Variazioni di settembre

some-daysOggi l’estate mi ha salutato con una serie di temporali, tuoni che cannoneggiavano giù dalle colline accompagnati, come dive sulla passerella, da flash di lampi seducenti.

Questa sera ho Bach che accompagna i miei pensieri ondivaghi, sospinti in lente ondulazioni da un vento fresco di settembre.

Non posso fare a meno di chiudere gli occhi quando ascolto Bach, così come Glenn Gould non può fare a meno di sillabarne ogni nota mentre lo interpreta. É come se volessi farmi penetrare dalla musica e solo ad occhi chiusi riuscissi a far arrampicare la melodia nel nucleo più profondo, che si contorce come un serpente ammaliato dal suono.

La musica di Bach per me è come il mare e mi lascio travolgere dai suoi flutti, dal crescendo delle note che sembrano non volersi mai arrestare e dall’improvvisa calma dei suoi minuetti, che mi lasciano protesa su un promontorio, in attesa che un nuovo spruzzo di note salmastre mi accarezzi.

Penso a quanto può essere bello il mare in un giorno di pioggia settembrina, quando l’umanità chiassosa viene tenuta lontano da raffiche di acqua e grigiore e, finalmente, può tornare ad avere la dignità solitaria del primo giorno della creazione.

Le sue ampie onde gonfie di schiuma non parlano più della piccolezza precaria degli uomini ma solo dell’anima e dei suoi sogni.

Mentre ascolto le variazioni, che giocano a nascondere la melodia dietro infiniti arabeschi, penso a quanto Bach sia adatto a celebrare una vita quanto una morte. Lo scopo della morte è dare forma compiuta allo scorrere della vita e, a ben vedere, a settembre si celebra la morte dell’estate, che proprio nel dire addio ritrova la sua nobiltà, liberandosi di quell’aria sudata e appiccicosa che non riuscivo più a tollerare, e porta con sè la nostalgia della distanza, l’orizzonte del tramonto che si chiude su altri orizzonti.

Non dovrebbe essere complicato vivere l’ovvietà di un giorno qualunque, non dovrebbe essere difficile avere un amico cui confidare un segreto che grava il cuore, non dovrebbe essere facile sprecare il proprio tempo nel rincorrere una vita che non è mai esattamente quella desiderata.

Tutto dovrebbe essere semplice come la melodia di un’overture di Bach, il mare pulito di un giorno grigio, una pioggia torrenziale che lascia la platea e gli applausi alla luna piena di una notte fresca di settembre.

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71 thoughts on “Variazioni di settembre

  1. In ogni passaggio di questo pezzo io ho rielaborato la presenza di un personaggio principale: l’armonia. L’armonia delle stagioni, della tumultuosa natura in equilibrio con se stessa, del mare, della musica, della pioggia, della luna che la sostituisce a fine giornata. L’armonia che tutti dentro di noi vorremmo coltivare, ma che non è per niente facile raggiungere.

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  2. Un fondo di malinconia che pervade e accompagna il senso di armonia musicale e la ricerca di una stabilità esistenziale. Un bel mosaico di sensazioni nella sinergia di un paesaggio esteriore e interiore molto coinvolgente.
    Buona domenica carissima Mela ❤️😘
    Primula

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  3. Dici bene tutto dovrebbe essere più semplice ….appunto dovrebbe 😉 e devo ammettere che però questa malinconia autunnale un po’ mi piace, è bello che le cose hanno un ciclo. Io l’estate (sarà che è stata molto pesante) non la sopportavo più e il desiderio di vedere un po’ meno luce e stare a casa protetto dai clacson e dalla frenesia mi piace… certo poi arriverà l’inverno, e pian piano altre stagioni e si ricomincia! E a quel punto dovrai suggerirmi qualche chicca musicale che tiri fuori un orso dal suo letargo invernale ❤ smuak mela

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    • Il condizionale è una condizione indispensabile per descrivere la maggior parte degli accadimenti della vita, purtroppo… L’autunno non è la mia stagione, sono un animale da pieno inverno, perciò tenterò di sopravvivere ignorandolo in attesa del freddo e delle lunghe notti di buio che piacciono a me.
      Certo che ti tirerò fuori dal letargo, mio orso tenero e buono, dovessi suonare anche il clacson! Smuack Rò, a domani da te ❤

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  4. Mi piace la tua poesia di oggi. Il senso dell’autunno, vissuto sul mare. Il richiamo dell’atavico e della liberazione che percepisco, come le gocce d’acqua, di più, le onde dalle quali vorresti essere lambita, carezzata, riconosciuta, pulita. C’è, anche, il desiderio di fare ordine e ricominciare, col piede giusto. Concordo con chi fa coincidere con la fine dell’estate il senso di un nuovo inizio. E mi piace il richiamo dell’equilibrio (perfetto, matematico, elaborato e soprannaturale) ispirato dalle Variazioni. C’è il fluire e il mutare del tempo, del passo, della regola, naturale. E richiudersi su se stesso del ciclo, il ricominciare da capo, dal punto di partenza. “Tempo sferico”… :-). Le tue parole sono musica. Stillano la vibrazione precisa del martelletto sulla corda. Evocano suoni limpidi e lunari, ma anche più caldi, legnosi (pizzicori di clavicembalo). E il respiro, quello più profondo, su un piano più basso, viscerale. Come quello del mare.
    E’ sempre un piacere leggerti, e ascoltarti.

