Christmas blues

Stanotte ho sognato di stare davanti a una grande parete, nuda e grigia. Ne ho osservato ogni particolare, le piccole crepe, le setole impigliate tra le pennellate come insetti nell’ambra, un piccolo alone più chiaro. Poi ho infilato le dita in un barattolo di vernice colorata e ho iniziato a dipingere, prima timidi tocchi, poi carezze più audaci, infine piene manate con fretta liberatoria.
Le tinte si sovrapponevano, qualche rivolo di colore scendeva colando dai miei gomiti, prima di rapprendersi lentamente come la scia di una lumaca
Proprio mentre stavo facendo un passo indietro, per ammirare la mia opera finita e capire cosa stava affiorando dal guazzabuglio del mio inconscio, mi sono svegliata.
Eh già, peccato. Chissà perchè ci si sveglia sempre troppo presto, sul più bello, nel momento chiarificatore, l’attimo prima dei numeri vincenti del lotto, a un passo di distanza dalla felicità, a un centimetro da un viso che non si può ritrovare che nei propri sogni.
Così, invece della mia splendente parete appena dipinta ho ritrovato il solito grigiore, anzichè le mani sporche di vernice solo un fagotto di coperte arruffate. Ho lavato via quel che restava del sogno e mi sono vestita al buio, indossando la rassegnazione.
Ho parlato tanto oggi, ho subito più del solito una superficiale patina di allegrezza che non condivido, ho sorriso, stretto mani, baciato volti rugosi e un poco ispidi di peluria, incartato regali, consegnato omaggi, ricambiato auguri con la serafica indifferenza di chi non si rende ben conto di che giorno sia oggi.
Mi sono appuntata al petto un avanzo di nastro rosso e a chi mi chiedeva cosa fosse ho risposto con noncuranza “Il mio spirito natalizio, l’ho infilzato qui per non dimenticarmene”.
Di questo tempo, così carico di sogni disillusi e aspettative disattese, avverto soprattutto le mancanze. Mi piacerebbe scrivere non la letterina di ciò che vorrei ma quella di ciò che mi manca e non ho più. Perchè non è vero che quello che non ho è quel che non mi manca. Mi piacerebbe che i miei vuoti tornassero a farsi pieni, ora e subito.

Mi manca mio padre; la pelle tesa dei miei vent’anni; la neve quando potevo stare in casa ad ammirarla dalla finestra, anzichè imprecare dentro un’auto cercando di non finire in un fosso; le vacanze di Natale lunghe, lunghissime fino alla noia; i compiti delle vacanze; non finire i compiti delle vacanze; i libri di lettura obbligatori; leggere di tutto tranne i libri di lettura obbligatori; le dodici fatiche di Asterix; il dolce ipercalorico che faceva mia nonna; i ravioli mangiati crudi di nascosto; un grissino lunghissimo da usare come sigaretta; gli struffoli da sgranocchiare con le dita appiccicose di miele; Remo, perchè era mio amico e mi manca ogni giorno; il primo batticuore; il primo sguardo quando ti accorgi che per lui sei importante; i miei anfibi blu notte; i jeans sdruciti che sono troppo vecchia per mettere ancora; fregarmene di essere troppo vecchia e metterli lo stesso; cantare oh happy day senza vergogna; un gatto solo mio da accarezzare; un regalo davvero brutto da poter barattare alla lotteria; un regalo davvero bello da conservare con cura; la carta stropicciata da piegare; i nastri da arrotolare per l’anno dopo; i gusci delle noci per fare barchette con le vele di mandarino; i pupazzetti di mollica di pane; il muschio vero cercato nei boschi per il presepe; le lucine a forma di fiore per l’albero; le lucine bruciate a forma di fiore per l’albero; il panettone da inzuppare nel latte per colazione fino a febbraio; mio padre che mangia frutta secca; mia madre che lo sgrida perchè ne mangia troppa; il ramo con i datteri sempre troppo asciutti; disegnare pupazzi di neve sulla condensa della finestra; la faccia infuocata dal calore della stufa; la faccia infuocata dal gelo dell’inverno; l’odore di lana bagnata dei guanti dopo una battaglia a palle di neve; il cuore leggero come il cristallo; il sapore della felicità.

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“oggi continuo a pensare da bruco, a emozionarmi da crisalide, a volare da farfalla” (fonte immagine web)

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62 thoughts on “Christmas blues

  1. Oh. La mia lista sarebbe tutt’altra cosa eppure mi è sembrato di essere lì, con te, indietro nel tempo ad osservarti bambina. Pezzo da pelle d’oca. Anch’io ricordo con nostalgia e, avendo un figlio, mi sembra che si stia perdendo qualcosa, quelle piccole cose là, del quotidiano della mia vita da bambina, dei meravigliosi anni 80, nei quali anche quel guscio di noce simboleggiava una conquista, un viaggio nella libertà e nella spensieratezza di quel meraviglioso tempo che è passato e che non tornerà mai più.
    (Anche se io sui gusci di noce dipingevo coccinelle.)
    Che sia un meraviglioso Natale comunque. Magari accadrà un qualcosa di magnifico, chissà.
    Ciao Mela

