Dirac o no (virus antivalentino)

(∂ + m) ψ = 0

Equazione di Dirac
Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo, diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce.

Dici che questa sarebbe la formula dell’amore?

In sostanza, tu vuoi farmi credere che quando ci saremo persi la voglia di stare insieme, quanto sarai a cena o nel letto di un altra donna, ad ammirare le luci di Parigi senza di me, a sistemare i festoni su uno stupido albero di Natale, noi saremo ancora due sistemi legati tra di loro, due orbitali che si sono ibridati una volta e non riescono più a tornare alle loro configurazioni di partenza.

Ragion per cui, quando fumerò una sigaretta, ricordando tutte quelle fumate insieme nel languore dopo il sesso, in quel tempo sospeso in cui diventa possibile dirsi tutto e ridere del mondo, tu sentirai il profumo del mio tabacco, il rumore della carta che brucia lenta, mentre la cenere crea tiepide torri di Babele sulle lenzuola.

Adesso capisco perchè ogni volta che ho allungato il mio piede infreddolito, nel letto ancora più gelato e vuoto di te, a chilometri di distanza ti sei girato infastidito nel sonno, la schiena percorsa da un brivido nella tua bella stanza calda.

Credo che questa sia l’ennesima favola inventata per una festa da innamorati di periferia, stantii come le confezioni impolverate dei MonCherie che restano a languire sugli scaffali delle drogherie, con la ciliegia secca e mummificata come la passerina di una vecchia mai stata moglie senza mai figli, senza più voglie.

Ora mi dici che nel bene e nel male continuerai a conservare dentro di te una parte di me, per sempre. Mi giuri che, a prescindere dalle distanze, continueremo ad influenzarci finché morte non ci separi.

Non hai sentito quel rumore un attimo fa? No, non era un frammento di vetro quello che hai schiacciato sotto il peso della tua scarpa, era il mio cuore, quella parte di me che volente o nolente ti sei preso senza chiedere, come sempre.

Ora vai, lasciami sola in questo guscio di noce, perchè voglio provare a volare con l’ala che mi rimane. L’altra l’hai presa tu, per sempre.

fonte: Tumblr

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127 thoughts on “Dirac o no (virus antivalentino)

  1. Purtroppo è così. L’amore è eterno. Una volta provato non puoi cancellarlo. Dimenticarlo, forse. Nasconderlo a te stesso, probabile. Ma rimane, insieme a parole, persone, avvenimenti, scolpito nella pietra e sul cuore Bisogna solo imparare a convivere con l’altrettanto eterno tormento. 🙂
    Il post è stupendo. Ciao, Piero 🙂

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  2. Il post è molto bello, ma è brutto sentire che una persona soffra così. Non penso esista una formula dell’amore matematica. Non fosse che l’amore è sempre un’opinione che nel tempo può trovare conferme, smentite e risultati inaspettati. Ma allo stesso tempo è vero forse che vi influenzerete sempre. Altrimenti non parleresti di lui. Spero col cuore che il tuo prossimo San Valentino sia pieno di energia, sentimento e sesso bellissimo da ripetersi in lunghe fumate insieme. Un bacio mela. Sicuramente non meriti questi mondi

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  3. cicatrici nel cuore cara amica, stanno li’ per sempre e disegnano la mappa che ci indica la strada per andare avanti nella giusta direzione.
    Col tempo la cicatrice si attenuera’ e diventerai brava a coprire quel che ne rimane con un po’ di fondotinta.
    Un abbraccio affettuoso 💖

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  4. Due alberi con le radici intrecciate…non puoi separarli senza reciderne qualcuna, l’unica speranza, l’unica accortezza è far sì che riescano a sopravvivere. Qualcosa è perso per sempre, non si sopravvive completamente integri.

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  5. Dividere due anime che hanno camminato accanto ( anche solo per il tempo di una svolta)… Semplice come separare l’acqua dall’olio una volta messi insieme…
    ( e io che nella giornata di ieri avevo solo un cartello con su scritto ” buonsanvalentinouncazzo!!”… Per fortuna ci sei te che scrivi con questa delicatezza :-*

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  6. Questa è una formula di fisica quantistica. Per la fisica quantistica in qualche modo non esiste il tempo il luogo e tutto è collegato. Quindi fisica quantistica e amore, si sono la stessa cosa.

    Il problema, come sempre, son gli uomini.
    Io ho visto con i miei occhi, un maschio che questa formula la usava per razzolare pollastrelle come se non ci fosse un domani.

    La poesia nell’universo esiste, siamo noi umani che la insozziamo.

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  7. In realtà quella formula tanto romantica e suggestiva ha attinenza con l’amore tanto quanto potrebbe qualsiasi formula… Questo non significa che non ci siano degli elementi che portiamo con noi, dei travasi di anima che restano… Un abbraccio grande!!!

