Album di figurine: la Mela sBacata

Red è un mio fantastico nuovo amico di blog che sta facendo uscire il mio lato più nerd e cazzaro, di cui peraltro sono molto fiera anche se lo mostro troppo poco.
Ha avuto una splendida idea, un amarcord in versione calcistica che mi ha permesso di scavare nei ricordi, quelli belli e un po’ pungenti che pizzicano gli occhi come una cipolla ma fanno tanto bene al cuore.
Questo è stato il mio contributo. Grazie ancora Red per aver passato la palla.

Dimenticavo!!!

L’immagine è una elaborazione grafica di Red e la trovo geniale!

Pictures of You

Mela-album-Panini

Per il nostro artigianale Album di figurine, un altro grandissimo regalo fatto da lamelasbacataalla quale non sono degno di reggere il picciolo. Un post di rara bellezza che in questa webbettola, in mezzo alle mie cianfruserie (=serie di cianfrusaglie), spicca dalla mensola delle bottiglie di whiskey come una bottiglia di Aisla T’Orten! 

Buona, anzi buonissima lettura

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46 thoughts on “Album di figurine: la Mela sBacata

  1. Ah ecco! Ora finalmente posso mettere con grande soddisfazione la stelletta dell’ailaik!
    Nella mia webbettola, sarebbe stato poco elegante, auto-piacermi, pure se era un tuo racconto.
    A parte che non ci ho mai provato se si può fare, dovesse tornare utile nei momenti di megalomania, narcisista auto-compiacenza o depressiva disistima. Praticamente, un mostro.
    Vado di grazioso salamelecco la cara Mela per il reblogghete e vi accolgo ad html aperto perché, come recita la scritta sullo zerbino davanti al mio malfamato locale: “Steveme scarz”.
    Però vi avviso: “nerd” e “cazzaro”, me lo posso dire solo io;)

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  2. Ho commentato di là, ma torno anche di qua, che qui è un gioco di specchi concentrico…
    Complimenti, Mela. Mi è piaciuto il tuo ricordo personale, mi sono piaciute le tue storie, il modo in cui racconti e commuovi. Sempre.

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    • Grazie, ti rispondo qui per non spammare da Red che ho già rubato fin troppo spazio! Alla fine sono sempre la stessa ragazzina timida di sempre e mi scoccia apparire troppo.
      Sono ricordi stupendi i nostri e condividere è il modo migliore per celebrare il periodo più spensierato che la vita ha saputo donare a ciascuno di noi. Avevamo poco forse ma era tutto ciò che serviva a renderci felici e credo che i ragazzi di oggi non saprebbero più divertirsi così. Un peccato per loro, perdono molto senza saperlo.
      Hai sempre parole attente e gentili per me e non riesco a ringraziarti mai abbastanza.
      Aspettati presto una mia mail che attende da troppo tempo. Ora vado da te a centellinare il tuo scritto, tu sei vino da meditazione 😊

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      • Sai, Mela. Proprio qualche giorno fa, passando la soglia di quello stesso cancello, in cima alla via, che fortunatamente è rimasta nel tempo ancora a fondo chiuso, mi sono voltato quasi incredulo al suono, ben noto, di schiamazzi di ragazzini. E ciò che ho visto mi ha aperto il volto in un due dal sorriso: biciclette che si inseguivano, e ragazzini che tiravano calci al pallone, qualche casa, qualche porta più in là. Una nuova generazione. Non è stato necessario chiudere gli occhi, per rivederci, noi tutti, ancora là.
        Per il resto. Che dire… Ti ringrazio per aver preso il tempo di sorseggiare il mio scritto, che, come dici tu, porta con sé un po’ dell’aspro e dell’acerbo della giovinezza. L’innocenza e le prime macchie, l’inizio di un cammino che porta con sé la costruzione di un sapore. Scrivere cose così ha in sé qualcosa di necessario, in fondo. A distanza di tanto tempo, è vero, i ricordi acquistano il profumo della prospettiva, assorbono l’insegnamento del legno di rovere. Hai ragione tu. E grazie.
        Ovviamente, attendo con grande curiosità e piacere la tua email.
        A presto!

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  3. Che incanto! Che meraviglia… Per i ricordi e soprattutto per questa tua splendida capacità di raccontare, come le serate in campeggio… Da far vedere perfettamente le cose e sentirne gli odori…
    Bello, davvero 😘❤️

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  4. aaah il 1982, aaah l’album panini, aaaah la mia mamma che guardava Italia Brasile incantata, ed io che simulavo le partite dei mondiali correndo con la pallina di spugna nel mio lungo corridoio di casa con la telecronaca di Martellini sempre presente, aaah..

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  5. Ribadisco anche qui con un bel copiaincolla:
    ” Nella prima parte del tuo racconto (BELLO) mi sono sentita immersa in quell’atmosfera di campagna che è sempre mancata a me, topolina di città.
    Anche io ho sempre pensato che se no brucia non disinfetta.”

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  6. Orpolà! Quanta gente aò! Mi tocca arrivare in fondo per lasciarti un post-it (cioè un dopo-post):
    rachelgazometro ha lasciato per te un grazioso commento.
    Un abbracc…Ehi, sono qua, EHI! lasciatemi passare,,,voglio salutare la padro….CiaoooMeeeeelaaaaa

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  7. Ha ha, bellissimi ricordi.
    Io ne posso associare un paio.

    Ero amicissimo con una ragazzina in classe con me, anche lei sorella maggiore di altre 3 femmine.
    Il capofamiglia, vivendo con moglie, suocera e 4 figlie femmine, veniva visto come un martire. Figurati che aveva messo il lucchetto al telefono, in modo da non permettere che venissero fatte telefonate.

    Luca, il compagno di calcio di mio figlio, non segnava MAI, nemmeno a porta vuota. Quando con un tiro al volo riuscì a segnare, i suoi genitori si erano appena voltati perché il figlio piccolo stava combinando un guaio. Si sono persi il gol!

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