Disintossicazione

fonte: web

Qualche giorno fa sono andata in farmacia. Niente di speciale, un favore che mi avevano chiesto, comperare una scatola di fermenti lattici e qualcosa a base di erbe per digerire.

Entro un po’ a disagio, non conosco l’ambiente perché non sono cliente, il din don varcata la soglia mi infastidisce, richiama attenzione su di me e sono già di fretta, ho un appuntamento e nessun desiderio di fare tardi.

Mi avvicino al banco, c’è un farmacista anziano e vecchio stile, porta giacca e cravatta sotto il camice e si muove con gesti ampollosi. Un buongiorno conciso da parte mia e la richiesta precisa e stringata di ciò che mi occorre sono tutto ciò che sono disposta a concedergli.

Mi guarda di traverso, è abituato a gente indecisa, che chiede consiglio e si fa guidare nella scelta, forse la mia sicurezza lo infastidisce o lo destabilizza.

Anziché gettare banalmente le mie due scatolette in un sacchetto, si attarda ad avvolgerle in un foglio di carta ornato da piccoli caducei verdi. Chiude con attenzione gli angoli del pacchetto con un pezzetto di nastro adesivo e lo rigira tra le mani, incurante della mia ben evidente premura.

Si attarda in inutili istruzioni sulla posologia, mi decanta l’importanza di mangiare e digerire bene, altrimenti il corpo si inquina e soffre, di eliminare le tossine, di tenere in ordine le tubature e gli scarichi.

Rispondo con un sorrisetto ambiguo, un cenno di capo e un mormorio intraducibile, poi apro il portafoglio e attendo di sapere quanto devo per la sua encomiabile prestazione non richiesta.

Sospira rassegnato, posso quasi sentire i suoi pensieri, perle ai porci signora mia, mi creda, e prende i soldi che ho pronti in mano.

Nel porgermi controvoglia il resto spara la sua ultima cartuccia «Ha mai provato la disintossicazione emozionale? Mi piacerebbe parlarne con lei se ha qualche minuto. Le potrebbe essere utile».

Resto per un istante perplessa, penso che stia scherzando e accenno un sorriso che si spegne di fronte al suo sguardo, serio come se mi stesse fornendo la cura per il cancro. Per fortuna vengo salvata dal mio orologio; il tempo scorre, il mio appuntamento è imminente e non mi resta che andare via in fretta.

Cammino perplessa, rifletto sulle sue parole e mi arrabbio con me stessa per non aver saputo rispondere a tono.

Io non voglio disintossicarmi dalle emozioni, voglio buttarmici dentro, affondare i denti con avidità e mordere la polpa, anche se è così acerba da allappare la mia bocca o marcia al punto da disgustarmi. Voglio essere bulimica, ingorda fino a sentire le emozioni scorrere sotto pelle come una droga, l’unica che rende vivi.

Non è dalle emozioni che dobbiamo disintossicarci fino a smettere di sentire, di vedere ciò che ci circonda per com’è anziché per come vogliono farcelo vedere, non è di automi anaffettivi che questo mondo ha bisogno. Invece di disintossicarci, rincorrendo un’inutile anestesia emotiva come il nirvana, cerchiamo di imparare a usare meglio le correnti che ci attraversano, se in emo-zioni risuona la parola αἷμα, sangue, vuol dire che da loro dipende il nostro essere persone vive e non zombie dissanguati.

Non sono le emozioni ad essere pericolose, ma l’uso che si fa di esse, la manipolazione fatta di parole che illudono e ingannano, plagiano e feriscono come sassate, trasformandoci in bombe a orologeria pronte a esplodere.

Le emozioni sono parte di me, anzi sono la vera me e preferisco restare intossicata e sincera, mio signor farmacista, piuttosto che arida e pulita. Non ho tempo per te, mi dispiace, ho una vita imperfetta da cercare di vivere, in preda alle mie emozioni, belle e brutte che siano. Vorrei tornare per dirti queste parole ma so che non capiresti, ormai sei troppo disintossicato ed è un vero peccato, per te.

