Piove e intanto penso

…..ha quest’acqua un senso….. 

fonte: web

Ascolto il rumore che fa la pioggia. È un suono che mi piace, la miglior colonna sonora per fare l’amore avidamente, ma anche solo per lasciar andare i pensieri dove vogliono.

Un battere sordo, ritmico e ipnotico, sul colmo del tetto si fa strada in mezzo ad altri rumori, di traffico e clacson, di tubi che gorgogliano, di un cane che abbaia al ritorno del padrone, mentre la coppia del piano di sopra non fa che litigare con la puntualità quotidiana di un’abitudine consolidata.

Me ne sto stesa lì sotto con gli occhi sgranati al soffitto e ascolto il pianto di nuvole che si sciolgono tra raffiche di vento caldo, che soffia e spacca rami come fossero fili di paglia impigliati tra i capelli.

Vorrei uscire nel buio fitto per cogliere e accogliere le gocce sul viso, fare del corpo una conca, delle mani una coppa, trasformare il vuoto in liquida trasparenza, dare all’acqua una forma che possa durare un istante.

Ho perso il filo, non l’ho mai davvero tenuto saldo tra le mani, ne ho fatto una gassa d’amante intorno al polso, un nodo scorsoio attorno al collo. Ora non trovo più il bandolo, nascosto, acquattato nel centro del gomitolo e mi accontento di ammucchiare matasse ingarbugliate, di infeltrire fili colorati, di attendere l’arrivo delle forbici.

Dipanare i sogni, districare le speranze, dividere in pezzi, tagliare fotogrammi, togliere un’occhiata di troppo lì, un sorriso di meno laggiù, un paio di mani che si stringono, la pelle delle braccia che si toccano, incollare insieme i frammenti di una realtà perduta, voluta, fottuta, agognata, invidiata.

Piove e intanto penso che qui davvero non c’è alcun senso, solo il suono della pioggia che mi piove nella testa.

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69 thoughts on “Piove e intanto penso

  1. Anch’io ieri sera riflettevo sul senso della pioggia, con l’acqua che si scrosciava addosso… ma lo facevo su una scala traballante sul balcone di casa mia, dove in tuta da palestra e impermeabile cercavo di fissare una telo di plastica nera con delle puntine da disegno cercando di turare la porta finestra della mia cucina che, improvvisamente, aveva iniziato a far entrare un fiotto d’acqua, prima che mi allagasse completamente la casa. Ti posso assicurare che terminata la mia lotta con gli elementi a tarda notte, seduto sfinito sul pavimento circondato da bacinelle e stracci fradici, i miei pensieri sono stati decisamente meno poetici, ma sicuramente non meno “tossici”. 🙂
    (Ce l’ho fatta, mai mollare!)

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  2. Alla protagonista di questo tuo passo io consiglierei di uscire nel buio sotto la pioggia scrosciante non tanto per accogliere quella liquida trasparenza per colmare il vuoto (anche se è una bellissima immagine), ma soprattutto per lavare impetuosamente via quella patina di esistenza, fatta di desideri delusi, di speranze disattese, di amori incompleti che non sono stati abbastanza forti da entrare dentro la nostra vita. Nella mia piccola esperienza un po’ serve anche questo.
    Un caro saluto, Mela! 🙂

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      • L’esperienza è l’insieme dei ricordi, delle emozioni, della percezione delle dinamiche che il passato ci lascia. Quelli non vanno persi. La patina è più quel residuo superficiale fatto di sofferenza, paure e blocchi che a volte ci lasciano un po’ fermi a circolare sugli stessi pensieri.Non è grave indugiare anche a lungo in quello stato, ma approfittare della prima pioggia scrosciante per scrollarsi di dosso una parte dei nostri pesi può far sentire un po’ nudi ma liberi. E da lì si può solo ripartire.
        🙂

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  3. l’acqua è scesa, lasciando foglie morte e ammucchiate…
    la pioggia nella testa ci metterà un po’ a smettere…
    io non faccio più gomitoli… raggruppo fili a mani piene, ogni pezzetto e infilo tutto in una scatola… per questo è un casino…
    :-*

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  4. A volte mi fermo ad ascoltare la pioggia. A volte sento solo il profumo particolare.
    Ma quello che mi piace di più è svegliarmi alla mattina, dopo che il temporale è passato, e annusare l’aria frizzante e con il retrogusto di terra bagnata, pini e larici colmi di pioggia e muschio gonfio d’acqua… mi fa tornare indietro con la memoria.
    Mi fa salire in montagna… come il vento che mi ha portato giù quell’aroma dai boschi vicino a casa mia.

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  5. Eppure, sarà un clichè, ma io amo la pioggia in inverno. Stare sotto le coperte, guardare qualche telefim, anche e soprattutto se sono solo. Ho la sensazione che lavi via tutte le brutture. E trovo meravgiosamente bella l’immagine dell’attesa di quelle forbici che dovrebbero tagliare le nostre matasse ingarbugliate. Ogni volta superi te stessa ❤

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  6. Che post meraviglioso!
    Come cantava De Andrè “C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo.”
    A te la pioggia ha regalato pensieri ingarbugliati e parole ntense e vere.
    E mentre piove io ti guardo scrivere e disegno faccine sorridenti sui vetri appannati. ❤️😘

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  7. La pioggia mi piace solo quando mi sveglio, la sento e so che ho tutto il tempo per girarmi dall’altra parte e rimettermi a dormire…
    Non tirare a casaccio quel filo, ché si ingarbuglia ancora di più 😉
    Un abbraccio 😉

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  8. Dalle mie parti c’è un detto che suona: “io dico che piove, ma non diluvia” ovvero che, preso atto che siamo finito in un guaio, non c’è però da disperarsi. La pioggia, prima o poi, smette: l’aria sarà rinfrescata, la terra imbevuta, il cielo rischiarato.
    “E aspiette che chiove
    L’acqua te ‘nfonne e va
    Tanto l’aria s’adda cagna’”

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  9. A me la pioggia, basta non sia un diluvio, piace per vari motivi.
    Uno tra tutti il senso di quiete che mi pervade. Il mio ideale è starmene a letto, magari con un libro o con la radio accesa, e godermi il momento mentre fuori piove.
    Ciao Mela

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  10. La pioggia passa sempre, è bella e illusoria. Porta a pensare che abbia senso, in realtà non è così. E’ solo una condizione naturale, un palliativo al buon umore tante volte.

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  11. quando piove e sei in casa al caldo, pare che la pioggia stia lavando via qualcosa che ti appartiene, pare che stia lavorando silenziosamente dentro di te…malinconico e poi… si svela..

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