Stasera

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Stasera la solitudine del Kansas fa più male che mai.
Chiudere gli occhi e mettere il punto a questa giornata sarà difficile e doloroso.
I perché sono troppi, le risposte sono andate in vacanza in una realtà distopica, anche se preferirei fosse eutopica, migliore di questa.
Tempo per vivere, tempo per capire come si fa, tempo per carpire il segreto che non esiste. Questo mi servirebbe davvero, questo sì che sarebbe degno di finire sul curriculum, non uno stupido titolo accademico senza valore.
Vorrei imparare a guardare senza pena gli occhi di chi, nelle pupille, ha una clessidra svuotata della sua sabbia.
Vorrei poter cancellare le cicatrici di chi ha preferito abbracciare la follia, piuttosto che continuare a vivere un dolore insostenibile.
Vorrei che le parole amare che hanno scavato burroni invalicabili non fossero mai state dette.
I vorrei sono troppi, battono dietro gli occhi come manine di bambini viziati sulle vetrine di un negozio di giocattoli. “Voio, voio, voio!” ma io non vi posso accontentare né ho la forza di sgridarvi, perciò disperatevi quanto vi pare, disperatemi finché avrò fiato, ma nulla cambierà per voi piccoli vorrei ingordi.
Non ho risposte, eppure le avevo nascoste bene dentro il barattolo dei biscotti, perché si consolassero con un po’ di dolcezza e non rotolassero fuori, indisciplinate, pronte ad accapigliarsi, leste ad aggrovigliarsi come fili di ragno.
Ed è un peccato che tutti i volti di questa giornata mi siano finiti dentro lo stomaco come un bezoar nel ventre di una capra, come le borre rigurgitate da un rapace. Peccato per le parole felici che avevo scritto e il pudore mi impedisce di pubblicare, mentre cerco di dimenticare occhi spenti in un volto giallo gonfio di veleno terapeutico.
Stasera il Kansas morde come una tagliola, mentre mi curo con musica, miele e parole amare che escono come limacce nell’umidità della notte.
Stasera lascerò una luce fuori per illuminare il buio dentro.

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90 thoughts on “Stasera

  1. Stasera ti voglio dire che nel Kansas non è tutta solitudine: vedi quante candeline accese fuori vengono a fare penombra?
    Non è tanto, lo so, ma si fa quel che si può…. :-* :-* :-* :-* :-* ❤ ❤ ❤

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  2. Impermeabile, pozzanghera e spugna… per alcune persone vivere, filosoficamente parlando, è più difficile che per altre, lo penso da quanto avevo quindici anni e non ho ancora cambiato idea. Buon nuovo giorno!

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  3. Ti sbagli alla grande: non è buio dentro di te. Dentro di te c’è uno zaino ricco, c’è la clessidra vuota, ci sono le cicatrici altrui della follia e della sofferenza, hai raccolto il dolore del mondo. Non hai risposte, certo!, ma intanto ti sei presa questo zaino sulle spalle con i dolori del mondo che ora si sentirà più leggero, anche solo di un milionesimo di grammo, non importa.
    ml

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    • Il tuo post di ieri, un altro paio sullo stesso argomento sempre ieri, un pomeriggio di brutte notizie e nervi scoperti benché ancora saldi. Tutto fa e pesa a volte in modo insopportabile. Ogni tanto deve uscire. Un abbraccio a te.

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  4. Tu sei luce nelle tenebre dei giorni tristi. Certe cose non ci scivolano addosso, certe cose le porti cucite dentro te. E non ti lasciano più. Salva, però, non la rabbia, la tristezza, la follia, ma i grazie, i sorrisi, quella speranza che timida a volte si intravede in due occhi che proprio non vogliono rassegnarsi.

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  5. Beh hai fatto il pieno di dolcezza. Mi sono voluto sciroppare tutti i commenti. Dai piu banali a quelli leggermente più sofisticati.
    Non credo tu volessi la pena e la compassione degli altri ma é arrivata. In questa cosa come in tutto del resto ci sono due aspetti. Il negativo é che il pietismo declaMato un tot al chilo é pesante oltre chr patetico anche a chi lo riceve. Il positivo però é chr é comunqUE arrivato. Sembra un controsenso ma se ci pensi bene é cosi. La nota bella é che un mucchio di persone si sono sentite di dirti qualcosa per farti star meglio. Ciò significa che tu incidi nelle loRo esistenze. Forse marginalmente forse no. E questa cosa dovrebbe farti sorridere anche se il mondo la fuori oggi ti ha fatto male . Solo chi sa soffrire può godere poi. Se non si é capaci vuol dire che non potremmo godere dell amore o della serenità quando arriveranno.
    Non pieta quindi ti regalo jo stasera ma solo la certezza che passerà. Passa tutto. Anche la malinconia. E il dolore. E quando sarà tu potrai godere della vita.
    Perchr poi diciamocelo il Kansas fa anche cagare…..

