Continuazione

Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane, 
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate. 
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo 
e quando dormo taglia bene l’aquilone, 
togli la ragione e lasciami sognare, 
lasciami sognare in pace (Samuele Bersani)

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fonte: web


Dovrei scrivere l’ultimo post dell’anno, fare un bilancio, una stima degli utili, magari un mazzetto guarnito di buoni propositi per il futuro, invece sono la campionessa delle scadenze disattese e dimenticate.
È strano pensare che ciò che sto scrivendo adesso, tra una manciata di ore sarà qualcosa scritto l’anno scorso.
È uno sfasamento temporale che mi infastidisce, una sorta di malessere da cinetosi, devo abituarmici come farei con un paio di occhiali più forti o se dovessi riprendere a camminare dopo una brutta storta.
Procedo con cautela, a piccoli passi, perché sono bravissima a complicare anche le cose più semplici.
Questi sono i momenti in cui, più del solito, affronto la vita in difesa, arrotolata su me stessa come una felce, che non ha alcuna intenzione di spianare i suoi riccioli.
Dormo appallottolata in una noce di gambe, braccia e muscoli contratti, le dita tutte mangiate mi ricordano che sono un disastro e invecchiando non miglioro.
La mattina il risveglio è un tormento, cercare di dare coordinazione ad un pupazzo disarticolato un’impresa faticosa.
Le anche, il diaframma, le spalle mi fanno un gran male, ogni cosa sembra pesantissima, i vestiti una gabbia fatta per rendermi, se possibile, ancora più goffa.
Benché io ami profondamente l’inverno, il freddo mi rende rigida e rattenuta, una pozza di cera liquida che diventa sempre più opaca e solida.
Cerco di srotolare la schiena come spiega il mio amato yoga, tendo le braccia al soffitto, mi allungo in tutta la mia piccolezza e immagino di essere una betulla flessuosa, di avere la testa legata ad un filo che mi tira verso l’alto, ma ecco che zacchete! il filo viene tagliato e mi ritrovo accartocciata per terra, una marionetta con i fili aggrovigliati, buona solo per l’ultima fila delle comparse.
La betulla lascia il posto al tronco contorto di una vite e inciampo nei miei stessi piedi, come fossero radici dispettose.
Il mio corpo si prende gioco di me, cerca di stuzzicarmi, di risvegliare la mia attenzione con il dolore.
Mi faccio male, spesso molto male, per distrazione, goffaggine, suggestione postipnotica o chissà che diamine!
Cado, mi taglio, sbatto contro spigoli, sollevo pesi troppo grandi per le mie forze.
Guai a chiedere aiuto, per chi mi prendete, io ce la faccio da sola.
Non importa se poi sono segnata di rosso e blu come un compito in classe, non importa se sono una roccia di tufo friabile, una palafitta senza fondamenta.
Semplicemente continuo ad andare avanti, un po’ arrotolata, qualche rara volta dritta e sicura, molto spesso incerottata.
L’ultimo giorno dell’anno per il mio libro di meditazioni è importante, è intitolato Continuazione perché si porta a termine un ciclo, si festeggia il compimento di un giro di ruota, che fa avanzare di un passo verso il nuovo, ma al tempo stesso si mantiene continuità con ciò e chi ci ha preceduto.

Ogni conclusione porta con sé un compimento.
Il compimento porta alla liberazione.
La liberazione ci permette di proseguire.
Nemmeno la morte è una vera fine.
La vita è un’infinita continuazione.

Questo è l’augurio che esprimo e desidero per tutti noi.

I folletti di wp mi hanno comunicato un exaequo tra i miei commentatori più fedeli, Sherazade ❤ e Ysingrinus ❤
Sherina e Yzzy, grazie mille volte!

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61 thoughts on “Continuazione

  1. il corpo parla mela!! e ti sta urlando qualcosa che tu non vuoi ascoltare. non mi permetto di darti consigli n’è pareri perchè non ho la saggezza per farlo, ma forse un’esperienza simile. stop chiudo qui perchè ho paura di essere invadente. tra 2 ore uscirò da questo ufficio e mi staccherò per giorni da PC cellulare e blog. Mi dispiace e non immagini neanche quanto, saperti così. Però sai che se vuoi io ci sono. Vorrei vederti liberata, distesa, accogliente e serena.

