Can of worms

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fonte: web

Le sto perdendo, le sto odiando, non le voglio più sentire, mi cambiano, mi ingannano.
Sono troppo per me, non le merito, sono un prestito, un furto, una magia che svanisce.
Non mi curano, non mi confortano, mi illudono di avere forza, di avere valore, ma questa che affiora, che crede di avere carne, questa non sono io.
Io sono niente, sono trasparente, uno soffio di nebbia che si disperde, la traccia umida di una lumaca senza guscio.
Le sostituisco con altre che mi invadono il cervello come un virus.
Gridano rabbia, sputano invidia, ridono dei miei sforzi che stanno annullando un dubbio alla volta, un’insicurezza dopo l’altra.
Non sono mie ma provengono da me, salgono nell’esofago e bruciano come l’acido di cui sono fatte, un globo corrosivo che scava solchi.
Mi fanno vergognare, mi umiliano, mi opprimono, mi deridono.
Schiaccio forte le mani sulla bocca, sento i denti che segano le labbra, ma filtrano lo stesso tra le dita e colano giù dai polsi, come il vomito di un ubriaco.
Allora stringo i denti, cerco lo spago da arrosto, quello ruvido che resiste agli strappi e cucio le labbra, perché non escano e non facciano avvizzire tutto con la loro nube tossica.
Tornano giù fremendo di impazienza, ribollono di rabbia insoddisfatta ma sanno che il loro tempo arriverà, che vinceranno. E lo so anche io.
Sono solo parole, sono come coltelli, talvolta uccidono.

WordPress mi informa gentilmente che questa merda è il duecentesimo articolo che scrivo. Adoro leggere voi, non me…..non so, forse è ora di chiudere….

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110 thoughts on “Can of worms

  1. Inquietante, spaventoso. Una visione eccessiva e al tempo stesso perfettamente realistica. Colpisce e taglia. Minaccia. Te, la tua sensibilità, il tuo equilibrio, prima di chiunque altro. Parole come un vomito di lame, come vermi e magma in cerca di una via di sfogo. L’atmosfera emotiva è “orrendamente” ben scritta.

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  2. Le parole sono un’arma, vero, possono uccidre ma anche far nascere.
    E questa merda che hai scritto a me piace, non leggere, scrivi, a leggere ci pensiamo noi, o almeno io (meglio parlare per se stessi in certi casi…la merda… 😉 )

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  3. Devo essere sincero: non avevo letto la postilla in corsivo. Mi ero semplicemente calato nel “pezzo”. La postilla, così personale e diretta, mi/ci mette in contatto con un tuo dibattito interiore, che risolverai tu stessa. Sappi solo che anch’io vorrei continuare a leggerti.

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    • I tuoi giudizi stilistici sono sempre preziosi, una gioia da leggere. Devo curare le mie parole, capire se quelle buone saranno in grado di resistere, se saranno forti abbastanza. Leggere è la sola medicina che conosco, scrivere è venuto molto dopo. Forse devo tornare a ciò che so fare meglio, almeno per un po’ 🙂

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      • Non vedo nulla di male e di, in fondo, di strano in questo. Ho la presunzione di credere che possa accadere a tutti, anche a scrittori prolifici e in qualche modo noti, letti, diffusi.
        “La cura delle parole.”
        Che bella cosa. E’ parte, grande, della cura che puoi avere di te. Fondamentale direi.
        Penso che il nostro piacere di lettori, la nostra condivisione, rispetto all’esigenza e all’intenzione che esprimi così chiaramente e legittimamente, vengano dopo.

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  4. Certo che a volte bruciano da morire, certo che a volte corrodono, esprimono tutto il male che abbiamo dentro. Male di dolore, male di rabbia, di invidia, di insicurezza. Ci sarà qualcuno che quelle parole non le ha mai sentite salire dall’esofago e uscire a fiotti, come se dovessimo vomitarle? Ci sono e sono parole vere come sono vere le altre, quelle che parlano di forza e di valore e di carne, che tu ci sei, eccome se ci sei. Fanno male e tagliano e marchiano, sì, questo sì. Forse vinceranno se cuci le labbra. Se le lasci uscire, torneranno lo stesso, credo, ma ogni volta meno cattive, ogni volta meno affilate. Sono sentimenti, non c’è bisogno di distruggerli, non sono “sbagliati”, sono una parte di noi che può essere lasciata esprimere e può diventare parte della tua forza, della grinta, della rabbia di viversi i sogni e la vita a fondo… Ti stringo forte…

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  5. tesoro mio!
    le parole posso essere dei macigni ma negarle e tenerle dentro non le farà sparire…
    l’unico modo per renderle gestibili è quello di accettarle… accettare di poter essere arrabbiate, ferite, incazzate, di provare odio e fastidio verso qualcuno o verso tutti… fa parte del gioco, inutile negarci quella parte di noi che meno ci piace… negarla non la fa sparire…
    Ti faccio un barattolo… ha il tappo rosso e bianco a quadretti… ha una targhetta con disegnato un fiore di pulsatilla… fai uscire e tieni lì… guardale e accettale, ne hai le ragioni… e tante…
    ❤ ❤ ❤

