prigioniero dell’ego

root-man

fonte: web

Come una pianta diventa prigioniera del vaso

L’uomo diventa prigioniero dell’ego

Chiuso nella sua limitata coscienza mentale

Allora non può più sentire

O amare, o gioire o persino provare dolore,

É prigioniero dell’ego

Prigioniero del vaso

Nel vaso della sua stessa arroganza,

E non può che morire lentamente.

A meno che non sia una pianta robusta.

Allora può rompere il vaso,

Uscire dal guscio dell’ego

E mettere le sue radici di nuovo nella terra,

nella nuda terra.

(Ego-Bound, D. H. Lawrence)

Avevo voglia di pubblicare questa poesia, che amo molto e spero di non aver snaturato con la mia traduzione, da tanto tempo.

Quando l’ho letta la prima volta tanti, troppi anni fa, ho subito legato le sue parole all’immagine delle decine di vasi di orchidee che vivono beate in casa di mia madre.

Con le piante sono un re Mida a rovescio, tutto ciò che tocco si trasforma in cenere e marciume, orchidee in primis. Eppure mi ostino a comprarle, affascinata dai colori e dalle forme eleganti, salvo dovermi rassegnare all’inevitabile dopo settimane o mesi di stenti, in cui le vedo languire e deperire nonostante i miei volenterosi tentativi.

Consegno le malate, qualcuna ancora ai primi stadi, altre ormai vicine al coma irreversibile, nelle sapienti mani di mia madre che in poco tempo le fa rinascere, le maledette. Ogni volta che le ammiro, tutte in fila sui davanzali, belle, rigogliose e in piena fioritura, sembra che irridano i miei ridicoli tentativi, mentre mi rammentano che non sarò mai capace di vederle fiorire con le mie sole forze.

Ne osservo le radici grigioverdi, sode e ostinate, che escono dalla pacciamatura, dai globuli acquosi della coltura idroponica per librarsi a mezz’aria e nella mente risuonano i versi che tanto amo.

Dove sono le mie radici? Dove la mia forza e l’ostinazione nel rompere il vaso di un ego che non credo di possedere? Ho trovato la foto, bellissima e perfetta, di apertura per puro caso e mi sono immedesimata in quella figura cupa, sospesa a mezz’aria in un cielo tempestoso, vestita di nero perchè il colore richiede troppo coraggio, un uccello solitario, un pensiero solitario che vaga indifferente, radici che si torcono come artigli nella ricerca di un appiglio che dia stabilità, che sia àncora nel temporale.

Forse sono soltanto effimera e instabile, una tillandsia che non ha bisogno di terraferma ma solo di aria e qualche goccia di umidità per sopravvivere. Però anche la mia tillandsia è morta per troppe cure, anche la pianta perfetta non ha retto il peso della mia ansia da prestazione.

Ho ripreso a camminare la mattina presto. Il sole è una palla rossa e bassa sulla linea dell’orizzonte, appena più alto delle due ali di granturco che mi fanno da corridoio e riparo lungo il percorso.

Cammino immersa nell’aria fresca e ancora umida che si appiccica alla pelle, intirizzisce le braccia e gonfia i capelli come radici aeree in cerca di nutrimento.

Cammino cullata dallo scalpiccìo dei piedi che accarezzano l’asfalto, dal ronzio invadente delle auto, dagli sbadigli di un giorno nuovo, intrusi impertinenti che non riescono a sovrastare il rumore bianco dei pensieri intossicati di cui nutro le mie radici.

Sento forte la cupezza dell’estate, perché la odio nella sua sfacciata esibizione di spensieratezza ad ogni costo. Dell’estate salverei solo la parata notturna delle lucciole, effimere e precarie come orchidee nelle mani di un giardiniere inesperto, e le albe di sole rosso e basso, affacciato su davanzali di campi di granturco e volti insonnoliti.

