Melaracconti? seconda parte

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fonte: web

8 – TUTTI I MIEI SBAGLI

Se solo si fosse fermata a ragionare non avrebbe ripetuto sempre lo stesso stupido sbaglio, se solo la smettesse una buona volta di avere una incrollabile fiducia nelle altre persone, se solo non avesse dato ascolto ai consigli dei finti amici; eccola lì, dolorante e zoppicante, certo che era proprio una scema patetica, ma cosa le era saltato in mente di andare a quella festa, così importante per tutti loro, con quel terribile, dolorosissimo paio di stivali a stiletto?

9 – LUCE

SBAM! si accende una luce, forte, aggressiva, mille watt di freddo neon, i tubi fluorescenti che ti urlano TANA!!!! TI ABBIAMO BECCATO! tu inizi a correre, a correre forte mentre le pareti si restringono e il tunnel si trasforma in un imbuto, più stretto, sempre più stretto e la porta là in fondo si sta chiudendo, la vedi, la senti e allora corri, corri più forte, corri come se la vita ti stesse sfuggendo davanti e la tua ombra si staccasse da te e mentre sei quasi lì SBAM! la porta si chiude; carica a 300! libera! niente da fare _____________________________ l’abbiamo persa.

10 – IN TRAM

Ero già seduto da un paio di fermate quando la vidi salire sul tram e farsi largo con grazia tra le persone, per accostarsi a me con fare noncurante, appoggiandosi un poco al mio gomito per colpa della ressa; rimasi ad ammirarla di sottecchi, la consistenza trasparente della pelle, il vestito color crema e rosato dai riflessi cangianti nella luce del primo mattino, ma prima che potessi tentare di accarezzarla, alla fermata dell’Orto Botanico dispiegò le ali e volò via.

11 – CIBO

Aveva fame, riusciva a pensare solo a quella brutale, primordiale esigenza, mentre si aggirava per il quartiere distrutto, sventrato dalle esplosioni, dove sui pochi muri rimasti spiccavano le silhouettes di coloro che la bomba aveva incenerito, il negativo di una fotografia di morte e desolazione; faticava a ricordare quando aveva mangiato l’ultima volta, sentiva solo lo stomaco urlare incessante, sotto le unghie pochi rimasugli di pelo di ratto che succhiò avidamente, riaprendo il morso che la bestia gli aveva dato prima di essere uccisa e scuoiata, e nel leccare via il sangue iniziò a strapparsi la pelle delle dita, a mordere la sua carne con frenesia e infine fu impossibile smettere di mangiarsi vivo.

12 – CAFFE’ NERO

Caffè, ancora una tazza di caffè prima di alzarmi da questa sedia per andare incontro al mondo, che alla fine neppure mi piace il gusto del caffè nero, così amaro e acido insieme, ma il profumo oh sì il profumo vale il sacrificio di berlo, girando piano piano il cucchiaino nella tazza, da dove diavolo arriva questa tazza poi, forse da quel viaggio ad Amsterdam di ritorno da Istanbul, con la paura di essere scoperto e il dolore allo stomaco, riempito a forza e pronto ad esplodere; il telefono squilla da tanto ormai, sono loro e vogliono quello che gli spetta, come sempre, ma non sanno ancora che non avranno niente, questa volta me la sono venduta, i soldi sono per lei e per quella cosa che le cresce nella pancia, una cosa bella finalmente, che la fa sorridere come io non sono mai riuscito a fare, bussano forte alla porta, sono loro, un ultimo sorso di caffè ed è ora di saltare giù per andare incontro al mondo.

13 – ATTESA

Ciao, ti scrivo seduta in questa sala d’attesa gelida dalle pareti verde vomito, in procinto di partire per un viaggio senza ritorno che mi renderà un’altra da ora; ti scrivo per dirti che ti amo, ma amare non basta quando mi sento così indegna di te, quando ciò che ho da offrirti è troppo poco e una via d’uscita diversa non c’è; però ti amo e voglio dirtelo un’altra volta, mentre ancora per poco siamo insieme e voglio chiederti scusa perchè ho così tanta paura, ma sono ancora una bambina, è troppo presto per una vita di noi e ora è troppo tardi per tornare indietro, stanno chiamando il mio numero, devo andare “Buongiorno, sono qui per l’IVG”.

14 – CURIOSITY KILLED THE CAT

Stavo terminando di fissare il treppiedi, l’attrezzatura di acciaio brunito sparsa per terra su un telo di plastica, quando un toc toc mi ha segnalato l’arrivo di una notifica di wordpress, come? quando?? davvero??? io nominata per un tag, una flash story da scrivere, ma siamo matti io non so scrivere, non sono mica capace, se poi non vinco rimango male, mi arrabbio ed è meglio per tutti se non mi fanno incazzare; mentre pensavo a questo colpo basso hanno suonato alla porta, era arrivato il materiale che aspettavo, l’ho lacerato impaziente con le mani sporche di grasso lubrificante e non ho più pensato a quella sciocca flash story, finalmente il silenziatore e il mirino erano perfetti e potevo portare a termine il lavoro, ora che sapevo dove andava a correre!

15 – LOVE STORY

Guardarsi negli occhi e morire, poi subito rinascere e morire nuovamente, questa volta insieme, l’uno dentro l’altra, arrossire, abbassare lo sguardo, tornare a sollevarlo non tollerando distacco, continuare a guardarsi, ancora e ancora, riconoscersi a memoria, sapersi amare nei posti più improbabili, imparare a ridere dei segreti più reconditi, intrecciare le mani, annusarsi la pelle, bere le lingue, frugarsi le menti, incollarsi in una spirale di braccia e sessi, ascoltare il clap clap dei ventri, suonare il ritmo più antico e infine venire, venire insieme, venirsi dentro……………..il semaforo scattò sul verde, le due colonne di veicoli presero a muoversi, i loro sguardi si separarono per sempre.

Ai quindici racconti ho aggiunto un omaggio speciale per il mio caro Yzzy, che mi ha dedicato ben due disegni!

MELANCHOLIA

Era stata gettata con dolorosa noncuranza in un angolo buio e polveroso, le membra coperte di ragnatele e dell’avanzo di qualche lustrino scintillante, ricordo di abiti eleganti di un lontano passato; dalle screpolature della vernice, cotta da troppi lustri di sole e vetrate, colò giù una lacrima di metacrilato, una scia di nostalgia per il calore delle mani che un tempo l’avevano vestita con tanta cura, mentre ora solo qualche topolino ramingo veniva a farle compagnia, accovacciandosi sul suo seno e confortandola con il suo tepore; nel silenzio del magazzino risuonarono passi pesanti e un fascio di luce le fece brillare gli occhi di vetro “eccola qui, finalmente l’abbiamo trovata! Riportiamola in negozio”.

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44 thoughts on “Melaracconti? seconda parte

  1. eccomi:
    8) io per evitare mi porto sempre le mie ballerini ripiegabili, ne ho 2 1 paio nere e 1 paio cuoio.
    9) spot per E.R. Grey’s Anatomy ?
    10) le farfalle bisogna solo guardarle, se si toccano le ali, la farfalla muore
    11) mi vengono in mente quelle povere volpi che per liberarsi dalla tagliola del bracconiere, si divorano la zampa. Muoiono comunque per setticemia, ma hanno lottato per la libertà.
    12) …
    13) esperienza sempre drammatica anche se Volontaria.
    14) speriamo che non sia uno sniper di gatti

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