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112 thoughts on “Disintossicazione

  1. letto tutto d’un fiato!… perfetto, come sempre….
    “…Non sono le emozioni ad essere pericolose, ma l’uso che si fa di esse…”
    Adoro la tua intossicazione… così come la mia… emozioni e sensazioni, sono la mia droga, ne prendo a dismisura anche quando so che sarà dolore, dolore lancinante ma quel pulsar di vene… non potrei farne senza! ❤ ❤

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      • Che poi, è il concetto di disintossicazione che mi schifo… la gestione la posso capire ma disintossicarsi, lo si fa di qualcosa di pericoloro….IDIOTA!

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      • Su questo uso della medicina che è sempre più preventiva e difensiva, sul voler incasellare ogni malessere e curarlo semplicemente applicandoci su un cerotto senza voler approfondire cause e origini, sulla medicina tradizionale che ragiona per organi e apparati e si dimentica che l’uomo è un unicum inscindibile, ci sarebbe da scrivere un poema…. È un vero peccato svilire così le emozioni riducendole solo a qualcosa che va curato.

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      • ci sarebbe da scrivere un poema… anche più di uno… per fortuna c’è qualcuno che si muove “contro” questo modo di ragionare e vedere al malessere ( che poi, a pensarci bene, tanto “male”essere non è se lo guardiamo come un campanello che sveglia rispetto a ciò che ci fa soffrire… quindi potrebbe essere anche un bene)

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  2. Buongiorno.
    Le emozioni sn una cosa difficile da gestire ma come faremmo senza di esse?
    Certo a volte ci sovraccaricano.
    Ma per questo basta staccare no?
    Al limite si smette semplicemente di incanalarle verso chi non merita no??
    Post bellissimo
    Buonagiornata carissima 😊

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  3. Noi siamo fatti di emozione, ognuno con le sue dosi personalizzate!! Disintossicarsi dalle emozioni equivarrebbe a non esserci più, rimarrebbe solo l’involucro di noi. Non sprechiamo parole con il vecchio farmacista, non ne vale proprio la pena.
    Rimane il fatto che Come scrivi le cose tu, nessuno mai😍

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  4. Senza le emozioni la nostra vita sarebbe in bianco e nero. Meglio i colori, anche se a volte possono non piacerci.

    Certo che i farmacisti anziani ed ampollosi sono pedanti, ma lo sono anche quelli (o quelle) giovani che come un qualsiasi operatore di call center cercano di rifilarti prodotti non richiesti per problemi che non hai.

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  5. Condivido pienamente il tuo pensiero, le emozioni è tutto ciò che è veramente assolutamente nostro, il resto è interferenza con la vita e la società.
    Forse sarebbe meglio disintossicarsi dai veleni e farmaci che ormai usiamo in abbondante smoderatezza, allora davvero anche le emozioni troverebbero strade migliori; sembra assurdo quello che dico, ma io l’ho provato sulla mia pelle.

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  6. Ma ci mancava pure la disintossicazione emozionale per togliere l’unica linfa che ci fa essere umani! Sai qual è sempre stato il mio motto? Sfida e passione: affrontare se stessi e la vita, nelle sue pieghe positive e negative, con partecipazione emozionale, altro che anestesia! Concordo con te anche nelle virgole. ❤

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  7. Pure la farmacia dove vado io usa questa pratica di incartare la roba. Ma la disintossicazione emozionale io non l’ho mai sentita. Forse in Westworld andrebbe bene. Per come sono fatto io non va bene, abituato a reagire de panza e di sicuro mi sarebbe uscito qualcosa dalla bocca quel giorno, con tutti gli effetti colaterali del caso, in quanto “emotional addicted” … Non finirò mai di stupirmi 😉

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  8. Sai che non potrei mai essere in disaccordo sull’importanza e la bellezza delle emozioni, tutte dalla prima all’ultima. Sottoscriverei tutte le tue parole, però mi sono incuriosita e sono andata a vedere che roba è questa “disintossicazione”, parola in effetti orrenda e forse fuorviante. L’articolo che ho letto in sé mi sembra superficialotto ma l’idea da cui parte è proprio: le emozioni hanno tutte un valore, bisogna viverle e non nasconderle o reprimerle come a volte veniamo indotti a fare, ma riuscire a gestirle perché alcune di esse non diventino prevalenti e non rischino di diventare davvero “tossiche”. Visto come alcune persone sono sempre rabbiose o vittimiste o sommerse dai sensi di colpa, in questo caso penso che non sia una brutta idea cercare di ridurre quelle che ci bloccano e valorizzare quelle positive. Ma diciamo che in questo senso è un po’ dare un nome nuovo a qualcosa su cui si lavora da tempo, e renderlo apparentemente più facile, in realtà annacquandolo.
    Comunque, atarassia (o nirvana) mai per noi, non siamo tipi da anestetizzazione dei sentimenti! 🙂
    Un abbraccio