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123 thoughts on “prigioniero dell’ego

  1. Mi consolo, anche io sono riuscita a far morire la tillandsia, ben due volte, al punto che mia madre ha cominciato a regalarmi dei fiori, bellissimi fiori shabby, finti. Spero non significhi che le mie radici sono di plastica 😉

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  2. Da anni in casa ho un’unica meravigliosa pianta, uno dei tanti tipi di dracena, che è diventata altissima nonostante me, come dico sempre. I pollici verdi mi dicono che è quasi un fatto da esperta, mentre io sono riuscita a fare morire persino una kenzia, figurati. Ogni estate riempio la terrazza di fiori che puntualmente getto a ogni autunno quando vedo che invece altri le conservano per l’anno successivo. Per cui non disperare e non farti troppi sensi di colpa. 😉
    Come vedi, le aspettattive e le generalizzazioni si sovvertono e mutano a ogni persona. Tutto è relativo, e questo detto fuor di metafora.
    Un abbraccio grande! ❤
    Primula

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  3. Mi ricordi me 12-13enne. Sul balcone di casa nostra ci sono ancora le poche passioni che mamma ancora coltiva. Ortensie, gerani, rose e una strana pianta tropicale che è cresciuta dopo che (tanti) anni fa ne prese un fiore in Sardegna. A volte d’estate mi capita, nel caso non dovesse esserci lei a casa, di provare a prendermene cura. Su una ventina una almeno mi dà del boia, eppure le buone intenzioni ci sono. Le altre sopravvivono perché sono un pò le ‘Bear Grills’ della situazione.
    La stessa cosa con le cose che amo. Provai da solo a pulire il sensore della reflex in una soluzione chimica consigliata, stava esplodendo casa. I buoni intenti ci sono, e onn sempre ne siamo in grado.
    In questo racconto ometti una cosa fondamentale: tutte quelle cose che se fossero piante ti vedrebbero come il pollice verde del pianeta.
    Così come citi spesso i pensieri tossici: bene, sarebbe ora di liberartene. Come consigli a me e sicuramente ad altre persone che i nqualche modo ti vogliono bene. La mattina presto, può aiutare solo ai polmoni. Per i pensieri tossici, qualche birra sotto le stelle, col fresco e con una buona dose di stanchezza.
    E’ un mix amarognolo, ma alla fine lascia un buon sapore.

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  4. Anch’io non amo particolarmente l’estate. Ho una pelle chiara che mal si abbina ai raggi del sole, e la calura afosa della Pianura Padana non è il massimo, nonostante l’uso dei condizionatori.
    Ciò nonostante vado sempre al mare, evitando i raggi solari e standomene all’ombra con la maglietta.
    Capitolo piante: amo guardarle crescere, ma sono inaffidabile se dovessi occuparmene in prima persona. I miei castus sono morti suicidi dopo poche settimane di attenzioni.

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    • Non c’è niente da fare, con le piante è questione di feeling, esattamente come con le persone. C’è oppure non c’è e bisogna rassegnarsi.
      Pelle chiara, occhi chiari, lentiggini, tendenza all’ustione violenta, ombra più che mai……presente! Eppure senza mare non riesco proprio a stare 🙂

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  5. Il fatto che ti ostini a comprarle la dice lunga su di te, secondo me ti fa solo onore non rinunciare. E poi io vedo in te sempre tanto amore per gli altri, tanta cura. L’estate di notte è bellissima e magica, però ti dirò che quando si trova un posto isolato al fiume o al mare e ci si rimane per i fatti propri è bella anche di giorno. La tua traduzione mi è piaciuta molto : ) :*

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    • Ogni volta ci riscasco e mia madre ride sotto i baffi perchè sa che fine faranno!
      Io cerco di aver cura, forse anche troppa. Magari dovrei provare con una dignitosa indifferenza e un elegante distacco. Tanto non ne sono capace! Sono contenta che ti sia piaciuta la poesia 🙂 un bacio grande

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  6. Davvero un pensiero profondo, e il fatto che si radichi in questa esperienza personale delle piante lo rende ancor più meraviglioso. È proprio questa, credo la possibilità che dà però l’ego: ognuno sulla base della qualità delle sue radici, può fiorire o restar soffocato, più espanderemo le nostre radici, intrecciandole con la realtà ed altri esseri viventi, più produrremo fiori belli e duraturi, nutriti 😊

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  7. Amo l’estate, adoro il caldo, aborro i climatizzatori; questo per premettere che mi sento come un elefante in un negozio di cristalli a commentare.

    Però in effetti anche per me il paragone con l’orchidea è calzante: ogni anno a marzo ne ricevo una dal suocero come regalo di compleanno.
    Non sono mai riuscita a farla rifiorire una volta caduti i fiori.
    Quest’anno mi stavo per rassegnare e buttarla senza troppo insistere.
    Quando una mia amica l’ha vista e mi ha fatto osservare che stava buttando nuove radici, se così si possono chiamare.

    E così sono io: a volte mi abbatto davanti a un risultato che giudico inadeguato e arriva qualcuno a farmi notare che invece è molto di più….

