origami di tempo, caffè mattutini e persone di passaggio nel cuore

fonte: web

Rannicchiata in nowhere land, sospesa in una bolla di caffè, rimango in silenzio ad assaporare l’aria del primo mattino, le facce insonnolite, gli occhi semiaperti e uno sbadiglio malcelato che accompagna la consapevolezza del risveglio.

C’è un piccolo locale dove mi sento a mio agio. Il barista mi saluta con un sorriso e un buongiorno sommesso e non troppo gioviale, come si addice al mattino che sta stirando membra ancora raggomitolate nel ricordo del calore del letto, rispettoso dei sogni che prudono sottopelle come spine di rosa.
Mi siedo sempre al tavolino più nascosto, in un angolo che riesce ad essere allo stesso tempo buio e luminoso, lontano da luci artificiali ma vicino alla finestra che si apre sul giardino d’inverno. Amo la luce naturale, che sia il chiarore luminoso del mattino o il morbido arrivederci del tramonto, è il modo migliore per farmi stare bene. Così come adoro i giardini segreti, gli spazi chiusi che rivelano le loro bellezze solo a uno sguardo più attento e paziente, gli androni bui dalle volte affrescate, le verande nascoste, le alte siepi che celano misteri e, forse, meraviglie di spazi infiniti da immaginare.

Non devo fare richieste, il mio barista sa cosa mi piace e posa accanto a me la tazza fumante, perché se il cappuccino non è molto caldo per me non è buono, lo zucchero di canna, un piccolo bicchiere di acqua e la brioche che preferisco, semplice e con un buon sapore di pane dolce.

Ogni volta attendo di conoscere l’oracolo della schiuma, se sarà una piuma a rendere leggero il giorno, un cuore per le giornate appassionate o una semplice spirale, per quelle da inventare un passo alla volta, istante dopo istante. Resto a osservarla per un attimo, poi verso lo zucchero che rimane sospeso prima di inabissarsi lentamente, quasi trattenesse il respiro come una donna dopo un bacio inatteso.

Il cucchiaino tintinna sommesso mentre mescolo pensieri, caffè e latte finché il colore è quello giusto, una perfetta miscela di bianco e nero, perché non è la purezza che rende qualcosa o qualcuno migliori, ma è la contaminazione a far divenire più interessante il nostro vivere.

Sorseggio piano, assorbo nei polpastrelli il calore della porcellana e ascolto una radio che trasmette soft jazz, nessun telegiornale o giornalista invadente a gridare fandonie più o meno ben costruite, solo le note sincopate che accolgono chi, come me, non ha fretta di buttarsi nella mischia e vuole restare sospeso ancora un poco in una bolla di caffè.

Poso la tazza, l’orologio mi concede ancora un brandello di tempo, solo un pezzetto che piego e ripiego come un origami, per dargli la profondità che mi serve e nascondermi tra le sue linee spezzate. Quanto durano i minuti perché una pentola di acqua bolla, quando la fame si fa sentire? Sembrano ore interminabili eppure sono gli stessi che servono per bere a malapena un caffè con una persona che non vorremmo lasciar andare via, quando sono così dispettosi da prendere la ricorsa e passare in un batter di ciglia a velocità WARP.

Un amico mi ha detto che ho saputo scavare nel vuoto che si porta in giro. Forse non ho scavato solo nel suo ma anche nel mio, un malessere che mi fa dire non sto male ma neppure troppo bene e mi arrovello nel cercare qualcosa che possa riempirlo. Di certo molte persone stanno transitando su quel vuoto, alcune attraversano spavalde senza fermarsi che pochi attimi, altre stanno costruendo fondamenta più solide, a qualcuno devo rinunciare con un sospiro di sincero rimpianto o di sollevata delusione. Questa rete di legami sottili crea suture invisibili che rammendano buchi e rattoppano spifferi.

scarabocchi di chissà cosa e perché mai

Ma perché e di cosa continuo ad avere tanta paura? A questo sto pensando mentre rispondo distratta a chi mi saluta, spersa nella mia bolla e assorta nello scarabocchiare parole e disegni, quasi cercassi tra lettere e linee la mappa del malandrino e la chiave che apre la porta del grande Boh?

