Gone fishing

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fonte: web

Quando ero piccola, il mio padrino mi portava spesso a pescare nel torrente che scorreva accanto al nostro podere di campagna.

Ho sempre odiato le lunghe attese, l’immobilità forzata e silenziosa cui ci condannavamo, aspettando che un pesciolino fosse abbastanza idiota da lasciarsi prendere all’amo.

Mi piaceva immaginare che dovesse essere distratto da altri pensieri, magari arrabbiato per qualche dispetto fattogli da pesci più grossi, non capivo altrimenti perchè avrebbe dovuto essere così stupido da farsi ingannare da una banale esca.

Mi sedevo zitta e buona sulla mia seggiolina pieghevole a strisce bianche e rosse, impugnavo la canna appena preparata con cura meticolosa da zio e infilzavo, con la crudele indifferenza dei bambini che non sanno ancora cosa sia la morte, poveri lombrichi scovati sotto i sassi.

Sto vivendo un periodo strano e irrequieto che mi ha privato delle parole, non è una bella sensazione e non mi fa stare per niente bene. Anzi, sono arrabbiata perchè sento che qualcosa mi sta portando via una parte importante di me.

Mi sento come la bambina che ero, seduta sul bordo del mio io, mentre cerco di indurre con la canna da pesca qualche parola ad abboccare.

Le vedo bene, quelle stronzette, se ne stanno al centro del fiume, a pancia all’aria, beate come rane stese al sole, aprono un occhio, ridono di me e non si fanno certo tentare da una povera esca luccicante.

Ho provato anche con il retino, ho rimestato nel torbido e nella fanghiglia ma non ho ricevuto in cambio che qualche centesimo di rame, nulla di interessante da mettere nel mio cestino.

Ho persino tentato con le maniere forti, ho infilato una mano nella mia testa mettendomi a scavare giù giù, dove non si tocca, dove i sogni sono pesci biancastri dalla testa a palla e gli occhi ciechi, ma ho riportato in superficie solo un fiore di tarassaco giallo brillante, con un’ape ebbra di polline che si rotolava nel mezzo dei suoi stami e che mi ha ronzato stizzita attorno al naso, prima di tornare beata nel suo personale paradiso di petali.

Allora ho iniziato a camminare, ogni giorno un’ora, ogni giorno qualche metro più in là. Porto un libro con me, leggo mentre i piedi si rincorrono uno davanti all’altro, sul bordo di strade secondarie dove fioriscono con svogliata ostinazione ciuffi di camomilla, ingrigita dai gas di scarico, sicura che sgranare parole altrui come un rosario farà sentire le mie in buona compagnia.

Durante il mio percorso incontro persone che mi salutano incuriosite, qualcuna mi offre un passaggio in auto per il paese, mi confidano in seguito stupite che mi hanno vista camminare leggendo, come fosse l’attività pericolosa e sovversiva che forse è davvero, e non si capacitano del mio rifiuto, del perchè io mi ostini a camminare per il gusto di farlo.

Non sanno invece che quei chilometri ripetuti ogni giorno, sempre lo stesso percorso uguale e rassicurante, servono ad immagazzinare le sensazioni potenti che, lo so, indurranno prima o poi le parole ad uscire dal nascondiglio in cui si sono rifugiate.

Ascolto il tonfo monotono dei miei passi prima sull’asfalto e poi sull’erba, quando piego per stradine da trattori, in mezzo ai campi di un grano ancora vergine e bellissimo che fruscia intorno a me con un suono acuto e musicale, screziato di papaveri e fiordalisi.

Mentre cammino faccio pendere mollemente una mano, lascio che venga schiaffeggiata con gentilezza dai ciuffi di avena selvatica e dalla coda di volpe, pesto la menta selvatica e il suo profumo mi fa venire voglia di un mojito come si deve, con i granelli di zucchero di canna che sprigionano il loro sapore di miele bruciato sotto la lingua.

