A margine

Il brano che ho scelto mi è davvero molto caro e spero tanto vi piaccia

certo è bello stare al centro delle cose, girare a trecentosessanta gradi, ammirare ciò che ci circonda, essere perno, essere fulcro, il centro della margherita, tutti i petali intorno a fare corona, ad inchinarsi facendo oooh di meraviglia…..

certo è bello essere il primo della fila, girarsi indietro a vedere quanto è lungo lo strascico, prendersi il proprio tempo, perderlo se ci va di farlo, scegliere il boccone migliore, la parte più tenera…..

certo è bello camminare in mezzo al marciapiede, non troppo rasente al muro, che si sporca di grigio la giacca, non troppo sul bordo per non rischiare un incidente, in mezzo, in trionfo, la gente si sposta, fa largo, bisogna lasciar passare….

certo è bello mangiare il cuore della torta, la parte morbida del formaggio, tagliare una fetta scavando a cucchiaio, portare via la parte più appetitosa e scartare la scorza…..

a me piace guardare la vita dal margine, avere la visione più ampia possibile, perdermi nei piccoli dettagli appoggiando le spalle ad uno spigolo, trovare il mio angolo preferito e arredarlo con i miei pensieri….

a me non piacciono gli inchini degli altri petali, mi piace confondermi nelle doppie corolle, in quegli abbozzi alla base dello stelo, che non sai se stanno crescendo o se ci hanno rinunciato prima di provare….

a me piace mangiare la crosta croccante della pizza, rosicchiare le ossa del pollo, il bordo bruciacchiato della crostata e finire l’ultima cucchiaiata di tiramisù, che non mi spiego perchè è sempre la migliore…..

a me piace camminare sul bordo del marciapiede, sui mattoncini che delimitano le aiuole, sbandando un pochino, pronta ad appoggiare a terra la punta del piede e darmi lo slancio per ripartire…..

a me piace affondare i piedi nei sassolini del mare, camminare sulla linea di demarcazione tra sabbia bagnata e asciutta, osservarla mentre piano piano si sposta all’insù, quando l’acqua torna a riprendersi ciò che è suo…..

a me piace colorare a matita sfumata, pasticciare con le dita ed i trucioli di legno, senza cancellare, se no il foglio si strappa, e pazienza se ogni tanto si sporca, se il margine non è perfetto e i bordi si sfocano….

è tutto qui lo stare a bordo vita, è tutta qui la bellezza dei margini…..

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fonte: web

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43 thoughts on “A margine

  1. primo: YO YO MUNDI!!!!
    secondo : camminare sui bordi e ondeggiare… sembra di veder ballare il mondo…
    terzo: l’ultimo pezzo, di qualsiasi cosa.. è sempre il più buono e poi… ( vediamo se riesco a scriverlo come si deve…) pitost c’ avansa… ca s’ciòpa la pansa….

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  2. Molto bello questo tuo post. Credo anche di capire molto la bellezza dei margini di cui tu parli. Perché non tutti i luoghi in cui si può stare sono in sintonia con il nostro animo.

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  3. e non e’ bellissimo scrivere sui margini delle pagine dei libri con la matita sottile le tue considerazioni ed i tuoi pensieri che nessuno leggera’ ma non te ne importa niente. Il margine e’ sfida, confine da sconfinare, territorio da esplorare. Il margine e’ difficile, e’ spesso sottile e ti puoi ritrovare dalla parte sbagliata … e anche se fosse?
    Evviva i margini! 😃

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  4. Anche a me piace mangiare i bordi della pizza, le parti croccanti delle pietanze dove anche l’orecchio cerca la sua musica, dove anche il gusto vicino ai margini della vita, diventa più bello proprio perché la si abbraccia tutta e la si vive in pieno

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  5. Dai margini si vede anche il centro, e per guardare non occorre voltarsi indietro! Punto di osservazione perfetto per chi pensa e riflette.
    Bello il brano, non lo conoscevo. Degli Yo Yo Mundi avevo solo ascoltato, e pure per caso, Ho visto cose che.
    Buona serata Mela! 😘
    Primula

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  6. Ciao Mela.
    Il tuo post mi farebbe aprire mille considerazioni personali. Usoil condizionale perché sarei lungo e noiso, ma cerco di riassumere.
    Per anni (diciamo dai 24 ai 30) sono stato un vero “party animal”. Organizzavo feste, uscite con gli amici, e tutto ciò che comportava l’aggregazione passava attraverso di me. Probabilmente avevo la sensibilità adatta a soddisfare un po’ tutti, e la capacità di convincimento. Si era, comunque, tra amici. Essere il centro era gratificante, ma stancante.
    Quando declinai l’onere, facendo un passo di lato, capii quanto invece fosse più bello stare ai margini, non come emarginato, ma per godersi un po’ meglio il proprio tempo.
    Ne ho fatto una scelta di vita, è meglio defilarsi per cogliere meglio le sfumature del mondo.

    K!

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