Attimi inconsapevoli

fonte: aalst.deviantart.com/

C’è un gatto nero che passeggia nel prato dei miei pensieri. Lo sento quando “fa il pane” e mi fa ridere per il solletico. A volte fa le fusa e il suo ritmico ronron mi tiene sveglia a contare i rintocchi del tempo tra i fili d’erba. Non lo sgrido mai anzi lo lascio fare, perchè mi è simpatico ed è un gran ruffiano quando va a farsi le unghie dove non deve.

Oggi una ragazza dai capelli turchini mi ha sorriso con occhi timidi e bocca sfrontata, incupita di rossetto nero Malefica. Volevo chiederle se ero sulla strada giusta per il paese dei balocchi e una raccomandazione per lavorare con Mangiafuoco, ma alla fine mi sono limitata a domandare la via più breve per uscire dal paese dell’isola che non c’è.

Mentre guidavo ho visto la strada che porta al mare rivestita di asfalto nuovo, brillante come lava incandescente nel sole di agosto. Ho immaginato di percorrerla piano, per sentire sotto le ruote il fruscio del velluto e assaporare la sua liscia consistenza di seta nera.

Ammiravo quelle curve voluttuose quando una nuvola, che passava di lì per caso, si è commossa tanto da sciogliersi in lacrime di gioia. Ho teso la mano per raccogliere quel dono inatteso che brillava tiepido nel cavo del mio palmo, ho sentito sui capelli la carezza umida e calda di acqua pregna di sole e ho sollevato il viso per ringraziare della gentilezza.

Questa sera sono uscita nel buio della notte, quando la luna già dormiva serena, a caccia di stelle cadenti. Ho ascoltato le chiacchiere del granoturco che frusciava nel vento, i pettegolezzi degli uccelli notturni, il ritmico raspare di una lepre disturbata dal mio vagare con il naso all’insù.

Un vento dispettoso stava portando a spasso le nuvole, spingendole da una parte all’altra senza troppi complimenti, e spettinava le stelle, indispettite dalla mancanza di rispetto di quell’insolente. Solo i grilli continuavano a cantare per mettersi in mostra, infischiandosene delle speranze e dei desideri che non sarebbero stati espressi.

Mentre le nubi si ammassavano come panni da stirare sulla sedia di una casalinga stanca e il tuono già suonava al portone d’ingresso, il vento, con un moto di inattesa galanteria, ha scostato il tendaggio di nuvole per me.

Ed eccola lì pronta a cadere, appesa al filo del ricordo con un piede già di fretta, oscillava leggera nel cielo con la grazia di un acrobata. L’ho vista volteggiare per un solo istante e poi scendere nel buio, una lacrima silenziosa nel volto del grande clown che si diverte ad aggrovigliare gomitoli di vita.

In questo tempo meschino di umane miserie, quando il pozzo dei desideri è ormai prosciugato e la fretta di vivere ci fa appassire di solitudine, anche un gatto, una fata, una nuvola di passaggio e una stella equilibrista possono creare attimi inconsapevoli di felicità.

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83 thoughts on “Attimi inconsapevoli

  1. La notte porta consiglio, dona ai bimbi che dormono con le mani giunte sotto la guancia quell’aria di serenità ormai perduta dai grandi, ore di insonnia per altri, tempo di caccia per i vampiri…Ad altri mette in contatto con un mondo fantastico di oniriche storie, seppure nella veglia. Proprio come ha fatto con te, Mela…un modo arabo di augurare la buona notte è: che la tua notte sia piena di bellissimi sogni. È questa notte ne hai fatto uno bellissimo a occhi aperti. Buongiorno!

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  2. Il vento che sposta di continuo le nuvole l’ho visto come un malaccorto truffatore al gioco delle tre carte ” nuvola che vince, nuvola che perde” ripete, spostandole veloce. Ma tu davanti al suo banchetto gli indichi sicura con un dito la nuvola vincente. Il vento sconfitto al suo stesso gioco non puo’ che sgomberare il cielo 🙂
    ml

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  3. Avevo perso questo tuo post Mela!
    Sono piccole istantanee, piccole storielle che, a vederle separate, potrebbero creare altrettante piccole storie brevi, da cui nascerebbero racconti lunghi.
    Insieme formano questo affresco, leggero e soffuso. Felice direi.

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    • È fresco fresco Zeus, non sei arrivato tardi! 😉 La cosa buffa è che tutti questi incontri sono accaduti ieri. Si vede che la notte delle stelle è davvero un po’ magica. Lo scorso anno per sfida ho scritto sedici short stories, microracconti di una sola frase 😀

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      • Beh, la notte delle stelle cadenti può portare a certi incontri particolari.
        I tuoi sono stati leggeri e felici. Mi piace e sono contento.
        Le ministorie le apprezzo! 🙂

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  4. Mi sono immersa in questo mondo fiabesco pieno di personaggi con una loro evidenziata caratteristica che me li rende cari; mi sarei accoccolata su quelle nubi ammassate sulla sedia (di una casalinga stanca…mi piace tantissimo questa immagine che hai creato) e mi sarei fatta accarezzare da quel vento che scostando la tenda mi permetterebbe di vedere quella lacrima silenziosa. Ma il gatto nero? Mi piace…non so perchè ma sensualmente mi fa pensare alla passione che prepotente e languida batte nella mente.
    Scusa, forse ho scritto troppo ma leggerti mi procura un immenso piacere. (e magari non è ciò che vuoi dire ciò che io ci vedo 😉 )