Talvolta una farfalla, una modesta cavolaia bianca, mi accompagna per un tratto di strada e ogni volta ho con me mio padre, il fastidio pungente di quando sfregava forte la sua barba dura sulla mia guancia, il solo rozzo e goffo tentativo di bacio che conoscesse. Ogni volta che vedo una farfalla volare via la saluto e penso a lui, come il giorno in cui ero così disperata da gridare al cielo se stesse bene là dove si trovava, ricevendone in cambio una farfalla posata sul palmo della mia mano, senza paura, le ali che tremavano nel vento.

I rovi stanno sfiorendo, le rose selvatiche, cinque modesti petali venati di giallo e rosa, aperte e sfatte dal sole. Raccolgo una corolla, la rigiro tra le dita, la annuso in modo automatico, ben sapendo che non profuma come ogni rosa dovrebbe sempre profumare, poi la infilo nella bandana che mi copre i capelli o tra le pagine del mio libro che, giorno dopo giorno, si sta trasformando in un erbario di ricordi.

C’è una vecchia cascina abbandonata che espone fiera uno speranzoso cartello vendesi, nonostante sia circondata dalle bandelle della protezione civile che la definiscono pericolante. Ha vetri in frantumi, le sue finestre vuote sembrano bocche cui sia rimasto solo un incisivo di vetro, un frammento in grado di ferire ma non di masticare e digerire. Sopra la porta d’ingresso, in una nicchia scavata nel muro, è rimasta una piccola statua, una Madonna sbiadita dal sole e dal vento, un simbolo di fede ingenua che neppure i ladri portano più via, forse perchè la fede è morta, Dio non esiste e anche fosse ci siamo dimenticati come si fa a parlare con lui. Diamine, non è neppure su facebook!

Ogni giorno metto i miei passi uno davanti all’altro, le parole stanno in equilibrio sul filo del mio umore altalenante, mi passo le mani tra i capelli che ho tagliato corti corti, per eliminare qualche nido di pensieri aggrovigliati che non volevano saperne di essere dipanati.

Sono fuori a pesca, prima o poi qualche pesce-parola abboccherà e qualche pesce-falena solcherà l’aria con grazia, lasciando una scia di luce ad indicare il dove.

Per il resto c’è tempo.

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fonte: web

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103 thoughts on “Gone fishing

  1. ho tagliati i capelli corti corti qualche anno fa e cosi’ li ho ancora. Il motivo e’ lo stesso del tuo, togliere i pensieri simbolicamente, togliere il superfluo.
    E’ servito, moltissimo. Il gesto liberatorio innesca tutta una serie di azioni e pensieri positivi, sei piu’ leggera, sei piu’ libera e comprendi che mai piu’ niente ti dovra’ opprimere ne inquinare.
    Per una donna tagliare i capelli e’ un messaggio forte, significa “basta” da oggi le cose cambieranno.
    😃❤

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  2. Quando tu scrivi mi trasporti e come per miracolo io sono con te. Anche io ho preso l’abitudine di fare delle passeggiate, anche io sempre con un libro o della musica. Poi mi piace sedermi su di una panchina e guardare la vita che gira attorno a me … e sperare che un giorno quella vita possa “riaccendersi” dentro di me. Mela per fortuna che Adamo ti ha mangiato … altrimenti non avremmo mai avuto la fortuna di conoscerti e …. di leggere le tue parole, in cui ci si rispecchia. ❤

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  3. E io che pensavo che di questi tempi fossi felice
    Che avessi trovato una ragione per guardare al futuro con entusiasmo finalmente
    E invece ..guarda te ..
    Vabbe
    Mi spiace

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    • Qualcuno mi ha detto che siamo ciò che scriviamo. Nei miei scritti la felicità non è mai molto presente, forse perché non mi fido di lei, troppo effimera, e non riesco a gestirla. Non guardo mai al futuro, non mi piace fantasticare su ciò che quasi mai si realizzerà, il senso di aspettativa mi provoca brutte coliti. Non c’è nulla di cui dispiacersi, davvero.

