Meriggiare

Pesci e punti interrogativi

Cammino su sassi levigati mentre le foglie che scrocchiano fanno un bel rumore e c’è un buon odore di fresco e terra smossa che si spande attorno a me. Leggo frasi cui non saprei replicare, tanto mi sembra di essere lontana dalla realtà, e ascolto musica di suoni onomatopeici, lingue che non conosco e perciò mi godo come musica vera.

Disegno male, lasciando scorrere la penna dove vuole, con goffa inesperienza anche se la parola giusta è inettitudine.

Ho raccolto un ciclamino selvatico tra i cipressi. Era bello, fiero e solo, così lontano dalle altre famigliole che punteggiavano il sottobosco. L’ho preso con me e lo conserverò nascosto tra queste righe.

Scrivo, anzi no, ammucchio parole senza costrutto spostandole qua e là, come ragnatele che hanno più costanza nell’essere tessute di quanto ne abbia io nel toglierle dalle pareti.

Fa caldo oggi, un pomeriggio assolato e silenzioso in cui l’umanità sembra essere sparita e passeggio come fossi padrona di tutto lo spazio che mi circonda anche se, a ben guardare, nè il tempo nè lo spazio mi appartengono e del mondo non conoscerò mai il noumeno.

Filo spinato ammorbidito da rampicanti, spine di rovo indorate da una spessa coperta di licheni, ciottoli bianchi da raccogliere e vento, che non cessa di presentare il conto spettinando gli alberi, tutto questo mi circonda senza invadenza, mi accompagna nel pensare e una lucertola, in vena di fare amicizia, spunta timorosa da una staccionata di legno friabile.

Una manciata di uccelli scagliata in aria dalla mano di un gigante invisibile esplode in mille strida e si allarga in rivoli che punteggiano il cielo, colando giù fino all’orizzonte. Stanno provando il percorso, stanno cercando la strada migliore o forse raccolgono solo il coraggio per andarsene via.

Mi immergo alla ricerca di punti interrogativi, non sono capace di pescare quelli esclamativi nè gli asterischi e il punto e virgola ormai è più raro e prezioso di un unicorno. Le domande sono ami subdoli che agganciano pesci indifesi e sprovveduti, desiderosi di vedere cosa si nasconde lassù in alto, oltre tutto quel blu che li circonda.

Sto incrociando il cammino di molte farfalle in questi giorni, ne osservo il volo da lontano con cautela e mi chiedo se è ancora lui a venire a trovarmi sentendo la mia inquietudine, come un gatto che si accoccola vicino a chi sta male e dorme con un occhio semiaperto, la coda che danza e un gorgoglio di fusa a cullare il sonno del malato.

Osservo castelli di sabbia costruiti con maestria sgretolarsi e cadere sotto la carezza ritmica delle onde, sulla riva restano solo ossa di legno sbiancato dal sale e il tramonto rinnova il mistero del giorno, lasciando in bocca una sensazione di freschezza amara e fragile, luminosa come le prime stelle che si accendono.

L’uliveto mi abbraccia con la penombra di rami contorti e foglie argentee. Il legno scaldato dal sole emana un odore pungente di resina oleosa e il profumo del timo, che ravviva il secco dei muretti, fa venire voglia di bere l’aria a larghe sorsate, per ubriacare meglio i sensi già troppo acuiti dal silenzio.

Le formiche si incolonnano lungo la corteccia tornando a casa, i rami suonano impetuosi con voce di violino, le olive tremano e sognano di cambiare colore.

Ascoltando questa canzone che dedico alla mia cara Penny Lane vagabonda e questa che invece è per me.

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75 thoughts on “Meriggiare

  1. Mi hai fatto ricordare mia nonna quando diceva che se la farfalla notturna entra in casa è perché incarna un caro che non c’è più e ci è venuto a trovare – e io ci credevo. Ma a parte certe mie associazioni, la tua narrazione è tutta giorno, luce del sole e respiro profondo. Scalda.

    (“Le domande sono ami subdoli”, sì).

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    • Identifico la farfalla con mio padre. Ogni tanto nei miei post ne parlo. Ero in un momento estremamente fragile e gli ho chiesto un segno. È arrivata una farfalla, mi si è posata addosso e ha giocato con me per un tempo molto lungo, apparendo e sparendo. Da allora quando sono in difficoltà prima o poi so che arriverà. Grazie, oggi è stata una giornata di sole e riflessioni. Sono contenta che si senta il respiro.
      (Oh, sì)

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  2. Si respira una sensazione particolare, non sondarle un nome preciso… Come quando sei sott’acqua e il resto del mondo pare più lento e dai toni pacati… ( lo so perché lo faccio nella vasca ovviamente) 😘😉

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  3. Quando vedo pezzi scritti a mano mi vergogno sempre un po’ perché ho abbandonato da tempo i miei quadernini con le scritte deliranti mettendo tutto direttamente al pc. E a differenza dei quaderni che ancora conservo i pezzi scritti al pc probabilmente spariranno e poi vuoi mettere rileggersi su carta anziché da un “freddo” pc. Mi hai fatto venire voglia di riprendere in mano la penna e di trascrivere solo successivamente : ) Comunque le passeggiate solitarie fanno sempre venir fuori dei bei pezzi!

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  4. La ,malinconia si accompagna sempre a questa (vitalissima, poi) capacità di ascoltare e osservare profondamente, immergerti nei profumi e nelle sensazioni, bevila quell’aria, respirala, appropriati del tuo spazio e del tuo tempo, sai ascoltarti e ascoltare, forse davvero meno gentilezza a volte potrebbe farti bene, specialmente con chi non la merita. Ma forse no, i punti interrogativi sono più coraggiosi di quelli esclamativi, credo che anche tu stia cercando la strada migliore o il coraggio di volare, che penso sia lì che ti aspetta, è già lì, forse è questo che sono venute a dirti le farfalle, che si può cambiare e non solo colore, che non c’è bozzolo o gabbia abbastanza forte da fermarti.
    Un abbraccio

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  5. Ci sei tu, in questo post.
    Cioè io non so chi sei, ma sento che questo post c’è tutta la sensibilità, la malinconia, l’amore per le parole di cui sei intrisa.
    Non so spiegarlo diversamemente. 🙂
    (E poi è curioso che, sia il mio che il tuo ultimo post, parlino del mare. Ma con te ormai non mi sorprende nulla… <3)

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  6. Pingback: Meriggiare — La Mela sBacata – Disegno | Ali di Velluto

  7. Pingback: Meriggiare — La Mela sBacata – Disegno | Ali di Velluto

  8. Non c’è niente da fare Mela …. come trovi tu le parole non le trova nessuno. E se penso di non stupirmi più … esce un tuo nuovo post e mi ri-stupisco. Avendo letto il libro “Diario di un sociopatico” in cui invece ci hai fatto assaggiare un’altra mela, bisogna dire: cazzo hai un grande talento. E sai che non lo dico a tutti eh 😉 ❤

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    • Non dirlo troppo se no poi mi abituo. Poi se mi citi il Diario allora mi gonfio come un tacchino! Sei un tesoro, sono così felice di averti incontrato, le tue parole mi trasmettono sempre molta bellezza e voglia di andare, nonostante e comunque. Meriti tanto amore nella tua vita, tantissimo 😘 ❤❤

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