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  8. Io non sono capace di occuparmi delle piante. Una volta mi hanno regalato un ficus bellissimo… Dopo due mesi era irriconoscibile…
    A volte mi dico che forse se fossi capace di occuparmi bene di me stessa, forse potrei evitare l’estinzione della vegetazione…
    Un abbraccio stritolante,Mela ❤

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  9. Oddio quella poesia per me è come un pugno in faccia…
    Ok la primavera è meglio, ma pure l’estate non è male, specialmente il periodo in cui quasi tutti se ne sono andati da qualche altra parte, ecco allora il tempo sembra rallentare…
    Un abbraccio e ogni bene!

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  10. La poesia, la foto e le tue parole introspettive e in qualche misura universali vibrano alla stessa frequenza. E’ una frequenza nota a molti, ma io non credo sia un problema di estate. Un tempo anch’io non amavo l’estate, ora invece amo correre, a luglio e ad agosto, sotto il sole del primissimo meriggio, da una parte un’ala di granturco, dall’altra un piccolo canale, intorno non c’è nessuno che si arrischia ad affrontare la calura, solo qualche grande airone cinerino e le nutrie. E’ quello il momento in cui i pensieri, i ricordi, gli errori del passato che ricolmano il mio vaso mi assalgono senza protezioni. E io li lascio arrivare. Non saprei nemmeno dire se alla fine della corsa io stia meglio, tuttavia anche l’estate ora ha il suo perché.

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  11. l’estate rende cupi, sì, concordo, per quell’obbligo alla spensieratezza e fa venire voglia, almeno a me, di rompere il vaso, sradicare le radici e allontanarmi da lei. l’unico modo che conosco per allontanarmi dall’estate è salire in alto verso i monti a ritrovare aria di primavera 🙂
    ml

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  12. Sull’estate io ho un concetto diverso, ma perché vivo in città e a Roma. C’è meno traffico, meno esseri umani e forse riesci ad amarla un po’ di più, pur nel suo degrado. E sentire per un po’ quella vita che vorrei uscisse dal mio corpo con la stessa prepotenza dell’estate. E poi non conoscevo la poesia di D. H. Lawrence, che ho trovato molto bella. E in fondo mia carissima Mela forse non avrai il pollice verde, ma hai quello magico delle parole che smuove le sensazioni di chi ti legge. Io sono tra quelli.Un abbraccio

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  13. In natura piante e fiori non ricevono acqua (e cure) con cadenza costante ….e così anche io mi curo delle mie quando mi capita. Quest’anno le orchidee hanno fiorito con due rami per ciascuna pianta 😁
    Le cure assidue possono essere altrettanto dannose del non curarsi affatto …..e questa credo sia anche una metafora per le relazioni.

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  14. Anche a me l’estate fa questo effetto…Ci credi? Si addensano i pensieri, la spensieratezza quasi richiamata agli ordini scompare e si nasconde…però nonostante ciò che dichiari, la tua Musa ispiratrice non sembra patire l’estate, tutt’altro… Mi sembra più che mai energica e vitale, dai colori vivi! Ti abbraccio fortissimamente 😘😘😘

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  15. tesora! scusa scusa scusa l’assenza, ma le giornate sto periodo pare non bastino mai…. a me invece l’estate piace… ma se ho il periodo di appallottolamento miappallottolo lo stesso… la poesia come la foto sono bellissime… anche io non ho il pollice proprio verde… tesora, ho recuperato i tuoi post, belli tutti come al solito che mi confermano la tua luce, invece! e pyros! wow! non commento tutto per non ricoprirti e per non finire in spam! baciuzzi tesora!

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    • Ciao dolcezza, ma figurati di che devi scusarti! Io sto sempre qui, le ferie sono ancora lontane, tu passa quando puoi e se non riesci vuol dire che passerai! 😉
      Brava che non hai commentato tutto, se no i troll di wordpress ti buttano nello spam e poi devo venire a ripescarti tutta inzaccherata! 😀
      Un bacio grande ❤

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      • Ahah! Davvero tesora! Visto che giovedi mi sono n’attimo coccolata a recuperare te, tatina e qualche altro, se comnentavo tutto finivo di nuovo li sotto al buio…. Ah ma la tentaziine c’era!
        Se per caso chiudessi il mio blog da te continurei a leggere e chiacchierare! Non capisco perche sto periodo la giornata non mu basta mai… Boh! Un bacino e a presto!

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