Svestita di me

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fonte: web

Serata ventosa stasera qui nel Kansas, fredda quanto può esserlo un non-inverno, con le gemme degli arbusti già gonfie di speranze  in fieri e l’erba giallastra ormai immortale, plastificata dai gas di scarico che drappeggiano mussole di diossina sull’asfalto.

Serata limpida stasera qui nel Kansas, una giornata di nebbia densa, grassa e soddisfatta come una gestante al nono mese, è stata messa a tacere dal vento gelido, che ha disvelato le stelle ed una luna coraggiosa e bellissima, un falcetto lucente che divide il cielo, una cerniera lampo che avrei voglia di far scorrere per svestire la notte della sua realtà.

Serata solitaria stasera qui nel Kansas, i minuti scorrono piano come un torrente assetato di pioggia, che mostra la spina dorsale contorta, punteggiata di ernie sassose e girini stremati dalla siccità.

Serata nuda stasera qui nel Kansas, le buone maniere, logorate dal lungo uso ma ancora comode da indossare, sono rimaste ad impolverarsi sullo zerbino mentre intorno alla candela, che illumina il quaderno dei miei pensieri, indugiano farfalle perplesse dai dentini peccaminosi, che fanno a brandelli la fiducia e si infilano nelle orecchie a modulare filastrocche di dubbi.

Serata di silenzio qui nel Kansas, una pellicola trasparente sigilla gli spiragli ed avvolge i rumori per meglio preservarli dalla muffa dell’esistenza, una bolla morbida e confortevole che consente di ammirare il vuoto che scorgo aleggiare intorno.

Ho passato più volte le dita a pettine tra i capelli, per scrollare via anche l’ultimo dei buongiorno rimasti intrappolati; con la pinzetta ho staccato i sorrisi tenaci aggrappati alle ciglia; con forbicine da ricamo ho tagliato gli angoli degli occhi, per aprirli e far entrare a fondo una verità che dilata le pupille in pozzi scuri.

Ora imbevo di struccante l’ovatta, accarezzo con dolcezza i contorni del viso annullando i confini della coscienza, cancello le labbra disegnate e distacco la maschera dagli zigomi con un colpo secco.

Svestita infine di me, soffio sulla candela e accolgo il buio.

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73 thoughts on “Svestita di me

  1. La tua descrizione, le forbicine da ricamo…il colpo secco… Ecco, mi impressiona un po’. I miei fantasmi sono altri, le maschere non mi tormentano più da molti anni. E poi, se devo essere sincera, la sensazione che ricevo è che quella che tu strappi non sia neppure una maschera ma qualcosa che ti appartiene davvero e che vorresti allontanare e sopire almeno per un po’, una sorta di coscienza vigile che a volte vorremmo tacitare, nel sonno o nell’incoscienza.

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  2. Bellissimo il finale: chiusi nel buio di ognuno quando è riposo, conforto, protezione, carezza, quiete, silenzio. Quando il mondo è lontano, quando una tregua fedele a noi c’inebria di calma e ci fa nascondere forse per quell’attimo necessario per non fermarsi mai…

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  3. Avrei voluto leggere queste parole ieri sera. Sono incantevoli come una nenia dolce che muove una gomma intenta a cancellare i tratti del viso… credo stamattina occorra un carboncino per ritratteggiarli. Un abbraccio 😀

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  4. Le “mussole di diossina” valgono da sole il prezzo del biglietto (per volare fino in Kansas).
    Bel brano languido dove le parole curate nascondono un affetto per te stessa, nonostante i sorrisi staccati a forza con le pinzette e i buongiorno setacciati via dai capelli.
    ml

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    • Grazie, sempre molto attento 🙂
      Il Kansas è uno stato mentale, il biglietto può costare poco o moltissimo a seconda di ciò che si è disposti a sacrificare.
      Amore non direi, dovresti vedere le mie mani martoriate, diciamo attenzione….che non sempre è positiva.
      Grazie davvero!

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  5. mado melina… il problema è proprio li, quando ci si spoglia di tutto e si spegne la luce,… se c’è qualche mostro quello viene fuori puntualmente…
    eh ma poi il mostro può scomparire ed arrivano magari le lucciole o le fatine…
    son passate due notti, speriam la prossima sarà migliore!
    ti abbraccio tanto tanto!

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  6. Un racconto meraviglioso, mi piace sempre molto come scrivi, ma in questo passaggio in modo particolare. Le immagini che hai disegnato e lo stato d’animo che emerge sono efficaci e forti. Sono d’accordo con il pensiero di Domenico dovresti coccolarli tanto i tuoi scritti, sono intensi!

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  7. Entro per la prima volta nel tuo blog e sono affascinata dal tuo scrivere e ribadisco che è molto bello sia come racconto che come descrizioni semplici ed efficaci… la chiusa poi è spettacolare… complimenti Marina

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