Dove non si tocca

mihohirano8

fonte: Miho Hirano

Preferisco stare dove non si tocca, sotto il pelo dell’acqua, oltre la crosta delle cose.

Mi accoccolo sul fondo, con il naso all’insù per scorgere la luce che non vedo ma cerco con cocciuta ostinazione.

Osservo le bollicine che escono dal naso e dalle labbra, un’effervescenza naturale di pensieri tossici che si rompono increspando la superficie e rilasciano nell’aria odore di mosto e fermento di domande inespresse.

Il mondo dove non si tocca mi tiene al sicuro, anche se è freddo e silenzioso, al riparo dai tentacoli del mondo in superficie, così esigenti nel richiedere risposte a quesiti che da qui sotto sembrano tanto difficili.

Mi rassegno ad essere monade, un mondo chiuso, privo di finestre ma ricco di spigoli, dove solo i pesci si avventurano, sfiorando gli spuntoni di roccia con le loro pinne piumate, mentre le alghe delle convenzioni intrecciano catene che mi ancorano al fondo.

Il mondo dove non si tocca ha colori appannati e silenzi fragili, turbati da onde che si allargano come crepe sul ghiaccio, quando sassi presuntuosi lanciati da mani ingorde scendono a violare la sua quieta tristezza.

-lasciami scrivere sopra il tuo muro righe feroci di freddo e di buio-

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93 thoughts on “Dove non si tocca

  1. Leggerti e avere come sottofondo le colonne sonore dei film di Myazaki, rende ancora più suggestivo quello che hai scritto! Sai davvero dare un’immagine alle parole. E quando prenderò il libro ti darò che penso anche su quello 😉

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  2. Mi hanno colpito le ultime righe.
    La tristezza quieta..e le mani ingorde.
    Vorrei leggere una volta un post pieno di ” roba bella” se riesci così bene a trasmettere emozioni e a far emozionare con certi “pensieri tossici”, immagino quando hai pensieri positivi colorati solari.
    Dai che a Milano sembra novembre, un bellissimo arcobaleno ci vuole.
    Bello anche il disegno!

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    • Grazie per tutto come sempre Princy!
      Sai che ti dico? Sono giunta alla convinzione che la felicità è una caratteristica genetica, come la lingua che si arrotola ed il colore degli occhi. Ci sono persone predisposte ad essere felici, a vedere il lato positivo anche nelle avversità, altre invece hanno una melancholia che le avvolge come un velo.
      Io penso di essere così. Per me la felicità è un fuoco d’artificio che dura un secondo e poi c’è la mia tristezza che fa da sottofondo.
      Ho imparato a conviverci, non saprei essere diversa e forse non riuscirei neppure ad “emozionare” chi legge le mie parole.
      Un bacio grande, buona settimana!!! ❤

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  3. E’ vero che scrivi sempre benissimo, è vero che sicuramente emozioneresti tanto anche con pensieri colorati e solari e sarebbe bello poterli leggere, sarebbe bello che tu potessi scriverne, ma è anche importante tirar fuori i grumi di dolore, i “pensieri tossici”, anche questa è una forma di resistenza, una forma di non rassegnazione. Verrà il momento in cui la luce si lascerà trovare e vedere. Un abbraccio ❤

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  4. Il mondo di sotto per raccontare quello di sopra…
    Quello che vorremmo non vedere ma che inevitabilmente ci coinvolge. Cerchiamo di non allinerci, teniamoci le nostre convinzioni e modi di vivere, è difficile non dare conto di noi alla società o a chi ci vive accanto, ma le convenzioni se non si hanno nell’anima si possono spezzare. 😉
    Mi piace molto questo “racconto”.

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  5. La tua scrittura è delicata e forte, allo stesso tempo. Trasmette tanto. E’ un peccato che tu debba restare sul fondo. E se qualcuno avesse bisogno di te? Di questa tua forza e delicatezza?
    ❤ bellissimo post, bellissima tu 😉

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    • Ho riflettuto molto sulle tue parole, mia cara Angela, e forse una delle cose che mi fanno più paura è proprio sentire che qualcuno ha bisogno di me. Temo di deludere chi ripone aspettative in me e la tendenza ad andare a rintanarmi è molto forte. Sei sempre molto cara con me, ti ringrazio davvero.

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      • Non penso tu debba preoccuparti di deludere aspettative. Non si tratta di dover fare qualcosa, ma di essere semplicemente. E lo fai già. L’aiuto che intendo io è quello che fai già, semplicemente esprimendo te stessa. A volte rintanarsi è necessario, per tornare in superficie più riposati e forti di prima 😉 ti ringrazio anch’io. In realtà dai molto, anche se a te non sembra probabilmente

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  6. Ecco, quella quieta tristezza… credo di capirla. Si arriva quasi a volerle bene, dopotutto sono ormai anni che si sta insieme… Lasciarla per poi magari finire tra le grinfie del dolore?
    Le tue parole… beh, hanno sempre un che di delicato (l’avrò già detta ‘sta cosa, ma è così che mi sembra!), pure quando sono impanate nel dolore. Stavolta mi sembra che tu (l’avresti detto?) descriva un po’ anche me, e non è un bel vedere.
    Un abbraccio!
    Ogni bene

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