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  9. Aneddoto straordiario per parlare della bellissima intossicazione delle emozioni e tutto il loro bagaglio che si portano appresso.
    Purtroppo se esistono persone che le vogliono eliminare (anche se alla loro maniera), la deriva del mondo sarà inevitabile. Probabilmente quel farmacista era un “vulcaniano” sopavvissuto al cataclisma della sua anima…
    Bellissimo questo post! ☺
    Mi hai emozionato ☺ ☺ ☺

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    • Non sono d’accordo Metella , perdonami per il tuo stato emozionale se lo ferisco caro Barman. se avessi voluto tenermi stretta tutto il carico di ‘emozioni’ negative accumulate in momenti di disperazione non sarei andata in analisi…Eliminare le emozioni negative come ansia, rabbia, eliminare paure, fobie, attacchi di panico, depressione; ridurre o eliminare dolore; eliminare le convinzioni negative non significa annullarsi ma vivere meglio, accogliere ed essere predisposti 8Ben disposti) all’incontro, all’empatia.

      Cara Meletta il farmacista che descrivi con tratti ipercritici (peraltro anche il farmacista dove a volte vado mi impacchetta con cura ogni singola confezione) avrà voluto proporti dei semplicissmi Fiori di Bach che ti posso assicurare hanno fatto bene anche alle paure di Sally per i famigerati ‘botti’ di fine anno.

      sheraconuninchinodispiaciutadiesserefuoridalcoro

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      • Tranquilla Shera, non si può essere sempre in accordo.
        Non mi è piaciuto il termine disintossicare, secondo me le emozioni si possono gestire, ma non eliminare. I fiori di Bach lavorano su stati emotivi alterati andando a riequilibrare soma e psiche e lavorano a cipolla, dall’esterno verso l’interno, con un percorso che può essere molto lungo e approfondito, e con un colloquio calibrato sulla persona, benché funzionino anche con animali e addirittura piante e fiori.
        L’approccio usato con me è stato ben diverso, superficiale e semplicistico.
        Sono practitioner diplomata del centro Bach di Mount Vernon, so bene di cosa stiamo parlando.

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      • Racconto la mia impressione, ovviamente. Il campo delle emozioni è talmente delicato e difficile che non è possibile né giusto generalizzare. Ogni percorso, ogni esperienza, e soprattutto ogni opinione è degna del massimo rispetto.

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  10. Io lavoro in ambito sanitario.
    Ci vorrebbero invece, maggior somministrazioni di emozioni. Direttamente per via endovenosa, così da entrare subito in circolo.
    Non parlo dei pazienti, no. Soprattutto sarebbero necessarie al personale. Che spesso si dimentica di mettere al primo posto l’utente.
    Pochi sorrisi. Poche parole d’incoraggiamento. Poca disponibilità.
    Ecco.
    In tal caso, prescriverei dosi massicce. Tanto si sa, il nostro organismo, per vivere, necessita di emozioni.
    È un bisogno vitale.
    È il rivestimento del nostro apparato muscolare. Più viviamo di emozioni, più siamo forti.

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  11. Che cretino. Senza emozioni non ci sarebbero blog da leggere, né libri, né film da vedere. In fin dei conti le emozioni guidano il mondo, altrimenti che senso avrebbe tutto? Che poi mi chiedo come sia possibile… Una vita senza stimoli, quella del farmacista, davvero piatta. Anche se non ci credo un granché che lui si sia “disintossicato”. Piuttosto sarebbe bello imparare a fregarsene un po’ di più, ma questo è un altro discorso ancora. Condivido le tue bellissime parole!

