cuori al caldo, colore e arcobaleni

Tengo il mio cuore al caldo, gli creo un nido di lana, il suo frullìo nel petto è quello di un uccellino, che non sa ancora volare oltre l’arcobaleno. Tengo il mio cuore al caldo, perchè nutra le radici dei fiori che crescono sopra il mio arcobaleno. Tengo il mio cuore al caldo, perchè un giorno abbia la forza di volare via. Libero. [credits: Growing Words http://www.elenaborghi.com]

LE PERSONE HANNO PAURA DEL COLORE. tutto si è fermato in quel momento. mi sono guardata. tutta di nero vestita. sempre. da anni. ho realizzato. e realizzo anche ora mentre scrivo. che anche io. ho paura del colore. ho bloccato la mia personalità. i miei sogni. i miei desideri. e di nero interpreto. razionalizzo. dimentico. usare il “colore” non è facile. farci oltrepassare toccare e intaccare dalla luce. non è facile. sognare e guardare senza badare all’opinione degli altri. non è facile. in questo mondo in cui la forma è tutto. e l’arcobaleno solo “un fenomeno ottico e meteorologico che produce uno spettro quasi continuo di luce nel cielo quando la luce del sole attraversa le gocce d’acqua rimaste in sospensione dopo un temporale, o presso una cascata o una fontana”. siamo ancora in grado di leggerlo come un piccolo regalo? incantesimo? miracolo? che avviene in quell’orizzonte lontano ma non irraggiungibile che ci dimentichiamo sempre di guardare. in una giornata in cui tutto sembrava pioggia e sconforto. ma di colpo all’orizzonte esce il sole e allora tutti si fermano un attimo incantati a contemplare quelle piccole gocce di pioggia ancora sospese nell’aria dopo il temporale. che catturano il raggio di sole e lo trasformano in colore. e ponte. un lungo e colorato ponte di allegria e serenità. che vorrei sempre percorrere. e anche attraversare.quando un raggio di sole mi colpisce gli occhi mentre sono assorta nella vita. si aprono di fronte a me paesaggi strani e luminosi. che non vorrei mai abbandonare. perchè la luce. il colore. non sono meri fenomeni fisici. come un bacio non è solo scambio di saliva. [Lina Vergara Huilcamán]

Il pezzo che avete appena letto è l’editoriale numero 34 della rivista Illustrati di Edizioni Logos, che vale la pena di sfogliare o scaricare anche solo per le sue stupende illustrazioni.

Ciò che ho letto mi ha talmente affascinato che ho voluto provare a descrivere le mie impressioni sul colore. Mentre lo trascrivevo ho colorato alcune parole con le tonalità che sentivo in quel momento più adatte. Perchè l’allegria può avere molte sfumature ma un bacio è sempre rosso, è il sangue che affluisce alle labbra, è il cuore che batte più forte e no, non è mai solo uno scambio di saliva, benchè alla passione non debba necessariamente seguire l’amore.

Senza colori non saremmo in grado di descrivere le sottili differenze della realtà, di dare corpo ai nostri sentimenti. Vediamo rosso ma anche rosa, siamo gialli d’invidia, l’umore è nero nei momenti di depressione, un sospiro di speranza è verde come di foglie nuove e ascoltiamo un blues per curare la malinconia.

Per tanto tempo mi sono vestita solo di nero, escludendo ogni traccia di colore che non fosse il blu, il grigio o il marrone. I colori scuri catturano la luce, la assorbono come una spugna e forse proprio di questo avevo bisogno, di tenere dentro di me la luce e il calore che mi mancavano.

Talvolta provo ad indossare abiti colorati, che sarà mai mi dico, non puoi sempre sembrare la strega malvagia dell’ovest. Così esco baldanzosa e dopo pochi minuti, dopo sguardi in tralice in ogni vetrina o vetro delle auto in sosta, inizio a sembrare un furetto isterico, stropiccio la stoffa a forza di tirare da una parte e dall’altra, gioco nervosamente con la sciarpa che ho al collo, rischiando di strangolarmi, mi maledico un fantastilione di volte e torno a casa il prima possibile, felice di togliere quel colore così appariscente per tornare alla mia livrea scura da scarafaggio mimetico.

Il colore è sfacciato, cattura l’occhio più di tante parole, attira lo sguardo come un evidenziatore sul libro di testo di uno studente. Il colore urla dai graffiti sui muri delle città, perché “muri puliti = menti vuote” così ho letto sulla porta di una casa pignorata e ci vuole tanto, troppo coraggio per indossarlo, per attraversare la strada con un abito rosso, noncurante degli sguardi,  o tuffarsi nelle pozzanghere con stivali di gomma gialli che strappano sorrisi improvvisi e risate estemporanee.

Il colore è un habitus mentis e a me fa molta paura non riuscire a comprendere la sua strafottente vitalità.

Eppure, proprio perchè non riesco ad indossarlo con garbo, non posso fare a meno di circondarmene, di colore ho bisogno come di respirare e abito una casa dalle pareti variopinte, dove il glicine, il pesca e il turchese si mescolano tra di loro e mi sorridono quando varco la soglia.

