Luna e il piccolo uomo

Grazie a Charles Bukowski e Pedro Almodovar per avermi ispirato questo piccolo racconto, dedicato ad Alidivelluto che ha espresso il desiderio di entrare in una delle mie tasche.

Luna era una donna bellissima, aveva lunghi capelli neri, una campanella di cristallo nel cuore e piccole stelle luminose negli occhi.

Era un vero peccato che nessuno riuscisse a scorgere quelle stelle, d’altra parte è difficile trovare qualcuno che ti guardi dritto negli occhi, se sei una gigantessa alta quanto un palazzo di tre piani.

L’anima di Luna era così pura e fragile che la natura l’aveva protetta con una corazza, in modo che non avesse mai a soffrire per colpa degli altri.

Le intenzioni erano state lodevoli, ma il terrore che il suo aspetto incuteva l’aveva purtroppo resa sola, sperduta in un mondo che non la voleva.

Amava passeggiare di notte, quando il resto del mondo dormiva e la vibrazione dei suoi passi cullava i sonni delle persone.

Una notte, mentre sedeva sotto una quercia maledicendo la sua solitudine, una grossa noce le cadde in grembo.

Distrattamente la rigirò tra le mani, la mise nella tasca del suo abito e si affrettò a lasciare la quiete del parco per fare ritorno a casa, dato che albeggiava ed era più sicuro per lei non farsi vedere.

Durante il cammino sentì più volte un fremito provenire dalla tasca, come se un uccellino stesse scrollando le piume nel nido, e una sensazione di calore piacevole le invase il corpo.

Una volta a casa mise piano piano la mano in tasca e fu grande la sua meraviglia nel ritrovarsi tra le mani un piccolo uomo in miniatura, bellissimo e perfetto, che la guardava sorridendo con un misto di dolcezza e spavento.

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fonte: undersquid.wordpress.com

Luna sorrise a sua volta, sfiorandolo con la punta delle dita, piano piano per non fargli male.

Non sappiamo cosa si dissero, da dove provenisse l’uomo e quale fosse il suo nome, ma da quel giorno Luna non fu più sola ed ebbe un amico con cui parlare, una persona cui sorridere e augurare la buonanotte.

Dormivano insieme nello stesso grande letto, lei con la testa rivolta verso di lui che, all’interno di una gabbia costruita per proteggerlo, la guardava con amore e le raccontava storie fantasiose per farla sorridere.

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fonte: undersquid.wordpress.com

Luna rideva, lo carezzava con la punta delle dita, accennava un bacio e chiudeva gli occhi, tremando per un desiderio che era impossibile da realizzare.

Anche il piccolo uomo aveva lo stesso desiderio.

Amava quella donna meravigliosa, avrebbe voluto poter fondere i loro corpi e dare sfogo alla passione, ma doveva accontentarsi di un posto nelle sue tasche, di sentire il suo odore di femmina nelle narici, della morbidezza di quel corpo che indovinava con sapienti carezze attraverso la stoffa.

 Una sera Luna si spogliò mentre il piccolo uomo la contemplava appoggiato ai suoi piedi.

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fonte: undersquid.wordpress.com

Era quasi buio nella stanza, rischiarata solo dalla luce tenue di qualche candela, e il piccolo uomo osservava affascinato le ombre che giocavano a rincorrersi sul corpo della sua donna.

Luna – le chiese – cos’è quel fiore che sboccia tra le tue gambe?

É una conchiglia mio caro, dentro cui è possibile ascoltare la voce del mare.

Dicendo questo Luna si sdraiò sul letto, schiudendo le gambe come mai prima aveva fatto davanti al piccolo uomo e gli sorrise.

Piccolo uomo si arrampicò sul letto e percorse lo spazio che lo separava dalla conchiglia di Luna, inebriato dall’odore di mare di lei. Accarezzò i petali carnosi che ne circondavano l’ingresso ed entrò dentro di lei, mentre Luna gemeva e si inarcava per il piacere che le stava dando in quel momento.

Fu la prima di una lunga serie di notti per i due amanti e un giorno Luna si accorse che il piccolo uomo era più alto.

Stupita si chiese se non fossero stati i suoi stessi umori, durante le notti di passione nella conchiglia, a farlo crescere a vista d’occhio come una pianta magica.

Quella notte il piccolo uomo si sdraiò vicino a lei, ormai abbastanza grande per posare la testa sul cuscino, e per la prima volta riuscirono a scambiarsi un bacio, fondendo le labbra ed intrecciando le lingue con avidità.

Luna, gli occhi chiusi nella dolcezza del bacio, sentì le braccia di lui farsi improvvisamente più grandi e forti, tanto da avvolgerla in un abbraccio appassionato e desiderò con tutta se stessa che la magia si fosse ormai compiuta.

Quando aprì gli occhi l’uomo, ormai non più piccolo, che la natura le aveva donato dentro un guscio di noce, la contemplava con occhi pieni di amore.