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  2. Sui sogni che finiscono sempre sul più bello, quando tutto pare trovare finalmente un senso ne so qualcosa anche io e penso sia la condanna di tutti i sognatori che , il giorno seguente, passano ore a chiedersi il perché e il per come di quel sogno e macinano idee su idee circa il significato più intimo di quel che è accaduto. Perché i sogni hanno un senso e Freud sarebbe stato il nostro migliore amico. Ma è una condanna più bella questa nostra rispetto a quella di chi invece i sogni non li ricorda mai e non saprà mai cosa si perde.
    Tu hai avuto cmq un “giorno dopo” carico di pensiero e di profondità d’animo che hai reso oggi parola . Ed è stato un po come dare un senso a quel dipinto e trovarne la chiave di lettura.

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  3. Certe mancanze sono come quei vecchi film in bianco e nero a cui si torna con nostalgia e senza un vero dolore, altre sono vuoti incolmabili scavati nel cuore. Le mie mancanze, le uniche che oggi sento come tali, sono persone o percorsi di vita che la vita mi ha negato perché non erano destinati a me, quelli sono vuoti senza nome perché non mi sono mai appartenuti fino in fondo, non li guardo quasi mai perché qualcuno é un baratro pericoloso. Guardo invece le tante cose belle che ho in questi anni, più che in passato, e che mi fanno sentire avvolta dal calore e dall’amore di pochissime persone, quelle che hanno posto nel mio cuore. Ti auguro ogni bene Mela, anche il blues a volte ha note di spensieratezza 😊

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    • Anche io ho vuoti pericolosi da osservare troppo da vicino, occasioni mancate e persone perdute che è meglio non risvegliare. In alcuni momenti si è più vulnerabili e ci si sente piccoli e indifesi. Poi passa e anche un bel blues o parole attente e gentili possono far tornare il sereno. Un grande abbraccio Viv, ogni bene anche a te.

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  4. innanzitutto i tuoi mimanca sono bellissimi, toccanti (la lana bagnata dei guanti dopo le palle di neve, che poi li mettevano sul calorifero peggiorando l’odore e seccando la la lana)
    poi c’è questa cosa qui che io sono malinconico per natura ma quando incontro una persona triste mi viene da cercarle un motivo di consolazione e lo vedo nel tuo sogno, mi sembra un suggerimento a ridipingere la tua parete grigia e un dirti che sei in grado di farlo.
    un abbraccio Mela bella
    ml

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  5. Il più bel post natalizio che potessi desiderare. Pregno di ricordi, qualcuno che ho in comune con te, altri solo tuoi. Mi sei piaciuta, perché so che a te il Natale non piace (e ora capisco anche il perché) ma ne hai parlato con delicatezza e malinconia, facendoci vivere un po’ della vecchia magia del Natale di quando si è bambini (la frutta secca, i guanti zuppi, il muschio del bosco, il panettone a colazione fino alla nausea). Ti auguro serenità ed è un augurio che spero trovi sincero, perché più ti leggo più penso che te la meriti. ❤

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  6. che bella..mi è piaciuta e mi ha commosso, anche a me manca mio padre, ma a me manca da sempre dato che è scappato quando avevo 12 anni, e nonostante abbia passato i 50 quando ci penso mi si aggroppa la gola, ciao e passa un sereno Natale.

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  7. C’è una tale potenza evocativa dentro questi intimi ricordi che mi sono commossa. Incantata a leggerti mi sono riconosciuta nelle tue parole.
    Ti auguro di smettere di vestire gli abiti della rassegnazione e di indossare i colori smaglianti del tuo dipinto e che questo Natale ti riempia di calore sciogliendo la neve che ricopre il tuo cuore.
    Ti auguro il meglio e tanta, tanta gioia. ❤
    Un abbraccio forte da Affy

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  8. Anche la tua lista dei mimanca riesce ad essere poetica. Il Natale è per me malinconia e iperbole delle assenze, prima di tutto mio padre, il primo nella tua lista. Ti abbraccio forte e ti auguro di trascorrere giorni sereni e caldi.

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  9. Ritorno on-line dopo il mio Natale sottotono e triste e poi leggo te e come un idiota divento un rubinetto. Aihmè le vacanze amplificano le nostre mancanze, non c’è niente da fare. Vorrei scrivere tante cose cool da dirti, ma non ne sono capace, magari lo farò a voce nei prossimi giorni, perchè conto di vederti eh 😉 ❤

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  10. ogni giorno facciamo finta di essere felici e di nascosto rimestiamo nei nostri ricordi e nei nostri rammarichi alla ricerca di un momento positivo da rivevere in mancanza di uno presente. E’ cosi’ per tutti finche’ non riusciamo a trovare i nostri momenti felici nelle piccole cose della quotidianita’ ed allora i ricordi diventano solo attimi di dolcezza come un pasticcino a fine cena ❤

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