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    • Ieri sera avrei potuto correre come una pazza in auto, avere la mano pesante con gli psicofarmaci o scrivere per non scoppiare. Ho deciso di scrivere. Ho avvertito quella che tu definisci pena o compassione in modo differente. Affetto è il termine più vicino, vicinanza, empatia. Ognuno l’ha manifestata a suo modo, ad ognuno sono ugualmente grata. Se non fossero arrivati commenti sarebbe bastato aver scritto e non lasciato incancrenire. Non ho la lacrima facile, semmai il vaffanculo, non cerco il buonismo a tutti i costi ma qui mi sembra di aver letto solo bontà. Spero davvero di non incidere sulla vita di nessuno, è una responsabilità troppo grande, mi accontento di molto meno. Passerà, nella vita tutto passa, non sono neppure più la stessa persona di ieri, questo lo so bene. Il Kansas è uno stato mentale, è il mio non-luogo dove vivo una non-vita. Fa schifo? Probabilmente si.
      Grazie per le tue parole.

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      • Ognuno ha una percezione e gusto e valori differenti. Li rispetto tutti. Se tu hai letto bontà sono stra felice. Nessun sarcasmo giuro. Tutti abbiamo un non luogo in cui ci rifugiamo. Anche chi non lo ammettera mai. Se ci pensi wp é un “kansas” per tutti noi. Ma credo fermamente che la realtà si curi con la realtà. Un po come il fuoco. E credo davvero che solo le anime speciali sentano tutto il dolore del mondo su di essi. La Maggior parte delle persone non capisce neanche di che cosa si stia parlando. É binaria. Zero-uno. Buono.no buono . Felice non felice .
        E trovo in genere fasullo il loro buonismo pardon la loRo bontà (e parlo in generale non di questi qua sopra)
        Quelle anime speciali però di cui sopra sono miei fratelli e sorelle.
        Perché sono come loro.
        Quindi per tutto questo tvb.

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      • Apprezzo la tua franchezza. Se avremo modo di approfondire la nostra conoscenza ti spiegherò il Kansas come lo vedo io. A volte la realtà fa troppo male per risultare terapeutica. Il tuo scetticismo mi dispiace un po’, spero che con il tempo ti ricrederai.
        Per tutto questo, perché sono stronza-inside e perché gli “anche io” non fanno per me, la risposta al tuo acronimo è io no!

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      • É che sei una persona educata. Mica uno scaricatrice di porto come me. Però mi piacerebbe approfondire la tua conoscenza. Io ho bisogno dei tipi sogni. Tu del mio realismo . Entrambi di qualcuno che come noi sappia sentire crescere l erba .

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  6. La sofferenza taglia l’anima di chi la vive e di chi la guarda. La sofferenza è parte della vita e quel lume va sempre acceso, proprio per non cadere nel buio dell’anima. Di quella luce si ha sempre bisogno, ogn’uno di noi la cerca e l’accende in modo diverso, l’importante è che ci sia.
    Io ne ho accese tante, pewr non morire. Oggi continuo ad accenderle per non cedere mai.

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  7. Hai mai pensato a quanto la troppa sofferenza accumulata, altrui o propria, possa incancrenirsi fino a rendere insensibili? Forse chi lo è sta meglio, ma si lascia scorrere la vita addosso. Sono stata spesso spugna come te, lo sono tuttora e mettendo sul piatto della bilancia i pro e i contro vincono i primi nonostante tutto. Quando è impregnata si strizza e si asciuga pronta per un nuovo ciclo, ma quanta esperienza ha accumulato insieme alla schiuma? Una tela cerata si bagna, si scuote e tutto scivola, il dolore si è visto comunque lo stesso ma non è servito nemmeno ad accendere una reazione.
    Un abbraccio grandissimo ❤
    Primula

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    • Hai sempre le parole giuste e di questo non finirò mai di ringraziarti. Neanche io posso essere diversa, è una maledizione a volte, un tormento ma quando riesco ad alleviare un po’ il dolore altrui, allora sento che va bene. Ricambio l’abbraccio ❤

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