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  12. Quando ho letto il titolo e la parola farmacia pensavo a una dieta detox che dopo 5 giorni di alimentazione berlinese a base di cinese,giapponese,schifezze take away mi servirebbe come il pane…E invece parli di emozioni e beh,quelle me le tengo strette strettissime… Belle,brutte,da ulcera,me le tengo tutte! ❤

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  13. ma mi chiedo cosa avrà avuto in mente sto farmacista: pensava ancora alle tubature e agli scarichi? faceva una specie di mano morta psicologica? aveva elaborato nel retrobottega una specie di yoga vetero-sabaudo? Mah!
    se non altro ti ha ispirato per reazione riflessioni profonde che condivido in toto.
    brava Mela
    ml

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  14. Stile perfetto e continuiamo a emozionarci, per carità! Anche piangere fa bene, vengono eliminate un sacco di tossine con le lacrime. E ridere? Non ne parliamo tanto lo sanno tutti. E amare? Io voglio amare e odiare quanto basta, senza esagerare. Ciao Mela! Un saluto!

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  15. Vedo molte persone, di qualche anno più vecchie di me, cedere ad un progressivo irrigidimento negli schemi espressivi del loro volto. Sembra quasi cancellino molti tipi di emozioni, quasi come reazione all’entrata in una fase della vita dove non ci sia più lo spazio per il turbinare dei sentimenti.
    Alcuni di loro inoltre manifestano chiaramente sintomi sgradevoli di arroganza e cinismo. Non sembrano nemmeno accorgersene.
    Io spero che quel che mi sembra di vedere sia solo un abbaglio, e non sia il segno di una specie di malattia che può cogliere oltre una certa età …

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  16. magari ci si potesse disintossicare dalle emozioni ogni tanto, tabula rasa per tutto ciò che non comprendiamo, che non possiamo cambiare, che fatichiamo ad accettare. tanto per tornare ad energia nuova e a nuovo slancio…

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    • Ma una volta fatta tutta questa pulizia riusciremmo riconoscerci o non avremmo alterato radicalmente la nostra essenza? Credo che siamo fatti di carne e sangue, di lacrime e sorrisi, di parole ed emozioni.
      La canzone è deliziosa, scelta perfetta come sempre 😊💝

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      • Se ti capita prova a leggere il capitolo 7 del libro Heal Thyself di Edward Bach:
        «Lottare contro un difetto ne accresce il potere, focalizza la nostra attenzione sulla sua presenza, ci conduce a una battaglia e tutto ciò che possiamo attenderci è, nel migliore dei casi, una vittoria da repressione, che non è una soluzione poiché il nemico è sempre presente e può approfittare di un attimo di debolezza per manifestarsi nuovamente»

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  17. Una volta sono entrata in un negozio ‘biologico’ a cercare del seitan.
    Il proprietario, nonché commesso, nonché cassiere, e probabilmente magazziniere ed organizzatore di eventi, mentre pagavo mi dice “Lo sa che il venerdì sera facciamo i bagni di gong? Le interessa? Ognuno si porta il suo materassino e ci si stende, lasciandosi percorrere dalle vibrazioni emesse dai gong; c’è una ragazza bravissima che viene a suonarli. Ogni venerdì sera alle 20,30”

    Mentre mi immaginavo come la madre di Forrest Gump negli anni ’60, ho cercato il nesso secondo cui se mangio il seitan dovrei diventare figlia dei fiori.

    Ad ogni modo, a scanso di tutti gli equivoci, ho smesso di mangiare il seitan!!!

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  18. Ma proprio a te vengono a proporre la disintossicazione emozionale? Così vera, passionale e profonda…ah sì, ci ha proprio visto lungo il farmacista 😉…mi è servito leggere questo tuo post proprio in un momento di non facile gestione e accoglienza delle emozioni, delle quali peraltro non potrei fare a meno. Un abbraccio mia cara 😍

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      • Spero di riuscire a farti comprendere il mio punto di vista. Se non esprimo un bisogno non vedo perché mi si debba proporre una cosa del genere, in maniera del tutto estemporanea e fuori contesto. Se avessi chiesto un consiglio o manifestato interesse sarebbe stato diverso, così l’ho trovato solo fastidioso. Faccio un lavoro in cui mi occupo di salute e cerco sempre di usare delicatezza e di ascoltare chi ho davanti, con me questo non è stato fatto ed è questo che mi ha disturbato. Di tutto il resto si può discutere, possiamo chiamarlo disintossicazione, lavaggio, gestione consapevole delle emozioni ma ci vuole garbo.

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