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  4. Trovo i tuoi post sempre capaci di esprimere sensazioni e sentimenti che procedono oltre la sofferenza e convergono verso orizzonti di equilibrio profondo… Mi ricordi spesso il mare, così tormentato in superficie, così abissalmente tranquillo…

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  5. Però adesso sai che anche l’attesa non è tempo perso, puoi prendere per mano quella bambina e dirglielo, che aspettare è una parte importante, la parte del desiderio, delle aspettative, della costruzione, del leggersi nel cuore e nella mente con tranquillità, e il resto poi, le parole, la luce che indica la strada, saranno il frutto di tutto questo.
    Ti stringo forte… 🙂

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  6. cara la mia Melissima… camminare aiuta… un passo dietro l’altro, a naso in su o tra le pagine di un libro… i pensieri si liberano un po’… bello camminare, tanto… è un andare lieve…
    Prima o poi cammineremo di nuovo un po’, che dici?

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      • Ieri è stato strano… Non ho ascoltato i piedi e sono stata ferma ma se avessi camminato forse la notte sarebbe stata più leggera… Camminare è un po come riprendere fiato e ritmo… Quello interiore… È rassicurante 😉

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  7. Eh si, avvertivo la tua mancanza, sia qui sia da me, ma pur volendoti scrivere in privato non l’ho fatto perchè penso sia giusto rispettare il silenzio e l’assenza altrui, soprattutto quando questo altrui sa di potermi contattare.
    Questo post, nonostante un briciolo di malinconia e tristezza, mi piace tanto.
    Mi piace la descrizione della campagna che fai, dei tuoi passi e del tuo leggere e delle erbe che incontri. Camminare fa benissimo, al corpo e allo spirito, farlo poi in aperta campagna a me piace tantissimo. Non riesco però a farlo leggendo attività a cui mi dedico in metropolitana, proprio per evadere o meglio isolarmi dal contesto.
    Questo post mi piace per come riesci descrivendo la pesca, i pesci e l’amo, la canna a parlare della vita, delle persone e dei rapporti.
    I capelli corti 🙂 non so li ho avuti ma adesso non riuscirei, a contrario di te i miei capelli selvaggi mi salvano spesso, e per un’insicura come me sono spesso una copertina di Linus: rassicuranti.
    Insomma mi piace e mi piaci! Torna presto che manchi!

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    • So che sei attenta e delicata e ti ringrazio sempre per la tua presenza.
      Ho scoperto il piacere della lentezza, un’ora che mi regalo ogni giorno per fare ordine nella testa. A volte ho sensazioni così belle e indecifrabili che le parole mi sembrano povere di significato, per questo non le trovo o meglio non ne trovo di adeguate. Ma arriveranno, sono tranquilla. Grazie cara! ❤

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  8. Invidio il modo in cui rendi tutto così reale quando scrivi e poi è sempre tutto velato da malinconia e a me piace molto, mi piacciono le sensazioni che la tua scrittura mi dà. Buona (mezza) giornata :*

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  9. Allora, io ho appena abboccato e se diradare le tue pubblicazioni poi fa questo effetto…ben venga.
    Mi hai portato a passeggio con te e forse anche a pesca in questo pezzo potente e vero.
    Bello. Bellissimo.