E un arcobaleno sarà pure un fenomeno ottico e meteorologico, sarà pure luce, acqua e giusta angolazione, ma nessuno può guardarlo solcare il cielo senza sorridere inconsapevolmente, cercare di attraversarlo esprimendo un desiderio o magari trovare il tempo per cantare la sua bellezza.

She’s a little lost girl in her own little world
She looks so happy but she seems so sad
ah ah oh yea oh oh oh yea
She’s a little lost girl in her own little world
I’d like to help her I’d like to try
ah ah oh yea oh oh oh yea

She talks to birds she talks to angels
she talks to trees she talks to bees
She don’t talk to me
Talks to the rainbows and to the seas
she talks to the trees
She don’t talk to me
Don’t talk to me

You know she drives me outta my mind
You know she drives me outta my head

She talks to birds …

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119 thoughts on “cuori al caldo, colore e arcobaleni

  1. siamo fatti di colore, anche il nero o il marrone, dei capelli, degli occhi… sono colori e non sono immobili… quando li sfiora la luce del sole prendono sfumature inaspettate…
    io ne indosso parecchi anche se non potrei mai essere appariscente ma il più delle volte… mi cospargo di colla e mi lancio nell’armadio… quello che esce esce!
    e tu… tu sei colore, per la luce che hai negli occhi, per quella che esce dal tuo sorriso… le tue stesse parole sono colore… non dimenticarlo mai!
    ❤ ❤

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  2. Giusto pochissimi giorni fa mi hanno detto di osare di più, di giocare coi colori, essere più estrosa, perché sembra che non me ne importi niente di quello che mi metto assotto. E perché “il modo in cui ti vesti non è importante di per sé, ma per l’idea che trasmetti al mondo di te stesso e del modo in cui vuoi essere visto”, Penso che spesso oscilliamo un po’ tra il “ma queste sono cose frivole, senza importanza, io sono altro” e il “meglio non dare un’idea sbagliata di me”. E sbagliato signfica di solito “troppo” qualcosa. Troppo sgargiante, troppo giovanile, troppo vanitosa. E sto cominciando a capire che l’idea che do di me di fatto, non sempre corrisponde a quella che vorrei dare. Che chi cerca di scoraggiarci dicendo che siamo “troppo” qualcosa (noi stessi compresi), in genere finisce, anche non volutamente, per tarparci le ali. E qui ndi penso che sia molto importante, più di quanto pensiamo, sentirci davvero bene dentro uno stile che sia “nostro”, ma perché davvero ci siamo noi dentro, con quello che vogliamo esprimere (magari diverso a seconda delle giornate), con il nostro “sentire”.
    (scusa il commento “fiume” ma hai toccato un punto dolente 😀

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    • Ma io adoro i tuoi commenti fiume, anzi ne voglio ancora!!!
      Hai ragione, io e te ci capiamo molto, a volte sono combattuta anche io tra il non voler dare una cattiva impressione e la voglia di essere a mio agio. Devo dire che la seconda solitamente prevale, alla fine non posso stare male per assecondare le altrui pretese, no? Comunque oggi mi sono comperata una sciarpa estiva, leggera e morbida color giallo tenue e domani mi lancio e la indosso! Un bacio grande ❤

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      • Eccomi qui 😀
        Bella la sciarpa gialla! Ecco, io per esempio pensavo che le tute dovessero essere solo comode e mi sto ricredendo. Si può indossare una tuta nera (io ne ho appena presa una che mi ha fatta vedere con occhi diversi davanti allo specchio) e poi abbinarci una sciarpina o giacchina colorata. O anche solo una cintura. Tra l’arcobaleno e la notte ci sono vie di mezzo e sfumature 🙂 E’ importante sentirsi bene con se stessi e penso che a volte, come dici tu, il “sentirsi a proprio agio” significhi in realtà nascondere una parte di sé che c’è ed è importante. Quel “gli altri devono vedermi per quella che sono dentro e non per l’aspetto esteriore” può essere una scusa che copre un “non mi faccio vedere proprio e vediamo se poi venite a cercarmi” 😀 E anche un “non mi prendo cura di me stessa neanche un po’”. in fondo siamo certi che l’aspetto spirituale sia l’unico importante e se pure l’anima è importante, non significa che il corpo valga zero… (l’hai voluto tu il secondo commento fiume, eh!) 😀
        P.S. assotto = addosso

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      • Smack! È diventato un fiume sotterraneo perché non lo trovavo più!
        In realtà per essere proprio a mio agio dovrei diventare invisibile come un certo maghetto con gli occhiali! Allora sì che mi sentirei bene 😉

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  3. Mela tu lo sai che con me bastano dei colori per mettermi al tappeto 😉 a volte siamo talmente presi dal raggiungere chissà quali grandi cose, che ci perdiamo il fascino e la bellezza delle piccole cose, proprio come un arcobaleno… ❤