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88 thoughts on “Luna e il piccolo uomo

      • Per me è sempre un piacere leggere i tuoi brani. Purtroppo, a volte passa un bel po’ di tempo, tra una lettura e l’altra. Sono preziosi attimi di requie e esplorazione nel mare del tempo che corre, scorre, defluisce e ci sfugge, come sangue dalle nostre vene aperte. Sai bene anche tu come funziona. Se non hai ritorni da parte mia (a parte apprezzamenti e stelline apposte qua e là; muti assentimenti dall’altra parte dello schermo) non è perché non abbia gradito ciò che ho letto (anche in quel caso, mi piacerebbe provare a dirne la ragione), ma perché non ho ancora avuto il tempo di farlo o di srotolare ed esprimere il mio pensiero, il mio sentire.
        Ma tutto ciò ti è di certo oltremodo familiare e noto. Ma sentivo il bisogno di dirlo.

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      • Hai fatto bene, è importante dire ciò che preme. Ho capito benissimo ed è anche un po’ il mio problema, non far capire appieno quanto apprezzi chi leggo.
        Se serve a rassicurarti, voglio dirti che per me è ogni volta fonte di stupore che qualcuno possa apprezzarmi e non mi sognerei mai di sollecitare un riscontro. Sono ugualmente onorata anche dei passaggi silenziosi e delle stelline. Certo è bellissimo poter scambiare un’opinione, però non sempre è possibile, poi l’attimo passa e le parole giuste scappano via.
        Tu non sentirti mai in difetto con me, questa casa è aperta ed accogliente in ogni modo tu decida di manifestarti. Sempre. 🙂

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      • Mela posso chiederti come mai non ti leggo più dalle mie parti? Ho paura di aver scritto qualche stupidata che possa aver dato fastidio, ma non saprei proprio quale, ne scrivo troppe. Scusa se te lo chiedo, ma visto che sei tu preferisco chiarire (se c’è ovviamente qualcosa da chiarire) D:

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      • Mi fai cadere dalle nuvole sai? 😀 il post di oggi mi è piaciuto moltissimo ma volevo commentarlo bene, quindi era mia intenzione farlo stasera con calma. Ho guardato indietro ma a parte gli ultimi due ho sempre commentato o messo un like (che per me vuol dire ho letto, mi piace, condivido ma non saprei cosa aggiungere al tuo pensiero). Non uso app e non leggerò sequel di Harry Potter a nessun costo, quindi non avrei contribuito alla discussione in modo costruttivo. Comunque passo stasera e hai fatto bene a toglierti il dubbio 🙂 un bacio

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      • Ahaha, scusami, mi sono permessa proprio perché sei tu, ho detto avrò scritto qualche cavolata?? Invece sono tonta, ci mancherebbe, Mela… Ora che so che non c’è niente passa quando vuoi 😀 Smuack!!!

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  1. Perfetto! Ritrovo, a pastelli morbidi, quell’immagine di Almodovar che tanto mi aveva affascinato per surrealismo poetico e disarmante verità’. Perche’ e’ vero, noi uomini spesso ci sentiamo piccoli e incantati di fronte alla bellezza di certe conchiglie.
    ml

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  2. bellissima metafora sull’amore, o se vogliamo, su come possa nascere un amore: da piccolo a grande, e non come spesso succede che parte ingigantendosi per poi sgonfiarsi.
    Tutto molto delicato e sensuale utilizzando tanta poesia…. 🙂

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  3. Ciao Mela! La facilità con cui maneggi le parole, controlli lo stile e padroneggi la storia è per me ogni volta entusiasmante. Questo racconto è un’armonia di tenerezza e poetico erotismo. Due solitudini che incrociano i loro destini, un amore che cresce e sfocia nel bacio ancora più intimo della penetrazione di lui nel corpo di lei.
    Applausi! E abbracci!
    Primula

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    • Grazie Primula, per me è entusiasmante leggere i tuoi commenti, sempre così puntuali e precisi. Capisco che non ti limiti all’apprezzamento ma hai letto con lo spirito dell’editor e di questo ti ringrazio ogni volta. 🙂

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  4. Avevo commentato ma è sparito.Uffa sta succedendo anche a me come a Dora tempo fa.
    Bello questo racconto. Sembra una metafora dell’amore, sai quando inizia una storia così un po’ alla ” caxxo buffo” e poi ti ritrovi innamorata pazza? ecco

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  5. 8 marzo 2008
    Shera8marzo2016
    Un augurio speciale a te …speciale perché ti aiuti a ricordare che volersi bene x noi donne è faticosissimo ma è forse l’unico modo per riuscire a realizzare qualcosa anche nei rapporti con il resto del mondo che volenti o nolenti ci sta intorno.
    Sheranullapiu

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  6. wow! Un “pollicino for adults!”
    Mi è piaciuto molto, che fantasia che hai!😊 mi piacciono molto le tue idee. E hai descritto tutto in modo raffinato e per nulla volgare. Su un blog ho discusso proprio perchè si sosteneva che l’erotismo fosse una pavida pornografia. Io ho risposto che erotismo è sentimento, pornografia solo sesso! Tu sei stata molto erotica seppur in questa favola “assurda”.
    Ciao brava!!!

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