Tutto sembra congelarsi ancora per un istante, un fermo immagine color caffè della punta del cucchiaino a raccogliere la schiuma rimasta sul fondo, le ultime briciole incollate al lato della bocca, la punta della biro che riga il foglio, poi la bolla scoppia con un pluf delicato e il mattino riprende fiato e torna a scorrere.

Annunci

79 thoughts on “origami di tempo, caffè mattutini e persone di passaggio nel cuore

  1. Per leggere nei piccoli gesti del quotidiano che molti compiono in automatismi sequenziali, servono occhi che vanno oltre e una penna che conferisce loro una vita. Qui c’è tutto questo.
    Buona giornata Mela e tanto “stare bene” 😘
    Primula

    Mi piace

  2. Adoro le tue immagini: origami e bolle…
    Mi piace la tua profondità dei pensieri e quando parli di te stessa esclusivamente per sensazioni per farci condividere non i fatti ma semplicemente gli stati d’animo.
    Questo blog è un bellissimo diario dalla copertina di pelle rossa, rilegata a mano e dalle bordature porpora e oro, dalla pregiata manifattura e dal profumo dolce e delicato di Mela.
    Ciao.

    Mi piace

  3. “… è la contaminazione a far divenire più interessante il nostro vivere…” questa sarà scritta sul muro in cucina… sappilo! ( posso?)…
    restare in questa bolla è dolce e piacevole… e ti dirò… sentita in questo modo, rende dolce anche il suo scoppiare in tanti spruzzi, lasciando spazio allo scorrere e alla ripartenza…
    Buona giornata mi amor, che questa luna prenda la forma piena e ricominci un altro cammino, perché concordo con te… i cambi di luna rendono tutti un po’ pazzi! 😉
    ❤ ❤

    Mi piace

  4. Le metafore sul tempo che usi sono da grande penna e grande cuore. Quel “boh” penso sia disegnato su quel foglio, le ragioni del non sto male ma neanhe troppo bene sono riconducibili a quella cicatrice sicuramente aperta e richiusa troppe volte.
    Richiuderla ancora forse fa male, ma arriverà un’ultima volta.

    Mi piace

  5. Questo è uno di quei “racconti” in cui mi ci ritrovo in pieno, forse per motivazioni diverse dalla tue, ma bene o male è in quella dimensione in cui ci incastriamo, in attesa di un giorno nuovo o un nuovo giorno? Come cantava Baglioni in una delle sue canzoni più riuscite, perché negli ultimi venti anni preferisco tacere 😀 Buongiorno Mela… oggi con questo tuo post sento che quel filo che ci lega è un po’ più forte 😉 😘

    Mi piace

  6. “Ma perché e di cosa continuo ad avere tanta paura? ” domanda Mela.
    “Se c’è soluzione perché ti preoccupi? Se non c’è soluzione perché ti preoccupi?” risponde Aristotele.
    “Non esistono persone senza paura, solo momenti senza paura”, aggiungo io.
    Ma a noi sorelle Pie’ di pagina, si sa, il coraggio non manca. 🙂

    Mi piace

  7. siamo fatti di buchi e rammendi, per questo siamo belli (?) come tanti arlecchini.
    “non è la purezza che rende qualcosa o qualcuno migliori, ma è la contaminazione a far divenire più interessante il nostro vivere.”, mi basterebbe questa frase per condividere emotivamente il brano, ma ogni morbida parola qui ha una patina che mi piace.
    ml
    (ho sempre sognato fare il barista)