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  6. Forse è proprio il momento di parlare ancora di piu, e di leggere meno. Per ironia la terapia meno fiduciosa e quella più efficace. E ovvio che non ne hai voglia, sono parole crudeli e molto amare, dettate da una sofferenza più che da uno sfogo.
    Ma stesso tu, sempre, mi dici di non punirmi così tanto.
    Ora, non scrivendo, punisci noi che non possiamo più leggerti. Nei post e nei commenti, dove sai trovare sempre le parole.
    Ti abbraccio Mela

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  7. Noi invece adoriamo leggere te, se chiudi vengo a ripigliarti eh… Non puoi chiudere anche te, già una delle mie scrittrici preferite è sparita, se sparisce pure un’altra delle mie scrittrici preferite guai. Comunque hai reso tutto perfettamente, mi è piaciuto moltissimo questo pezzo così crudo.

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  8. Non chiudere!!!!
    io passo periodi che adoro leggere gli altri e scrivere no e viceversa.
    Tu scrivi bene, non ci privare, se al momento non vengono, metti il cappello sul blog a tener occupato, ma rimani!

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  9. parole e vermi, accostamento nauseante, però intonato al senso di nausea (per te stessa) che trasuda da queste righe. Non c’è niente da fare, quando una sa scrivere bene, anche parlando male delle parole che dice e che scrive, lo fa bene.
    lo considero uno sfogo passeggero non una vera intenzione. Punto.
    ml

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  10. Le parole ci servono per trasformare ciò che abbiamo dentro e farlo in questo luogo sembra a volte più liberatorio dell’abbandonarsi all’introspezione e alla pratica “diaria”. Il valore delle persone non si misura mai su quello che loro pensano di se stesse, ma soprattutto sulle emozioni, sull’originità e sulla empatia che esse trasmettono. Sul piccolo o grande vuoto che possono lasciare allontanandosi.
    E per quel poco che può valere la mia opinione, con i miei occhi non vedo in giro buoni motivi per cui abbandonare al duecentesimo articolo. 🙂

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  11. Le parole fanno male quando ce le teniamo dentro,Mela,più di quando le lasciamo libere di esprimerle,perché corrodono e soffocano e quando escono non riesci a tenerle e devastano,si distorcono e ci distorcono…
    Falle uscire… E fatti abbracciare ❤

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  12. Capita spesso di voler chiudere con tante cose: sia che ricordavano parole o immagini di noi o di tutti. Poi ritornano le parole stesse e altre immagini a ricordarci che in fondo, la nostra vita, esiste proprio per non finire ma per continuare. Un bacio e un augurio per la festa che verrà

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  13. oh mela. ma che cazzo dici…. non ti azzardare a chiudere che rimaniamo orfani…. e le parole a volte son macigni, coltelli che squarciano, si… le proprie e quelle degli altri,… sanno far male, come a volte fanno male i silenzi o gli sguardi, o le assenze…
    ma altre volte le parole sono dolci e aiutano… è normale che ognuno di noi non ne abbia solo un tipo… chissà se è meglio cucire la bocca e ricacciarle indietro o magari farle uscire… ovvio cercando di non ferire nessuno e neanche se stessa…….
    boh… la risposta non è dato saperla, ma tu intanto vieni un po fuori al sole dai!

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  14. melaaaa…. l’ho detto nel commento sul post dell’angelo di alidivelluto…. ma visto che ho letto ciò che ti ha scritto kalosf sempre la….
    emh… guarda che io mi faccio papera e vengo pure io a spiumarmi li da te eh,… magari con tutte ste piume ci fai un cuscino! 😀
    ah… emh… ti spiace se ho chiesto allo gnoccangelo del disegno di venire a farmi visita? bacini tesoro!

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  15. Ooohhhh non fare scherzi! Perchè? Il tuo è solo un momento di sconforto e forse rabbia.
    Questo pezzo è un tornado! Se solo la smettessi di tenerle dentro… falle uscire e scrivile! Scrivileeeee. I periodi “non ispirati” capitano a tutti. Goditelo e torna. Sei forte e lo sai.

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  16. Cara mela, accetto l’idea di un tuo periodo di riposo ma ti prego … non chiudere.
    Le tue parole sono importanti per me che leggo e assimilo la persona bella che c’è dietro questo schermo.
    Ti auguro una serena Pasqua a te e ai tuoi cari, un giorno pieno di gioia per te!
    ti abbraccio forte ,…. e niente scherzi!!! 😉
    Affy

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  17. Ennò cavolo! Non farti prendere dal momento, che passerà. Hai detto che scrivi per combattere i fantasmi, ma se scrivendo dài loro forma e corpo per poterli colpire meglio, può accadere che siano invece loro a colpire te… Mica vorrai lasciarli vincere!? Dài su, che noi ti aspettiamo fiduciosi 😉

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