Soliloquio

Le bistrò – Edward Hopper

Ho tanto bisogno di parlare con te, di raccontare la mia verità banale, senza vergognarmi di ciò che mi tiene ancorata a un susseguirsi di istanti delusi che ho l’obbligo di chiamare vita. Vorrei avere il coraggio di narrare cosa davvero provo nelle serate vuote, nei minuti eterni di un tempo smagliato che ricucio con fili di nulla, nell’attesa del sonno.

Invece sono qui a stringerti le mani, vestita con il mio abito migliore, di panno intessuto di silenzio e buone maniere, e fingo di sorridere di ciò che mi dici, ben sapendo che ciò che tu di me vuoi non è quello che potrei offrirti, che non vuoi scalfire la superficie smaltata che offro al tuo volto, uno specchio devoto che riflette la tua immagine, una voce che sa solo ripetere l’eco delle tue parole.

Appoggio la fronte alla tua per trasmettere con il calore della pelle ciò che provo, senza ricorrere a parole che non vuoi ascoltare né tantomeno comprendere. Hai il volto disteso e liscio dell’indifferenza, le braccia conserte in una stretta egoista e sai comunicare soltanto un freddo silenzio che mi paralizza.

Ho la testa che gira per il troppo capire e mi ubriaco di questo vino dolceamaro che allappa la bocca come una nespola acerba, mentre il vento gelido piega le cime delle betulle e straccia le nuvole, che sbattono qua e là nel blu come le vele di una barchetta.

Stamattina sulla riva del mare ho raccolto conchiglie lucide di sale e vuote come la mia esistenza. Ho visto una cima di corda galleggiare libera sul pelo dell’acqua, ma la sua estremità era conficcata in profondità dentro il fondale.
Mi sono chiesta cosa sarebbe successo se avessi tirato con forza quella corda, se avessi fatto saltare il tappo che tiene fermo il mondo.

Magari avrei visto l’acqua scorrere via, gorgogliando lungo il tubo di scarico di un immenso lavandino. Avrei scoperto cosa si nasconde sul fondo del mare, forse un’oncia di sentimento puro tra quintali di spazzatura, forse l’unica ostrica contenente la verità in mezzo a un oceano di bugie.
Invece ho avuto paura del mio destino, paura di essere risucchiata dal vortice, di cadere nel vuoto non trovando che il nulla ad venirmi incontro.

Così ho preferito arrendermi e restare immobile, seduta su una sedia di legno duro, a rabbrividire nel vento gelato che mi soffia alle spalle, mentre cerco nel tuo sguardo e nelle tue mani il calore che non mi saprai mai donare.

Annunci

67 thoughts on “Soliloquio

    • Io invece oscillo tra andare e restare. L’autunno non è la mia stagione migliore, è un passaggio stretto e obbligato. Vorrei un altrove qualunque ma quando mi avvicino troppo non è più tale. Un abbraccio fortissimo a te et un sourir, bisous chèrie 😘

      Liked by 2 people

      • Sì, credo proprio sia l’atmosfera autunnale, esiste un autunno anche della mente. Una stagione che anch’io non amo. Ma i sorrisi escono spontanei come in questo momento.
        Grazie. Bisous. 😘

        Liked by 1 persona

  1. Parole che mi hanno fatto male, perché hanno toccato punti di me ancora troppo scoperti.
    Parole che mi hanno fatto bene perché sono state balsamo e unguento per altre parti di me che forse stanno guarendo.
    La tua “prosa poetica” (si può dire?!) mi incanta e affascina ogni volta, mi prende per mano e mi conduce alla ricerca di lati di me che difficilmente si mostrano (o che io volutamente celo).
    Insomma, brava!
    Buon fine settimana 😘😘

    Mi piace

  2. Basterebbe poco, anche un amo da nulla e ti ci attaccheresti per portare finalmente alla luce ciò che vuoi/nonvuoi che si veda per quello che è… Solo che la mano dell’altro non lo lancia, quell’amo, e tutto resta com’è, mani che si sfiorano ma non si toccano…
    Un abbraccio

    Mi piace

  3. Non si ha mai totalmente il coraggio di togliere quel tappo…bisogna saper poi nuotare dentro il vortice che inevitabilmente ci risucchierebbe…a volte si può provare, e chissà se dall’altraparte ci sia un mondo migliore, quello che nella vita si ha paura di scoprire. Perchè bisogna inevitabilmente cambiare un po di noi.
    Sempre quadri nella mia mente mentre ti leggo. Grazie.

    Mi piace

  4. Che vortice di sensazioni e di pensieri. Anche nelle tue dichiarazioni più forti e malinconiche, esce la delicatezza del tuo animo e del tuo sentire. Le tue parole riescono a incantarmi, sempre! buon inizio di settimana tesoro 🙂

    Mi piace

Metti una mela nel cestino!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...