    Liked by 1 persona

  8. “Un amico mi ha detto che ho saputo scavare nel vuoto che si porta in giro. Forse non ho scavato solo nel suo ma anche nel mio, un malessere che mi fa dire non sto male ma neppure troppo bene e mi arrovello nel cercare qualcosa che possa riempirlo. Di certo molte persone stanno transitando su quel vuoto, alcune attraversano spavalde senza fermarsi che pochi attimi, altre stanno costruendo fondamenta più solide, a qualcuno devo rinunciare con un sospiro di sincero rimpianto o di sollevata delusione. Questa rete di legami sottili crea suture invisibili che rammendano buchi e rattoppano spifferi.”
    E qui sono morta in un crogiolo di sensazioni e lacrime…
    Te e la Tati dovete smetterla di scavare nel vuoto che mi porto in giro! ❤ e poi Ben ❤ ❤ ❤

    Mi piace

  9. “..verso lo zucchero che rimane sospeso prima di inabissarsi lentamente, quasi trattenesse il respiro come una donna dopo un bacio inatteso….l’orologio mi concede ancora un brandello di tempo, solo un pezzetto che piego e ripiego come un origami…” ecco con i tuoi quadri di parole io creo quadri nella mia mente (e chissà che un domani non li dipnga davvero) e vorrei guardare in quegli androni, in quelle siepi,. nei giardini d’inverno…dove tutti noi vorremmo avere la nostra isola ma dove fose ci piace che qualcuno le attraversi, per un attimo, per tutta la vita…perchè l’anima è un continuo movimento. E’ per questo che ci piace stare nella bolla, ma poi ci piace anche uscirne e infilarci nel nuovo mattino.
    Bellissima.

    Mi piace

  10. Ah un po’ ti invidio. Di quella invidia sana che tutti hanno dimenticato. L’invidia è come il colesterolo: c’è quello buono e c’è quello cattivo. Invidia perché io sono uno di quelli che la colazione del mattino la consuma per il 90% delle volte di corsa, in piedi, nello spazio del piccolo “boh” che precede quello del Grande “Boh”: prima di uscire di casa per andare al lavoro. Spesso esco con un biscotto in bocca; se avessi un cane, i miei vicini non riuscirebbero a distinguere il cane con l’osso dall’uomo con il biscotto. Non avrò mai un cane per vari motivi, non che non li ami, sono splendidi compagni, dei figli…Ma il rischio che un mattino esca con in bocca il biscotto per il cane, mi atterrisce. E mi potrebbe capitare, fidati.
    Ho invidia perche quelle volte che riesco a fare colazione a casa (e mai al bar) come fai tu, fa iniziare il giorno con un “Buongiorno!”, anche se non me lo dice nessuno. Inizia con il ritmo giusto, il ritmo che ognuno si porta dentro e che spesso litiga con quello del Tempo-che-va.
    Lunga vita, prosperità e tante colazioni con il cappuccino come vuoi tu. F*ck The Boh!

    Mi piace

    • Non è così tutti i giorni, ovviamente. È una coccola che mi concedo di tanto in tanto, altrimenti se diventa abitudine non c’è più gusto, non credi? Forse semplicemente ho troppo tempo libero da passare in solitudine e lo riempio come posso. Grazie degli auguri 😊

      Mi piace

  11. beh tesora… che dire? non so commentare… tu riesci a mettere a nudo cosi tutte le sensazioni e gli ingarbugliamenti che hai dentro… ma in modo intimo, delicato, sensuale…
    sei bravissima… e piano piano la ferita si rimarginerà—- un abbracciotto!

    Mi piace

  12. Molto delicato e intimo, come sempre questo tuo brano. Mi piace come sai dare significato e forza a ogni immagine, anche quelle tratte dal più quotidiano dei gesti, come quello versare lo zucchero nel primo caffè e girare il cucchiaino. E’ il tuo essere attenta alle cose semplici e alle loro potenti simboliche suggestioni. Una sensibilità e un’arte, le tue, che li sanno trasformare in quadri e racconti.

    Mi piace

Metti una mela nel cestino!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...