A tutta B!

Il buon Gianni del blog ilperdilibri una ne fa e cento ne pensa!

Questa volta si è inventato un giochino che mi ha intrigato molto e convinto a partecipare. In realtà penso di essermi imbucata, ma ormai è fatta!

Il gioco è molto semplice. Bisogna scrivere un racconto usando la lettera B almeno 55 volte. Il numero è stato determinato da un lancio di dadi e se vi state chiedendo che razza di dadi siano quelli di Gianni, beh me lo sto chiedendo anche io.

Se qualcuno vuole cimentarsi le regole sono in questo post.

Cosa si vince? Nulla se non una pacca sulla spalla da Gianni in persona (metaforica) e il piacere di aver scritto a piene mani.

Mi sono lasciata prendere dall’entusiasmo e le B sono qualcuna in più di quelle richieste, chiedo venia per la babele.

fonte: web

La panchina

Sto bevendo una tazza di brodo bollente a brevi sorsi cauti, per non bruciarmi le labbra.

Ho qualche linea di febbre. Così dice la mia badante, una brava donna bielorussa baffuta e prosperosa, con due abbondanti tette morbide.

Mi ha accarezzato la guancia con delicatezza prima di rimboccarmi le coperte. Mi ha dato un bacio sulla fronte mormorando il consueto “buona notte mio bravo bambino” e ha chiuso la porta che, brontolando, le ho detto di non sbattere come sua abitudine.

Mi assicuro che il bicchiere d’acqua sia posato come al solito accanto all’abat-jour, perfettamente allineato con il bordo del comodino e ben lontano dai miei beneamati libri.

Faccio scivolare la mano verso il basso, le dita scorrono sotto il bordo del materasso fino a toccare il bandolo scabro della corda da bucato che ho fissato alla base del letto.

Per sicurezza aspetto che la luce in bagno si accenda. Mi metto in ascolto del familiare rimbombo del box doccia e del sibilo del boiler che si accende, camuffando i miei rumori.

Tiro la corda a me finché, insieme a batuffoli di polvere e briciole stantie di brioches, spunta da sotto il letto un pacchetto voluminoso sigillato con nastro biadesivo.

Lo afferro con mani bramose e strappo a brandelli la carta bruna che lo avvolge.

Getto sul letto tutto il suo contenuto: un paio di braghe di velluto blu lise, una camicia di flanella beige, un pesante maglione di lana boucleè e un berretto da marinaio.

Mi vesto abbottonando tutto alla bell’è meglio. Infilo i calzini e un alluce spunta dal buco sulla punta. Maledico la mia dabbenaggine ma non posso cercarne un altro paio. Il rumore insospettirebbe la mia badante.

Allaccio le stringhe dei miei robusti scarponcini, apro piano la porta e mi appoggio al battente scrutando il corridoio buio.

L’acqua scorre ancora mentre scendo in silenzio le scale.

Dabbasso apro la porta che affaccia sul balcone e afferro una coperta scozzese, buttata lì quasi per sbaglio.

La appoggio sul braccio e apro la porta d’ingresso.

Il battistrada degli scarponi fa scricchiolare la ghiaia bianca del vialetto.

Aggiro la siepe di bosso e mi dirigo verso le betulle, che salutano il mio arrivo con un fruscio delicato di foglie.

Butto la coperta sulla panchina già bagnata dell’umore della notte.

Accarezzo il posto vuoto alla destra del mio e, con un sospiro di tristezza, attendo.

Il campanile della chiesa batte i dodici rintocchi.

È mezzanotte.

“Buon compleanno amore mio, anche quest’anno non mi sono dimenticato della promessa”.

L’aria intorno a me profuma di buono mentre mi accarezza il viso con un bacio.

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58 thoughts on “A tutta B!

      • Sì, ieri sera l’ho letto di volata e con molto piacere. Conoscevo il “contest” e avevo anche pensato di mettermici. Ma la mia pigrizia, unita a carenza di vocabolario e inventiva, mi ha lasciato con i piedi per terra. Mi sono goduta la tua interpretazione perché l’allitterazione c’è e si sente, ma fa parte della “morbidezza” del racconto. E il racconto, appunto, c’è ed è pure dei tuoi, commovente, delicato e pure un po’ raffinato. Mi piace.

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  1. Pingback: L’esito del B+55 finalmente? | ilperdilibri

  2. L’ho letto concentrandomi tutta sulle “b” e perdendomi sicuramente qualcos’altro. Bello, è bello ma la prossima volta che vengo a rileggerlo (perchè lo farò stanne certa) metterò tra parentesi il gioco che l’ha originato e mi dis-trarrò dalle “b”. Promesso,

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