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  10. Scrivi divinamente *-*
    Ti dirò, anche io odio aspettare e infatti la pesca è una di quelle cose che non amo perché ci vuole tanta, ma tanta pazienza. Io non so aspettare, non perché voglio tutto e subito, ma perché forse il tempo che si passa ad aspettare sembra perso. Forse bisognerebbe imparare ad aspettare o aspettarsi nulla o tutto da tutti. Che confusione ahahahah
    Baci

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  11. Non so come commentare… Tu che resti senza parole, proprio tu che sei un’incantatrice di parole… E infatti non si direbbe, a leggerti: ci porti lì con te, a vedere e a sentire assieme a te quell’intreccio di oggi e ieri che è (mi pare) la vita… a riscoprire che ognuno sente a modo suo, ed ecco che per qualcuno una farfalla non è affatto solo una farfalla…
    Un abbraccio e buona pesca… 😉

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  12. Punti di vista. Diversi sentimenti.
    I pesci non sono stupidi hanno soltanto fame tant’è vero che le esche sono diverse a secondo del tipo di pesca ma questi certamente sono dettagli tecnici che poco hanno a che fare con l’ andare dei tuoi pensieri.
    Mia madre amava molto pescare e ho delle sue fotografie appollaiata su qualche roccia a Fiumicino con la sua lenza ed accanto un bimbetto di 5 o forse. 6 anni che era mio figlio a quale ha passato il testimone e che continua ad andare a pesca lui e suo zio oppure con un amico anziché sbattersi in discoteca o dedicarsi ad altre pesche…
    Una canzone niente di che di qualche anno fa di Jarabe de Palo cantava Depende da che depende….
    Sheraconunabbraccio

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  13. Credo proprio che la pesca non ti si addica, così statica e monotona. Hai sentimenti potenti in te, umori che vanno e vengono, camminare sulla terra e con i libri in mano è più tuo.
    Movimento e parole e metafore…ciò che hai nel cuore, nell’anima, nella mente.
    Ti abbraccio, è sempre emozionante leggerti.

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  14. Da sempre immagino la scrittura come una strada, un percorso, e camminare è per me la metafora della ricerca di un orientamento attraverso l’atto dinamico dello scrivere. Le parole sono tutto questo per chi le rispetta. E Mela le ama le parole, giocherella con loro, le lascia cadere sulle stradine e i sentieri che calpesta come Pollicino perché vuole ritrovare la via. Ma Mela/Pollicino non ha a sua disposizione né sassi né briciole di pane, le sue sono sillabe. Ripercorre il cammino, le raccoglie e le sillabe si ricompongono in una meravigliosa catena di pensieri.
    Detto da Ma Bohème… ! 😉
    Un abbraccio gigante Mela ❤
    Primula bohémienne

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    • Primula, tu mi tocchi il cuore così.
      Sai quanta stima ho per te e il tuo lavoro. Sapere che mi apprezzi fino a questo punto mi riempie di orgoglio e mi rende già paga di questo.
      Non potevi saperlo ma Pollicino è stata la mia fiaba preferita da bambina, l’ho ascoltata e riascoltata da mia madre così tante volte da saperla a memoria ed è stata la mia prima lettura.
      E’ vero, amo le parole, cerco di prendermi cura di loro, le vezzeggio e le sgrido, sono le mie fedeli compagne di vita.
      Bello sentire di essere capita.
      Un abbraccio grande mia cara ❤

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  15. e menomale che non avevi le parole tesorella! mi sono persa seguendoti lungo quella strada che fai tutti i giorni con te… ti stavo seguendo, ma ora faccio un balzo e ti vengo accanto, così possiamo scambiarci le parole che non abbiamo….
    quella bambina che eri ora lo sa che le attese a volte sono indispensabili, anche se la corsa fa molta meno paura…
    abbraccione

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  16. Tu hai proprio talento Mela, e io non sono nessuno per dirtelo, ma sento da sempre, quando ti conosco una forza e una capacità potente nella tua scrittura! E le parole vanno aspettate, accolte, ricercate, lasciate lì addormentate, pronte poi per un prossimo nuovo risveglio. Leggerti è seguirti in.un mondo fantastico e reale, leggerti è stare con te e sentirti, toccare e aprire i tuoi pensieri. Rimango ammirata ogni volta, al di là dell’affetto grande che provo ☺😘😘😘 ti abbraccio forte ragazza dai meravigliosi capelli corti…

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