Being Spank

Che fatica …..

Svegliarsi con gli occhi da rana e la voce di Spank. L’umore no, quello è il solito del mattino, feroce e rabbioso come un crotalo in astinenza da morsi.

Soppeso i pro e contro di alzarmi subito. Dieci minuti per truccarmi e dare una patina di normalità alla mia faccia da zombie oppure chiudere gli occhi e ignorare il mattino. Inutile dire cosa scelgo.

È un giorno da porta girevole, ruoto su me stessa senza trovare un’uscita e intanto penso a tutte le decisioni che ho preso; mi sforzo di individuare qual è stato il momento esatto, il bivio che non dovevo imboccare, quel forse chissà che mi avrebbe cambiato la vita. Serve a nulla, se non a dare un gran mal di testa e farmi abbassare la pressione, che già di suo guarda negli occhi le formiche.

Dovrei accontentarmi di ciò che ho, ma è una pulsione distruttiva che non riesco a contrastare e poi come si fa….. il verbo accontentarsi non ha un bel suono e ha il sapore del pane stantio che raschia in gola.

Il solito mug di caffè tra le dita, sbocconcello distratta i biscotti mentre scrivo, ho inaugurato un quaderno nuovo e voglio fissare un’idea balzana che mi ha fatto compagnia stanotte.

È bello violare con l’inchiostro il candore della pagina e prendere possesso di un territorio che esiste solo nella mia testa. 

Uff, questo magone proprio non se ne vuole andare e preme dietro le tempie con forza. Ora Spank si farebbe un pianto a gran voce per poi tornare subito a ridere. Ma io non sono lui, ne ho solo la voce arrochita del mattino e il tempo non mi dà il tempo di vivere, solo la necessità di rincorrere i minuti che non mi appartengono.

Guido in silenzio, stranamente piano e senza musica che guasti il nulla che ho dentro. Appoggio la testa all’indietro, ancora un attimo per me ad occhi chiusi, un sospiro per prendere coraggio e subito bussano al vetro, che fa, non va a lavorare, bella la vita di chi è sempre in vacanza.

Il crotalo dentro di me alza la testa e srotola le spire. Spank invece fa una risata, alza le spalle e sorride come se davvero mi piacesse vivere così, arrivo, due minuti e si apre.

La gentilezza mi ucciderà.

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120 thoughts on “Being Spank

  1. Pure io quando il nulla si ingrossa e preme da dentro, guido senza musica – comanda lui insomma. La gentilezza a volte è rivolgere verso di sé l’arma con cui potresti aggredire gli altri…
    Ma tu vìola pagine e pagine, e cerca di stare bene – almeno un po’ 😉

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    • Un cane goffo, tenerone e sempre pronto ad aiutare gli altri, innamorato di una gattina vezzosa e con un gatto tigrato da strada come amico/nemico…..mah, forse in qualcosa mi assomiglia, la goffaggine soprattutto! Io vorrei essere cattiva, dentro lo sono anche tanto, ma è un crotalo molto beneducato e si vergogna ad uscire :))

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  2. Buongiorno meletta cara La Morgana metereologica ha fatto fiasco :brilla il sole il cielo è azzurro (poesia canzone luogo comune) e chi sono io per negare un sorriso?
    Sherabuongiornosorridigiocoforza😊😊😊

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  3. Ci penso spesso anche io, specie ultimamente, dove sarei ora “se solo avessi…”…ma riconosco che è un pensiero davvero masochista e inutile.
    La vita è ora e basta, inutile quanto gravoso pensare a come sarebbe stato se uno avesse imboccato altre strade invece di quella che si sta percorrendo, per scelta o per ineluttabilità degli eventi.

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