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    • È un periodo dolente questo per me, una fase in cui sto cercando un nuovo equilibrio, non potendomi permettere un nuovo inizio.
      Sento la necessità di una musica che mi sono negata per molto tempo, preferendo stordire i miei sensi con il rock. Una musica che, come hai perfettamente descritto, sia un canone di movimento, una variazione equilibrata in una vita, la mia, senza più equilibrio. Poi c’è il mare, che rimane come musica primordiale nel mio inconscio, un richiamo all’eco dell’utero, una conchiglia che vorrei mi accogliesse, arrotolata al suo interno. Karen Blixen diceva che nella vita abbiamo bisogno solo di acqua salata: lacrime, sudore e mare.
      Parli di un tempo sferico, un tornare al punto di partenza, sempre noi stessi ma diversi, ogni istante noi moriamo e nasciamo, ogni secondo che ci separa dal nostro punto di arrivo è cambiamento e divenire.
      Grazie per essere in prima fila ad ascoltare la mia “musica”, a volte può suonare stonata ma cerco sempre di accordare il mio strumento al ritmo del mio cuore. Un abbraccio di buona domenica Paolo ❤

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  5. tutto dovrebbe essere facile… lo potrebbe essere, basterebbe togliere quel moscerino nella testa e quella scheggia dal cuore, chiudere tutto sotto metri di corazza rigida… e guardare oltre, senza stare a perdere tempo con ciò che sta di lato, come i paraocchi dei cavalli…
    Sì, dovrebbe essere facile e potrebbe esserlo… ma per farlo dovresti evitare di guardare con dolcezza, speranza ( spesso disattesa) al mondo intorno…
    Dovrebbe ma ci sarebbe da perdere un sacco di bellezza… e allora? coccoliamoci come possiamo, a sospiri e colpi di zucchero, di burro e farina, impastiamo fino a farci male alle mani… e poi godiamoci quei dieci minuti di dolcezza… e piano piano… tutto sarà più semplice, non facile ma semplice… come sono le piccole e splendide cose del vivere… non facile ma semplice
    un beso mi amor ❤ ❤

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  6. molto belle le tue riflessioni su Bach, è vero celebra la vita come la morte, intesa come finale di vita. la bellezza delle variazione sta in quel traghettarti di continuo da uno stato d’animo all’altro, c’è malinconia in certi passaggi ma brio in altri, qualcosa si chiude, altro si apre.
    buon autunno, Mela
    ml

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  7. Sullo scritto e sul tuo modo di raccontare ho esaurito qualsiasi frase. Ed ogni complimento non renderebbe giustizia.
    C’è una voglia di stasi qui, forse è ciò che cerchi più di ogni altra cosa. Più diqualsiasi nuovo inizio

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  8. La malinconia di fine estate non è legata all’estate.
    E’ un sentimento che ci lega ai ricordi di una stagione spensierata, ad una vacanza finita, all’inizio di una nuova stagione di lavoro o di studi.
    La fine dell’estate in realtà è un sollievo: lasciamo il caldo afoso ed appiccicoso e rientriamo nella vita ordinaria che, in effetti, è la nostra vera vita.
    La malinconia di fine estate è solo malinconia del tempo che passa.

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  9. Il mare quando non c’è nessuno a guardarlo (tranne me e pochi eletti, di solito non – umani) mi emoziona tantissimo. Quando è invaso da turisti e persone, in generale mi urta il sistema nervoso, mi sembra quasi che venga deturpato. Comunque tu sei sempre magnifica 🙂 E proprio ieri parlavo con una cara amica di quanto le giornate siano pesanti e difficili, anche se non dovrebbero affatto esserlo, eppure…

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  10. ecco si… tutto dovrebbe scorrere facilmente e liberamente… ma senza mai piu newssuno ostacolo, sai davveor che noia. tutto ci sarebbe scontato e non sapremmo piu apprezzarlo!
    pero che bello leggerti! lo sai, no!
    e bello chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dall musica, il vento e le onde!
    e mo mi hai fatto pure romanticare,..
    sbaciuzz tesorella!

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  11. Che meraviglia di sensazioni ci regali. Un misto di sensazioni che invadono tutti i nostri sensi, ho sentito le note di Bach, visto i colori dell’autunno, avvertito quella malinconia dolce che spesso connota le tue parole. Poesia le tue parole e i tuoi pensieri! un bacio Mela cara

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      • ahahah il rimedio della tua nonna mi sembra ottimo, anche qualche coccola e parola dolce. I passaggi di stagione per me sono sempre delicati, proprio come dici tu di ondeggiamenti con rischio di caduta 😉 Un abbraccio forte

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