Un anno di noi: Mela e Kalosf

È difficile spiegare il profondo affetto, la stima e l’ammirazione che nutro per Kalosf.
Personalità poliedrica, Giano bifronte, artista dell’anima, uomo ironico, elegante ma capace di far trasparire punte di passionalità profonda.
È un enigma, un mistero, un caleidoscopio di emozioni.
Conosco il suo volto ma non la sua voce, leggo con gli occhi e con il cuore i frammenti di sé che offre quasi schermendosi, custodisco ogni parola ed ogni immagine come un dono prezioso e gli sono grata per il tratto di strada che stiamo percorrendo assieme.
Se di anima e spirito possiamo parlare, io credo che la sua sia di livello superiore.
Apprezzo la sua visione del mondo terreno ed ultraterreno e non posso non ammirare la bellezza e l’armonia della sua visione, benché il mio nichilismo mi porti lontano dalla sua idea.
Aspettavo l’arrivo di questo secondo compleblog, dopo quello dello scorso anno che mi ha lasciato senza parole per l’acutezza delle sue considerazioni.
Ho osservato a lungo la foto, fino a poterla vedere nella mente, ho lasciato che mi parlasse, ho permesso agli occhi di Kalosf di diventare i miei occhi e il racconto è uscito con naturalezza dal nodo dei miei pensieri.
Mi sono chiesta se fosse abbastanza, se rendesse minimamente giustizia alla foto e probabilmente non è così, ma ho scritto con passione e sincerità e questo spero si senta.
Auguri per questo e per molti altri anni straordinari con tutto il mio piccolo cuore di mela.
Auguri mio caro ❤

kalosf

Lo aveva già fatto l’anno passato. Lo ha rifatto quest’anno. Ha voluto semplicemente “esserci”, con il suo stile, con il calore tipico del suo blog. Con il suo desiderio di emozionarsi ed emozionare in quella realtà concreta, sensistica nella quale vive.
Grazie amica cara. Condividiamo spazi che sono diversi da quelli fisici, ma non meno intensi.

Somewhere over the rainbow

Oggi, dopo tanto tempo, mi è venuta voglia di passeggiare.

Ho aperto le persiane con l’aria insonnolita di tutti i giorni, la barba lunga, le braccia ancora appesantite dalla fatica del lavoro notturno.

Mi sono seduto sulla piccola sedia a sdraio che tengo vicino alla finestra, dovrei davvero decidermi a buttarla via, sorseggiando il caffè fumante nella tazza a fiori che ti piaceva tanto.

Anche la tazza è da buttare, sbeccata, incrinata, ingiallita da troppa caffeina, avrei dovuto farlo tanto tempo fa, avrei dovuto farlo il giorno…

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59 thoughts on “Un anno di noi: Mela e Kalosf

  1. Secondo me è proprio bello, c’è la nostalgia, il momento in cui ci si lascia andare e non si ha più voglia di niente e il ricordo fa solo male, poi la voglia di ricominciare, di far diventare quel ricordo parte di qualcosa che ricomincia dal presente senza rinnegare il passato ma senza restarci ancorati…

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  2. Mela tu sei straordinaria, lo sai vero questo?
    Hai interpretato la foto di Kalosf come meglio non si poteva, ho gà scritto da lui quello che ho provato leggendo le tue parole e guardando contemporaneamente la sua foto.Sembra quasi che l’abbiate scattata insieme e commentata pure insieme talmente le due modalità espressive sono in simbiosi.
    Grande! 🙂 ❤
    Primula

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  3. Non ha bisogno di commenti, questo brano parla da sé.
    Armoniosità. Questa è la parola che mi è venuta subito in mente alla prima lettura. Credo che anche qui, Mela, tu abbia dato saggio della tua scrittura più ispirata e fluida. Ma è riduttivo, freddo definirla “scrittura”, limitare cioè l’esperienza di te che componi e di noi che leggiamo ad un gesto tecnico, pensato, elaborato, finalizzato alla creazione di un qualcosa che debba meramente incuriosire, accattivare, raccontare. Perché non è così. L’atto originante nasce da dentro, dall’intimo, dal cuore. Emerge come un grido che non si può trattenere. E non deve fare troppa strada prima di arrivare in superficie e battere in vibrazioni udibili anche per noi che ti leggiamo. Si sente, è così. E’ lì, sotto pelle. E’ parte di te. Non elabora strutture e maschere. E’ lì da vedere, palpitante, in presa diretta. La tua bravura, poi, la tua arte, consiste nel dare un respiro così equilibrato e armonioso (non trovo parola più adeguata) a quell’onda che arriva da dentro. Nel modularla in un canto che naturalmente avvolga il suo uditore. Che renda noi, che ti leggiamo, partecipi di qualcosa di così interiore, autentico, sentito. La lettura di brani così, va oltre il piacere effimero dell’esperienza estetica, è compartecipazione.

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  4. alla fine, dato il mio cervello poco elastico, imbalsamato, non ho capito se l’abbiate scritto assieme. Ho fatto i complimenti a lui, li estendo anche a te, se non per il brano, per questa dedica appassionata 🙂
    ml
    (la foto mi ha fatto fare un balzo, sembra il viale d’accesso al mio paesetto!)

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  5. Meletta! Da cell non riesco quasi mai a mettere i like…. Ho apoena commentato anche da kalosf….
    La foto ë meravigliosa nel suo rappresentare una grande e bellissima semplicitä…. E tu ci hai costruito intorno un racconto che calza a pennello ed ë nolto bello come tutti i tuoi… Hai confeziinato un abitino su misura a questa foto!

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  6. Che bello questo secondo compleblog e questa amicizia! Il tuo spazio qui è intenso e caldo, sono stanze dove si respirano sentimenti profumati e intensi…come il legame tra te e Kalosf!
    Bellissimo l’effetto della vostra unione di menti, parole e immagini. Un bacio cara Mela!!!

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