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  4. Questo pezzo mi rispecchia molto, i colori mi sono sempre piaciuti ma quelli chiari che facevano risaltare la mia pelle mi mettevano a disagio, mi sentivo esposta. Per fortuna (almeno credo) ho smesso di aver paura di risaltare, alla fine non bisogna aver paura di esserci e di brillare. Forse ho preso il tuo pezzo troppo alla lettera 😀

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  5. Io non ho un colore preferito.
    Magari provo simpatia per quelli che vengono talvolta bistrattati, tipo il viola o il marrone.
    Da bravo maschietto non ho nemmeno un gran occhio per gli abbinamenti cromatici. Oggi per esempio indosso maglioncino viola (toh!), camicia bianca e jeans, scarpe beige. Non ho la più pallida idea se siano colori che si combinano bene insieme.
    Ciao.

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  6. Forse a privarci dei colori sono stati proprio i mezzi che ci permettono di parlarne, come questo che stiamo usando adesso. Anch’io ne ho bisogno: ho dovuto comprare un’auto gialla per farla emergere da milioni di audi grigie, solo per fare un esempio 🙂

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  7. Pensavo ai colori un paio di giorni fa …..mentre ero in giro a sfumazzare il mio mezzo toscano in una via frequentatissima di Milano, mi sono guardato attorno ed ho visto solo persone vestite di scuro, nonostante la giornata di sole. Io, sopra abito blu, indossavo un giaccone corto in cotone arancio …..mi sono sentito di colpo più leggero

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  8. Ti assicuro da ciò che leggo che tu il colore dentro ce l’hai eccome. Forse non lo vuoi consumare e allora lo racchiudi infondo, sotto quella scorza nera … ( veramente anch’io amo vestirmi di nero, grigio e blu)
    E’ solo apparenza, è una tua difesa, sei un po’ solitaria da ciò che ho capito.
    E custodisci l’arcobaleno dentro di te, ma, purtroppo per te… i tuoi scritti sono ASSAI LUMINOSI cara Mela.
    A me non la fai!😊

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  9. I tuoi pensieri Mela sono sempre colorati anche quando tendono vagamente al grigio più o meno sfumato. I colori parlano, raccontano e mostrano il nostro stato emotivo e quindi tutta la gamma è perfetta, anche il nero che pur essendo assenza di colore esprime tantissimo di una sensibilità.
    Io amo molto il beige, il marrone caldo, il rosso e l’arancione in estate. Poco blu, un po’ in primavera ma devo abbinarlo al rosso, e tanto bianco. Chissà se tutto ciò ha un significato. Dovrò giocarci prossimamente, con le parole ovvio. Ah, dimenticavo il giallo per i fiori: davanti a un mazzo di rose gialle mi emoziono tantissimo.
    Questo post Mela è davvero un arcobaleno di sentimenti. ❤️
    Primula
    P. S. Ho dato un’occhiata alla rivista Illustrati, molto interessante. Non la conoscevo, grazie per averla segnalata.

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  10. (troppi. troppi. punti. in quel pezzo. giusto per essere antipatico. e pedante.)
    La penso esattamente come te sui vestiti colorati: meglio il non-colore, il non-apparire, il massimo sarebbe essere trasparenti ma non si può avere tutto…

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  11. Molti colori sembrano gli stessi perché non sono riconoscibili agli occhi… Spero l’abbia capita… È abbastanza particolare. 🙂 e grazie ancora, tu sai x cosa

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  12. dovremmo custodirli dentro i colori….. fuori poco importa! anche se forse per ricordarceli ce ne dovremmo avvolgere….!
    porca zozza, io oggi non ho un filo di nero……
    ma altri giorni lo sonop completamente! baci tesorella e buttalo fuori sto nero!

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  13. Bellissimo articolo, mi rivedo perfettamente in ciò che hai scritto. Il colore fa paura, il colore ti espone al mondo, il colore attira l’attenzione. Mai riuscita a vestirmi colorata, vesto di nero da quando ho 15 anni. Mi fa sentire protetta.

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  14. Se è vero che in cromoterapia il nero è l’assenza di luce, bisogna anche dire che nell’oscurità è possibile trovare l’origine di tutto…
    Io mi vesto quasi esclusivamente di nero e per assurdo sogno a colori.
    Il colore è ovunque ed il nero vi si amalgama alla perfezione 😉
    sheraneradiluce

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  15. Melinda…tu vestita di nero? Mai avrei immaginato…le mele sono i frutti più buoni e dai colori più accesi in natura…gialle, rosse, verdi e con mille sfumature. Tu devi essere così e riflettere la tua natura di mela, simbolo della tentazione e della bella vita. Il mondo è un trionfo di colori e tu ne fai parte…non limitarti al nero… 😉 Un bacio ritornoso… 🙂

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  16. in questa stagione, anche volendo, è impossibile non vivere di colori, oggi anche il grigio delle nuvole aveva un che di smagliante. e il verde appena fienato e il giallo della colza agli ultimi giorni e magari domani tornerà anche il blù del cielo.
    ciao Mela,
    ml

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