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  8. Le cose che scrivi mostrano il dolore, la nostalgia di qualcosa di bello che c’è stato e che è finito. L’acrostico è l’ironia, la tua forza, quell’ala che secondo me è già ricresciuta, forse diversa da prima, certo, però credo che soprattutto sia importante che tu la veda e la riconosca come tua, almeno quanto l’altra, in ogni giorno dell’anno. Se il dolore è la contropartita dell’amore, la contropartita del dolore è quella capacità di entrarci dentro, emozionarti e condividere attraverso la scrittura. La creatività forse è davvero un dono del dolore. della vita, non so. Un bel dono, comunque, tienitelo stretto, le tue ali sono lì, tutte e due.
    ❤ ❤ ❤

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    • Vorrei essere un mobile da farmacia, con tutti i cassettini di legno belli precisi, divisi ed etichettati in corsivo elegante. Vorrei mettere i ricordi in un cassetto, chiuderlo e noin pensarci più, se non quando io decido che è giunto il momento di aprirlo.
      Invece sono solo una palude fangosa, uno stagno pieno di sabbie mobili ed ogni tanto una bolla sale dal fondo, scoppia con un blop sonoro e porta a galla odore di vecchio e guasto.
      L’unica cosa da fare è arieggiare la mente il prima possibile e non pensarci più.
      Tu sei un tesoro a chiamare scrittura queste parole confuse, che butto giù quasi per passare il tempo.
      La bravura, la creatività sono altro da me, ma grazie per avere così stima, è un bel dono che mi fai. ❤ ❤

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  9. se vengono separati, non se uno dei due lascia l’altro con volontà. più o meno è ciò che afferma l’entanglement quantistico..oggi molto usato per definire l’empatia e i legami indissolubili 🙂

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  10. Tu sei bellissima e bravissima, ma posso dire una cosa? Pure quando sono felice e innamoratissima non rompo le palle al mondo come stanno facendo in sti giorni, ti presto il mio account Facebook così tiri giù qualche santo, assieme a me? (A furia di leggere certe tizie)… Tivibì :*

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  11. Geniale l’equazione, genale l’accostamento di un sentimento alla matematica e alla fisica, geniale l’acrostico che ci hai costruito sopra, un po’ dolorante il significato che uno può leggerci dietro. D’altronde la vita è questa, pezzi che perdiamo e pezzi che raccogliamo, pezzi che aggiungiamo con la colla e pezzi che si incastrano come Tetris, pezzi di noce che stanno sul palmo di una mano e noci intere ingoiate e forse mai digerite.
    Non so se si possa volare con un’ala sola, magari prova a goderti per un attimo la terra, poi quando leverai in alto la testa, cerca un burrone o uno strapiombo, prendi la rincorsa e spalanca le braccia. Chissà, una qualche corrente calda ascensionale potrebbe darti una mano a salire su!

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    • Quando arrivi lasci il segno sempre, sai? Sono felice di leggere il tuo commento che è profondo come sei tu, del resto.
      Sono un po’ stufa di questo collage male assemblato, sempre stata pasticciona con le applicazioni tecniche, e rivorrei i miei pezzi indietro.
      Non quelli che ho donato a chi lo meritava, quelli che ho sciupato per troppa fiducia, quelli carpiti da chi non aveva un vero affetto ma solo opportunismo. Quelli mi mancano, ecco sì.
      Anche se non dovessi più volare potrò sempre camminare e alzare la testa verso l’alto 🙂
      bello sentirti, come stai tu? ❤

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  12. Assolutamente normale che i ricordi riaffiorino, che una parte di noi sia rimasta nelle esperienze della vita, positive o negative, ed è anche un bene : il nostro vissuto forma come degli strati dentro di noi che si sovrappongono, è il nostro tempo interiore, sono le vertebre della nostra colonna e quindi indispensabili, ci tengono in piedi, tutte. Alcune avranno delle protusioni che , opportunamente trattate, rientrano. Capita che escano ancora, ma si tengono sotto controllo.
    E infatti sei ricorsa a una formula matematica e a un acrostico che sono frutto di un ragionamento. Significa che la scrittura ti aiuta a razionalizzare e razionalizzare comporta distanza dall’emozione, quindi sei sulla buona strada, quella del controllo intendo. Lo sento… 😉
    Un abbraccione ❤
    Primula

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  13. Ho sentito queste parole cucite sulla mia pelle. Hanno evocato sensazioni, ricordi, profumi. Mi hai ispirata. Avevo bisogno di scrivere, di mettere nero su bianco. Le mie ultime parole nascono dalle tue, sono un prosieguo o forse un capovolgimento. Ti riprendo, dialogo con te e provo a risponderti. Equazione di Dirac? Manche no! Non permettiamolo.

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  14. Saudade (quel che rimane).
    Il difficile è trattenere le belle sensazioni provate, coccolando di tanto in tanto le cicatrici dell’anima senza lasciarsi sopraffare da ciò che avrebbe potuto essere e non c’è più.

    Comunque tutte le “minchiate” valentiniane fanno la felicità solo del mio dentista.

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  15. Capisco bene come ti senti….Come dice Lorenzo Jovanotti: “L’amore dato non ritorna a posto ma resta in giro e rende il cielo immenso”.
    Vero comunque che quando si è vissuto un amore così grande una parte di noi resta indissolubilmente legata all’altra.
    Ecco la bella canzone che ho citato:

    Ciao! E complimenti per il bellissimo Blog!

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