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  2. Tra tutti scelgo il secondo e l’ultimo. Il secondo perché adoro la sua malinconia sporcata da un pizzico di noir e di ironia; l’ultimo perché anche io sto ancora cercando di ricordare dove ho sepolto la mia pentola 😉

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  3. Avendo iniziato a scrivere proprio attraverso un gruppo di micro-racconti su Facebook, non posso che apprezzare. Complimenti, non è facile comporre un racconto in poche righe, ma è un ottimo esercizio per poi proseguire a sperimentare.

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