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    • Princy tu non sei mai invadente, che dici! Ancora una decina di giorni di sforzo e poi mi riposerò un poco 🙂
      Fai bene a staccare tutto, ti auguro ancora che i tuoi giorni di festa siano sereni.
      Sto bene, non sono triste ma lucida, so quali sono i miei punti deboli, ci sto attenta! Un bacio grande, so che ci sei ❤

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  2. Accipicchiolina, devo rimediare l’anno prossimo!
    Ti capisco per quella distrazione che a volte fa fare male, mi è capitato così tante volte, ora meno ma ogni tanto qualche testata in uno sportello, di cui avevo dimenticato che era aperto, qualche livido sulle gambe per colpi che non ricordo neanche di aver preso… mah! E’ buffo, se ci pensi, perché immagino che ci arrotoliamo su noi stessi, quando lo facciamo, per proteggerci, per difesa, eppure sembra che più si riesce a srotolarsi, meno ci si faccia male. Io ti auguro una bellissima continuazione, un’accoglienza del nuovo sorretta da tutto il cammino che hai fattto finora.
    Un abbraccio
    Ale

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  3. Carissima mela,
    un augurio sincero,
    perché è vero, la vita è una “continuazione “, niente finisce davvero,
    niente inizia davvero, scorriamo come acqua, passiamo proprio per non finire mai…

    Che sia un 2016 di grande Valore e Bellezza 🙂
    Ti abbraccio,
    Barbara

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  4. Dolce Mela!… La felce in ogni caso si apre prima o poi… E anche tu… Sei un ricciolo stupendo e sono certa che ti aprirai dolce e fiera come sei…
    Ci arrotoliamo, ci stringiamo e ci accartocciamo ( e so che sai che ti capisco bene 😉 ) ma ci apriremo e da sole possiamo fare cose immense ma dobbiamo imparare ad abbottonar i ogni tanto… Solo per riposo mica per sconfitta…
    Tanti abbracci e carezze sulla schiena…
    ( se vuoi ti presto la mia costola.. È tornata a fare “cucù “)

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  5. Un bel post, coinvolgente. E trovo la frase “Non importa se poi sono segnata di rosso e blu come un compito in classe” carica di suggestione, emozioni e intuizione.

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  6. In fondo una mela è fatta per essere bella e profumata. Prenditi cura di te stessa perché sei il dono più bello che ti è stato fatto. Un abbraccio forte forte forte e buon 2016… Ma soprattutto buona vita e fragranza… Come sempre

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  7. mela… mela….
    che belle le ultime parole in corsivo…
    tu sei sempre tu! distesa o appallottolata…! prima o poi le fogli le fai vedere cara bella!
    anche io son goffa e distratta e mi faccio male… dammi il cinque sorella!

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  8. Mela, lady Nadia ha ragione a sostenere che tu sia una splendida creatura. Quello che scrivi preme molto agli occhi, c’è un misto di sentimenti forti. Testimoni sicuramente di un passato difficile e d’un presente che a stentoni diventa accettabile. Ma sei troppo cattiva con te stessa, il tuo corpo testimonia ahimè un qualcosa che non dovrebbe esistere. Ma sono certo che presto quelle ferite e quei segni visibili e non saranno accuditi da un buon medico, che saprà prenderti per mano e portarti ovunque

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    • Mio caro, sarò forse troppo poco indulgente con me stessa ma splendida è davvero troppo per me. Facciamo una via di mezzo dai, così mi sento più a mio agio.
      Devo imparare ad amarmi, fatto questo dovrei essere a posto, piano piano magari ci riuscirò, un po’ per volta e se inciampo pazienza! Un bacio grande!

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      • L’umiltà è già una caratteristica rara, credimi. Anche se me lo insegnerai.
        Il tempo serve sempre, ma sii anche ottimista, o prova per quel che puoi. Se c’è una giustizia sicuramente ti darà ciò che meriti e anche più. Magari ne nuovo anno. Un bacio a te

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  9. Io in realtà non sento tutto questa influenza delle date, dopodomani non mi sveglierò sentendomi all’inizio di qualcosa… Probabilmente quando saremo fuori dalle feste… quello sarà il momento, cioè tornerò ad addormentare la consapevolezza…
    Beh insomma ti auguro di riuscire a distenderti per bene, di sopravvivere agli incidenti di percorso… e tutto il bene (non quello che desideri ma quello di cui hai bisogno).
    (ma quant’è bella quella canzone là? 😉 )

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    • (La canzone è bellissima, come molte altre sue. La mia preferita è Cattiva)
      Alla fine non cambia nulla, mi infastidisce il senso di aspettativa, come se ci fosse un regalo magnifico in attesa di essere scartato. Basta far finta di nulla e passerà anche questa.
      Quando torni?? 🙂

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  10. Bha. Io sulla morte non dico niente che non la conosco, però so per certo che “quanta è bella giovinezza che sì fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia del doman non v’è certezza”. Va bene su tutto alla fine. 🙂

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