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      • Mi casa es tu casa, scrivi tutto quello che desideri sempre, senza remore!
        L’immagine è proprio bella. Se si ha la pazienza di spulciare per bene, deviantart è una miniera di bravi artisti. Grazie Paola cara, grazie davvero 😊

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    • Non hai scritto troppo, assolutamente! Anzi sono lusingata dalla tua attenta analisi. Il gatto è l’elemento di dispetto, lo spirito indipendente, l’io vendicativo che tira fuori le unghiette, anche la passione, perché no? Magari quella covata sotto la cenere, che si manifesta solo con un lento oscillare della coda 🙂

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  5. mentre vagavo sul dorso di una stella, ho visto una mela che rotolava … dalle fauci del lupo verso l’ombra di una rosa

    quella mela mi ha colpito perché pur essendo bacata l’ho trovata molto delicata

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  6. “… quando il pozzo dei desideri è ormai prosciugato e la fretta di vivere ci fa appassire di solitudine” … trovo questa immagine, un po’ distonica da tutto il resto del racconto, estremamente intensa e carica di significati.
    È un piacere leggerti. 🙂

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  7. Ci raccontano che per andare in un mondo incantato si debba attraversare specchi o altre assurdità… quando invece il mondo È incantato: basta uscire dalla strada principale e proseguire su una stradina parallela per avere una visuale migliore, e magari cogliere come bacche quegli attimi di felicità… Stradina che tu conosci alla perfezione, direi 😉

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    • Non perfettamente neppure io. Mi capita di incontrare una sua biforcazione di tanto in tanto, ma spesso sparisce nella nebbia o proprio non si fa trovare. Puf! Un gioco di prestigio e sembra svanire. In fondo la sua magia è anche questo non concedersi. Ti ho aspettato ieri sera, speravo di chiacchierare un po’ con te ma mi sono addormentata, peccato …… Come stai? Non farai un po’ di vacanza anche tu? Ti abbraccio Ivanino e buona giornata anche se leggerai stasera, spero lo sia stata 😚😚

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  8. Prima o poi toccherà farmi una cartella “Mela” e rileggerli tutti i tuoi racconti, come se fossero raccolti un libro. Qui c’è magia in tutto, non solo nell’atmosfera della storia. E credimi in questi giorni mi è d’aiuto leggere queste bellissime parole. ❤

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      • Guarito sì. Ho solo un po’ di strascichi. Mi sono nadato ad impelagare in qualcosa che avevo rifiutato e poi il destino mi ha riproposto. Non lo so. Diciamo che sono un po’ terrorizzato, ma nulla di grave e che poi leggendo il tuo racconto mi è piaciuto entrare, sia pur per poco, in quel mondo di magia.

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      • Oh Mela grazie. Stanno succedendo tante cose in questa strana estate, belle e brutte, tra cui la malattia di una mia amica che mi ha fatto riflettere. Forse bisogna buttarsi e io l’ho fatto e spero che il paracadute riesca a proteggermi, nonostante il mio peso. Ora la prossima settimana mi aspetta mia madre. Un po’ mi manca il blog. e’ davvero uno strano mondo il virtuale. Ti abbraccio ❤

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  9. Hai proprio ragione. Ieri notte ne ho viste tre di quelle brevi lacrime. Sembrano gocce di pioggia che cadono veloci sul vetro già liquido di una finestra. Ed è vero: basta così poco per commuoversi e intravedere la luce della speranza. Un attimo di serenità. Sempre gradevolissime le tue composizioni di immagini, le proiezioni, delicate e toccanti, dei tuoi stati d’animo.

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      • Anche qui, non posso che annuire. C’è voluto tempo, ma anche per me sentire i piedi calcati a terra, le mani, la schiena poggiata alla panchina; sentirmi, consapevolmente, in qualche modo intero (anche se tenuto insieme dallo scotch), senza troppi fremiti, ansie (e nemmeno chissà quali illusioni o speranze) è stato un bel traguardo. Diciamo che a quelle lacrime dorate che rigano il cielo, oggi rispondo socchiudendo gli occhi, in una specie di saluto. E un ghigno, che forse è un sorriso.

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      • È consapevolezza. “So che ci sei, mi fai stare bene ma non mi faccio illusioni. So bastare a me stesso”.
        Ora però fammi un sorriso! Io lavoro ma tu sei in vacanza! 😘

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      • Ma certo!! 😊
        E anche due coccole, se ti fa piacere (sei un po’ gatta inside?).
        In effetti, mi sento un po’ in colpa… Pensavo fossi in vacanza anche tu…

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  10. Sono un po’ in ritardo, non ho letto i blog in questi giorni. Ti dico solo che nel tuo blog ogni tanto rimango spiazzata da come rendi bene alcune cose (e quindi dal realismo o come si dice) ogni tanto scrivi invece in modo così fantasioso che fai sognare. Non ci fai mancare nulla : )

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