Consigli di lettura – Otello Marcacci

Qualche giorno fa, in un post che parlava di citazioni e senso della vita, ho accennato ad un autore di cui avrei voluto parlare più a fondo.

Oggi è un giorno perfetto¹ per conversare di libri e sicuramente quelli di Otello Marcacci sono da leggere, rileggere e consigliare agli amici. Esattamente come sto facendo io ora.

Lo scorso anno, leggendo un vecchio post di un caro amico, sono inciampata in una recensione entusiasta del primo libro di Marcacci, Gobbi come i Pirenei e ho pensato “però, interessante“.

A marzo di quest’anno sul sito di Zest Letteratura sostenibile, che vi consiglio di visitare, sono state pubblicate la recensione del suo terzo libro e l’intervista all’autore, che mi hanno fatto esclamare “molto interessante“.

Successivamente, nel blog di Fulvialuna è apparsa una recensione così sentita del suo ultimo lavoro, che mi sono decisa a leggere i suoi libri e ho fatto molto bene.

Come spesso accade quando entro in loop con un autore che mi piace, desidero leggere di lui tutto quello che posso e in questo caso ho letto la sua produzione completa, tre libri e un racconto breve.

Il mio primo approccio è stato proprio con il racconto breve, La lotteria, una storia di fantascienza ambientata in un futuro governato da una casta geneticamente superiore, che comprime le aspettative e le aspirazioni di chi è di casta inferiore, condannandoli ad una vita di privazioni quasi feudali. Per placare gli inevitabili scontri sociali viene bandito un gioco, una lotteria che, in cambio della morte certa, assicura 24 ore di libertà e dominio assoluto su ogni essere vivente. Il vincitore saprà fare buon uso del suo potere o sarà solo una pedina? L’atmosfera ricorda le opere di Philip K. Dick e i libri della serie Urania. É un racconto veloce e ben scritto, le azioni si susseguono e non mancano i colpi di scena.

Il secondo libro che ho letto, che è anche il secondo scritto dall’autore, si intitola Il ritmo del silenzio ed è uno di quei libri che entrano a forza nella testa e nel cuore, che bussano, aprono porte nascoste e si fanno leggere senza interruzioni finchè anche l’ultima parola non è stata completata. É un romanzo di formazione e riscatto, è narrazione a più voci, è adrenalinico, è critica alla società ma è soprattutto la descrizione dell’amore in tutte le sue molte forme. C’è l’amore-odio per gli amici, ingordo, feroce e smisurato come sa essere quando si è giovani; l’amore per i genitori, che ha il sapore della tenerezza e del rimpianto al tempo stesso; l’amore per una donna come si vorrebbe che fosse e come in realtà è; l’amore per una figlia, lacerante per gli sbagli fatti e immenso per tutto ciò che un genitore sopporta affinché lei non debba soffrire. Su tutto campeggia l’amore per la vita con le sue strade e i bivi da scegliere. Non ultimo, l’amore per la musica che fa da sottofondo al ritmo del silenzio.

Gli ultimi due libri di cui voglio parlare, l’opera prima Gobbi come i Pirenei e l’ultimo lavoro di Marcacci Sfida all’OK Dakar uscito a marzo, hanno come protagonista Eugenio Bollini, toscano, ciclista di professione, una vita professionale da gregario con l’ossessione del quoziente intellettivo, una vita privata incasinata al cubo, come ogni vita che si rispetti.
Il suo autore ne tratteggia un ritratto molto bello, lucido e affettuoso che vi invito a leggere qui.

Nel primo romanzo Bollini sta cercando di dare uno scopo alla sua esistenza dopo una separazione, un rapporto da ricostruire con il figlio, una vita professionale in declino e la voglia di trovare un amore per cui valga la pena vivere. Su questo terreno già in fermento si innesta l’obbligo morale di mantenere una promessa, evento che causerà una serie di reazioni a catena imprevedibili.
É un romanzo molto bello, scritto con ironia sapiente e vivacità. Si ride, si riflette molto e il protagonista entra nel cuore con la sua malinconica dolcezza, fa arrabbiare per la sua goffaggine emotiva ma non si può non tifare per lui.

Nel secondo romanzo della serie ho ritrovato un Bollini molto cambiato, invecchiato, appesantito, disilluso da una vita che non ha mantenuto le sue promesse, un rapporto difficile con la famiglia, quasi del tutto spezzato quello con il figlio. Mentre nel primo stava cercando di dare risposta alle sue domande, in questo secondo libro Bollini deve riannodare tutto il senso del suo esistere, facendo pace con molti dei suoi sbagli. É un libro più amaro del primo, più maturo anche se non mancano i momenti divertenti, ma ciò che lo rende bello e profondamente umano è proprio il sottile filo di tristezza, a tratti disperata, che lega i suoi personaggi. Il tono è sapiente, l’ironia non diventa mai sarcasmo e anche nei momenti più commoventi si riesce a vedere uno scintillio di luce. Proprio per questo è il mio preferito, qui davvero i personaggi acquistano la profondità della vita vera.
Non fermatevi alla sinossi proposta dalla casa editrice, non sono d’accordo con gli aggettivi scelti per descrivere un romanzo che non è affatto picaresco, non ho trovato facili escamotage nè sarcasmo, non c’è un’ atmosfera di volgarità godereccia e pecoreccia alla Amici miei, anzi è un libro profondo e denso, con riflessioni filosofiche che tutto ricordano tranne lo sberleffo. Credo che la visione stereotipata del toscanaccio beffardo debba essere molto riveduta e corretta e forse l’editore dovrebbe valorizzarlo di più, offrendo una chiave di lettura meno superficiale.

Il mio consiglio sincero è quello di leggerli, perchè sono opere di valore e spesso non è facile individuare una buona scrittura in mezzo a tante proposte mediocri, pompate da una politica di marketing più accattivante.

Vi consiglio caldamente di leggere sia le dediche introduttive che i ringraziamenti finali. Lì davvero ho potuto apprezzare l’umanità e l’affetto sincero dell’autore per le persone a lui care, ma anche per noi lettori, sconosciuti e ugualmente importanti.

Se acquisterete i libri direttamente dal sito, come ho fatto io, vi arriveranno autografati e con dedica personalizzata. Un gesto gentile e garbato di amicizia che ho molto apprezzato.

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1.ogni giorno è perfetto per parlare di libri.

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35 thoughts on “Consigli di lettura – Otello Marcacci

  1. Bel post davvero.
    Strutturato e dettagliato.
    Adoro Marcacci e ti dirò che il Ritmo del silenzio mi è entrato nell’anima e li staziona.
    Non sono riuscita a trovare La lotteria e credo proprio che dovrò comprarlo tramite sito.

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  2. Non lo conosco e a questo punto devo colmare la lacuna. Da come ne hai parlato, e leggendo anche il commento di Fulvialuna, mi attira molto Il ritmo del silenzio, già il titolo è stupendo.
    Ti farò sapere.
    Un abbraccio Mela! ❤ E grazie!
    Primula

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  3. Io sono un divoratore di libri (forse più del cibo e ho detto tutto), ma lui non lo conosco, sono sincero. Mi hai incuriosito e mi sa che qualche soldo ancora c’è sulla postpay, perchè non investirlo in cultura? Grazie Melina.

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  4. Ho conosciuto O. Marcacci qualche tempo fa alla presentazione del suo libro “Gobbi come i Pirenei” presso una libreria di Roma, alla Garbatella. Posso dire di aver conosciuto una gran bella persona, una persona di qualità.
    E di qualità è la sua scrittura.
    Un forte abbraccio Mela 🙂

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