Accanto al fuoco – ix

Ho la bocca riarsa e piena di polvere, gocce di sudore gelato mi annebbiano gli occhi e il rumore bianco della comunicazione telepatica degli oscuri mi perfora il cervello.
Sono forti, crudeli e astuti come mai prima. Sembrano aver studiato a fondo il nostro modo di combattere, perché reagiscono agli affondi schivandoli con facilità inquietante.
Bhumi tenta di muovere la terra sotto i loro piedi ma il vicolo è troppo stretto, un terremoto farebbe crollare le case su di noi, perciò si limita a scoperchiare un tetto usando le tegole come bolidi. Uno dei mostri a destra finisce sepolto sotto una montagna di argilla, le gambe hanno un ultimo spasmo scomposto, poi si fermano.
Sono troppo debole per usare il fuoco, dalle mie dita escono solo piccole sfere di fiamme, appena sufficienti a tenerli lontani ancora per poco. Sono riuscito a ferirne uno seriamente con un coltello lanciato in piena gola. Lo vedo barcollare e separarsi dagli altri mentre Lynx si getta su di lui, atterrandolo.
Vedo la zampata possente, gli artigli affilati che luccicano strappando brandelli, il rumore delle mascelle che macinano carne, ma devo occuparmi degli altri che avanzano.
Sento Bhumi staccarsi dalla mia schiena, la vedo correre verso il più vicino del terzetto di sinistra, con il suo Naginata impugnato tra le mani come un giavellotto. Lo pianta dritto nel petto del mostro e, facendo perno sull’asta, volteggia oltre la sua testa, leggera come una danzatrice di tauromachia. L’Oscuro si accartoccia su se stesso, il bastone ormai inservibile incastrato tra le costole. Lei sguaina i Kama e fa roteare veloci le lame a falce, per tenere lontane le due ombre che le girano attorno come corvi su carne fresca. Urla di dolore, forse è ferita ma non posso correre in suo aiuto, mi sono distratto, ho permesso che uno di loro si avvicinasse troppo e ora ho le sue unghie piantate nel petto, sento un coltello gelato di energia che mi risucchia la vita dal cuore.
È mio il sangue che scorre copioso. Il tempo si ferma, odo solo il tunf ritmico e sommesso delle gocce che inzuppano l’erba rada tra i ciottoli del vicolo. Mi vedo come fossi al di fuori del mio corpo. Un fermo immagine in bianco e nero, un’ombra scura che sugge la mia vita impotente. Sperimento la nausea e l’indifferenza, una voce melliflua si fa largo nella mia mente, mi sussurra di abbandonarmi all’oblio. Ho freddo, un gran gelo mi fa tremare violentemente, ho voglia di lasciarmi andare, di chiudere gli occhi e riposare. È finita.
Un lampo bianco si avventa sulla mano che mi paralizza. Lynx serra le fauci con quanta forza ha in corpo prima di venire scagliata con ferocia verso il muro. Il lamento straziante che emette mi risveglia dal torpore ipnotico in cui stavo affogando. Ho il corpo rigido e insensibile come la pietra, con uno sforzo disumano sollevo il braccio e conficco il coltello alla cieca, trovando una carne molle che non offre resistenza. Giro il coltello a fondo, quasi volessi scavare una tana, finché qualcosa di viscido cola sulle mie mani e nell’aria si spande il lezzo immondo di intestini squarciati.
Sto ancora cercando di liberarmi del sacco putrido che si aggrappa al mio petto come una zecca, quando le tre ombre genitrici mi si parano davanti e si avventano su di me. L’urto mi getta al suolo, rotoliamo come un gruppo di cani rabbiosi. Cerco disperatamente di assicurarmi che Bhumi stia bene, scorgo una sagoma nera a terra mentre un bagliore di capelli rossi mi informa che è ancora viva e sta dando battaglia con le ultime forze, appoggiata al muro con un braccio penzolante e inservibile. Intorno alla sua mano volteggiano sassi che scaglia con forza verso qualcosa che ringhia contro di lei.
Mi trovo atterrato sulla schiena, due artigli premuti sulla gola, cerco di scalciare per far perdere l’equilibrio ma la presa è troppo salda, tento con le ultime forze di richiamare il fuoco ma è troppo tardi. Ormai sto chiudendo gli occhi per l’ultima volta sul mondo.
Improvvisamente l’aria diventa secca ed elettrica. Le orecchie ronzano, l’ozono mi riempie le narici, perdo coscienza per un lungo istante, sento gorgoglii soffocati e un odore di carne arsa. La pressione attorno alla gola si allenta, inalo aria a grandi boccate, mi scrollo di dosso il corpo inerte, rotolo su un fianco e vomito come un cane, a più riprese, lunghi fiotti di bile gialla e sangue.
Mi volto, cerco Bhumi. È accasciata al suolo, la schiena poggia su ciò che resta del muro di sassi che ha divelto per proteggersi, il viso è una maschera di cera e un corpo nero sta bruciando accanto a lei. Grido il suo nome ma dalla mia gola martoriata non esce che un suono roco.
La vedo aprire gli occhi, fare un debole gesto con la mano e iniziare a strisciare, sfinita, verso la sagoma immobile di Lynx.
Sento uno scalpiccìo di piedi che corrono, uno sparo, due, rantoli e odore di cordite nell’aria. Un paio di stivali si avvicinano al mio volto, due braccia robuste mi sollevano. Mi appoggio a quella presa salda, le mani che mi stringono il braccio hanno dita palmate, unite tra loro da piccole membrane di carne rosea. Con un sussulto alzo gli occhi. Ha la testa completamente rasata tranne una cresta di capelli azzurri che brilla nella luce bigia del giorno, due occhi blu profondo mi sorridono in un volto magro e affilato, ma ancora bello come lo ricordavo. Le branchie sotto le orecchie si aprono e chiudono pulsando all’unisono, come piccoli cuori.
Il passato torna indietro con la forza di un treno in folle corsa. Migliaia di frammenti esplodono nella mia testa, schegge di ricordi si conficcano negli occhi. La Città, la fucina di Isern, il fuoco, Sjor, la nostra amicizia, il dolore, l’umiliazione, le fiamme, le lacrime che rigano il volto di mio fratello, il corpo di mio padre che brucia.
Perdo i sensi tra le braccia di Sjor.
Non ho mai desiderato così tanto l’oblio pietoso del buio.


Trovate gli altri episodi del racconto di Pyros nella sezione Mela-Racconti.

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29 thoughts on “Accanto al fuoco – ix

  1. quando hai iniziato sapevi cosa sarebbe successo? o ti viene man mano che vai avanti???
    ciao meletta! non mi si aprva la app wp che avevo scaricato per poter seguire meglio… uffaaa… ma ti ho recuperata tuttta tuuutta!

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    • Ma Ale, cara, non preoccuparti!! Passa come e quando puoi e vuoi, ci mancherebbe!
      Il racconto a grandi linee è arrivato tutto insieme. Il finale è già nella mia testa anche se man mano la trama si approfondisce e arrivano nuovi personaggi che vogliono essere raccontati. Forse mi sono cacciata in un guaio più grosso di me. Vedrò se riesco a portarlo a buon fine. Un abbraccio grande ❤

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  2. Pingback: Accanto al fuoco – x | La Mela sBacata

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