Intollerante

Kinfolk_Vol19_InAnxiousAnticipation-2

fonte: kinfolk.com/in-anxious-anticipation/

Diario di Mela, data stellare [-32]4568.7090

Ho voglia di mordere la vita, di fare incetta di sensazioni, di prendermi una pausa da me stessa, di perdere nel modo più prezioso il tempo inutile che ho accumulato senza goderne, come un avaro che conta un tesoro che non vuole spendere.

Cammino a testa bassa, passeggio per le strade della città che più amo, che sento mia fin sotto la pelle. A tratti volto la testa e mi guardo alle spalle, forse ho paura di scorgere il fantasma di quella sognatrice che vagabondava per le stesse strade strette e sporche, lo zainetto sulle spalle e gli occhi grandi di innocenza, così tanto tempo fa che fa male pensarci.

Rinchiudo la coscienza in un buco, lo tappo con il fazzoletto e mi immergo nel flusso delle persone ingrigite dalla consuetudine, in direzione contraria al senso di marcia, ondivaga, attirata da un odore inconsueto, un vicolo meno rumoroso, un’insegna invitante, protetta dall’anonimato, invisibile ma attenta ai dettagli.

Mi sono calcata un berretto di lana in testa, per proteggermi dalla tramontana che fischia su e giù per le strade, niente guanti, li ho scordati come al solito e affondo con forza le mani gelate nelle tasche del giaccone. Stasera avrò la faccia bruciata dall’arsura del vento, le labbra rosse e ruvide come se avessi baciato troppo a lungo un volto scabro.

Ho freddo e voglia di un caffè nero e amaro, sorseggiato in piedi in uno di quei piccoli bar del porto, con il pavimento sporco e appiccicoso per il passaggio di troppa umanità e noncuranza.

Ne ricordo uno con affetto, una latteria alla maniera antica, il bancone zincato, gli occhi buoni e i baffi bianchi del barista, la dolcezza di un cucchiaino di panna fresca posato accanto alla tazzina di caffè.

Ho solo voglia di questo, di sorrisi buoni e occhi gentili perciò mi dirigo a passo svelto dove le gambe sanno portarmi, senza dover domandare la strada.

Entro a testa bassa, per proteggermi da una folata di vento improvvisa, e mi ritrovo in un posto sconosciuto, quasi avessi varcato lo stargate per un’altra dimensione.

Tutto è nuovo, molto trendy, forse un po’ shabby, botti di legno usate come tavolini, lavagnette appese con il menù scritto a mano, inorridisco nel vedere le parole aperibrunch e apericena che strillano da ogni parte la loro stupida essenza.

Vorrei poter dire scusate, ho sbagliato dimensione, ho scelto male il tempo, il luogo non è questo, ho scordato la motivazione, ma è troppo tardi per fuggire.

Mi siedo al bancone, un sorriso al barista, impegnato nel domare un trio di pigolanti bellezze, e attendo il mio turno.

Sfoglio il libro che ho portato con me ma mi attira di più ascoltare le comande delle mie vicine.

“Un bicchiere di succo di mela bio e un toast al prosciutto senza burro e formaggio, sono intollerante al lattosio”

“Una centrifuga di ace e un toast al formaggio senza prosciutto, sono intollerante al maiale”

“Un orzo macchiato soia in tazza grande e un veggie-burger con pane di mais, sono intollerante al glutine”

Il barista paziente annota tutto, poi si avvicina a me. Lo osservo, è carino, non troppo giovane, un po’ trasandato, la barba da fare, una bocca carnosa che si incurva in un sorriso, mi piacerebbe strapazzarti, penso tra me e me, ma non è il tempo e la dimensione giusta, un vero peccato.

“Ciao, cosa desideri?”

“Fammi un Negroni, oggi sono intollerante al genere umano”.

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138 thoughts on “Intollerante

  1. Una si sveglia… Già con la carogna sulla schiena e Freddy nella testa… E arriva la mia Mela…
    Meraviglia come sempre… Adesso so cosa chiedere al bar per colazione 🙂

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  2. Anni fa frequentavo una tipa (tra l’altro bellissima) che in ogni occasione mandava in confusione baristi, pizzaioli, ristoratori con ordinazioni assurde e snervanti.
    Togli un ingrediente, aggiungine un altro, poco di quello, un altro a parte, quello non mi piace, cottura come voglio io… ogni volta mi vergognavo.

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  3. condizionato dall’ascolto di DeAndrè (la cattiva strada e altre dal vol.viii) ti leggo e penso che lui te l’avrebbe rubata e musicata in modo perfetto (“Vorrei poter dire scusate, ho sbagliato dimensione, ho scelto male il tempo, il luogo non è questo, ho scordato la motivazione, ma è troppo tardi per fuggire”…non lo senti anche tu cantare?)
    ml

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  4. di questa tua intolleranza io ne soffro gia’ da tempo. Ma non c’e’ cura, puoi solo evitare l’allergene. Difficile vivere cosi’ in una societa’ dove il contatto umano, il sociale e’ d’obligo, specialmente se devi lavorare.
    Allora ti crei una nicchia tutta tua dove stai bene e fai entrare solo quelle poche persone con le quali puoi avere un confronto intelligente che alimenti la tua fame di normalita’, di logica, di pensiero aperto a 360 gradi. Forse pretendo troppo o forse sono solo razzista.
    Dicono che ho un brutto carattere perche’ non ho voglia di stare con chi non mi piace. Machissenefrega!

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  5. 😀 ah ah ah ah bellissimo tutto, oggi mi hai fatto sorridere… ma cosa ci vuoi fare, il genere umano è variegato e spesso le dimensioni non sempre sono quelle idealizzate con un tunnel quantico. Però la cosa più bella è che in ogni luogo del tempo e dello spazio, c’è sempre un Negroni e un Barman con un sorriso… 🙂

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  6. Ma che bella la tua acidità espressa oggi…e anche, molto spesso condivisa.
    In questa epoca superficiale e di banali incontri, di banali problemi e di banali giornate, ti sei espressa ponendoti per la sensibile che sei.
    Ah, domattina a colazione ti penserò. Un abbraccio. BRAVA!😊

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  7. Stamattina lo leggevo e ripensavo a quel particolare dello zainetto in spalla che fa tanto gioventù e libertà. I figli me lo hanno appena regalato per il compleanno. A 47 anni mi hanno fatto tornare ragazzina.
    (È un piacere leggerti)

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  8. Bello bello questo post.
    Scritto benissimo, sembra una storia delicata, e lo è, ma c’è una potenza strisciante: mettere in gioco questa umanità dove sembriamo tanto uniti ma così non è, dove mettersi in evidenza è fondamentale, anche se non necessariop….
    Bello davvero, complimenti Mela.
    (velarlo di ricordi è stata la mossa vincente/avvincente).

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  9. Intollerante al genere umano….. Meletta! Wow! Ogni taNo ci si dovrebbe disintossicare!
    Che bello… MI hai fatto tornare in mente delle sensazioni belle del passaro che non torneranno piu…
    Arrivo sempre tardi… Pure alla mail, due gg dopo, ma ti do risposto! Con calma bradiposa!
    Bacio

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  10. Un’intolleranza descritta in modo così mirabile diventa decisamente più accettabile. Mi sono immersa nella tua atmosfera, ho visto gli ambienti, respirato quel profumo là…sai davvero disegnare situazioni, piccoli quadri di umanità. Come sempre bello, bello! buona serata cara Mela, cin cin 😉

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