solo pensieri stanchi

hello, it’s me

Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole… Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell’esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d’essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni. (Se una notte d’inverno un viaggiatore, Italo Calvino)

La mia fantasia è inceppata: ho bisogno di un piccolo dispiacere. (Leo Longanesi)

Mia carissima A,
sono passati molti giorni da quando ho avuto un momento per me.
L’ultimo scampolo di inverno freddo si è arreso al dominio del sole e i biancospini sono fioriti in nuvole bianche dal profumo di miele.
Il vento è diventato gentile, non aggredisce più il volto accanendosi sugli angoli della bocca, accarezza le spalle come un amico e accompagna il mio respiro.
Persino la pioggia è meno arrogante, anzi dopo la sua venuta il cielo si fa limpido, i colori più reali.
Sembra tutto così bello e tenero da lasciare senza fiato ma, tu lo sai bene, io non mi fido.
La dolcezza più disarmante è in grado di nascondere insidiose lische di pesce dietro la sua morbida apparenza, quindi continuo a indossare vestiti pesanti e colori scuri, mi avvolgo in una coperta morbida nella penombra fredda della casa e aspetto che la primavera getti sul piatto la sua posta e scopra le carte. Per ora attendo, a braccia conserte, di vedere se mente.
Mi chiedi spesso come sto ed io non so rispondere alla tua domanda se non con il mio silenzio.
Mi sento bersagliata da embrioni di storie, pensieri e abbozzi di frasi che mi sorprendono nei momenti di calma, sulla soglia del sonno, nella trance indotta dai gesti automatici ripetuti soprappensiero.
In quegli attimi è come se dal soffitto iniziassero a piovere gocce di acqua e dovessi raccogliere quello stillicidio in fretta e furia, con mezzi di fortuna, prima che l’arredamento si rovini o l’acqua evapori, lasciando di sè solo una piccola chiazza umida.
Altre volte le storie mi entrano in testa come semi portati da un soffio di vento, si piantano sotto pelle e dormono in attesa che il terreno diventi fertile. Poi basta davvero poco, un sorriso, un raggio di sole, una mezza frase captata per sbaglio, una goccia di pioggia o una lacrima amara che inumidisca il terreno ed ecco che il germoglio si risveglia, le piccole cotiledoni bucano la superficie e qualcosa che prima non c’era inizia a sbocciare.
Certi giorni invece mi sento sazia delle mie parole ancor prima di averle pronunciate, vedo le cose come attraverso un vetro, ne colgo il significato ma non riesco a dargli forma. Tutto scivola via come acqua tra le dita e non rimane che una traccia fastidiosa e l’insoddisfazione di non aver saputo agire.
É difficile anche ora trovare le parole per descrivere cosa provo, ho la testa piena solo di questo, pensieri stanchi che affaticano ogni minuto. Ho guardato dentro la mia ombra, la parte più autentica di me, cercando di riafferrare ciò che ho perso. Senza successo.
Ho tentato di affastellare parole, come biada nutriente per un cavallo stanco di correre. Invano.
Se te lo stai chiedendo, sì, sono stata ancora una volta il cavallo più scadente del branco, quello che aspetta che il dolore penetri fin dentro il midollo per imparare la lezione.
Il corpo capisce il malessere prima che la mente l’abbia realizzato, la mia schiena ha fermato l’andare svogliato di muscoli assuefatti, un piccolo dispiacere, un’oncia di fantasia da sacrificare per ritrovare la voglia di scrivere ciò che vedo, di dipingere ciò che penso, di immaginare ciò che sogno.
Difficile, forse impossibile.
Se e quando il vento cambierà nessuno può saperlo, non certo io, che mi ritrovo a tenere insieme pezzi grandi e schegge taglienti con mani piccole e dita sottili.
Il tempo deve fare il suo lavoro di cartavetrata, il grumo che blocca lo sterno deve ammorbidire la sua fibra quel tanto che basta per essere ingoiato agevolmente, come un rospo viscido di bava fredda.
Ho qualche buco di troppo da rattoppare, ora dai fori filtra una brezza gelida che intorpidisce i pensieri dolci e congela l’inchiostro prima che le parole trovino luce.
Mi sono avventurata sulle montagne russe senza un antiemetico, ho solo un emostatico per calmare il bruciore di dita erose fino alla carne.
Le unghie non ci sono più da tempo e neppure la vergogna di dover mostrare le mani  può fare il miracolo. Non è più il momento di credere alle favole nè ai buoni propositi.
Fuori c’è troppa luce, tutto fa male agli occhi e alla testa. Anche la mia ombra è scappata altrove.
Metto un panno sulle vetrate, come su una gabbia di canarini, chiudo gli occhi e dormo nel buio artificiale.
Perdonerai questi pensieri stanchi, mia carissima, tu che comprendi le fragilità dell’ombra che fa capolino dietro le mie parole e sai che parole meno amare torneranno.

Annunci

58 thoughts on “solo pensieri stanchi

  1. ….nascondere insidiose lische di pesce dietro la sua morbida apparenza…Emmenomale che questi sono pensieri stanchi! Mela, forse non gradirai, ma io ci provo. Poi se tu l’admin, cancellami, bannami…
    Hai scritto magnificamente, ce l’hai naturale tra le dita, anche nei momenti amari. Non starci troppo rintanata nei pensieri stanchi, il rischio di finire in avvitamento c’è e – fidati di uno che vola – a quota bassa rischia di farti spanciare a terra. Ciò detto, non avrò capito al solito un cippo, i miei ossequi ad A. e un inchino di riverenza per cotanto pensiero stanco, ma scrittura mai doma. Un abbraccio.

    Mi piace

  2. Non posso che concordare con Redbavon. Quanto bene ce l’hai raccontata la stanchezza di questi pensieri. Le più grandi scritture nascono da fragilità d’ombre. E la tua ombra cela tutto un mondo che io spero si faccia parola, al momento giusto, quando è l’ora. Un abbraccio.

    Liked by 1 persona

  3. Mi piace come hai scritto Mela. Dentro questa piccola confessione di “sconfitta”, di “arretramento” o di “stanchezza” c’è qualcosa che si muove. Perché sotto la cenere c’è sempre la brace, solo che ha bisogno di qualche momento in più per uscire vibrante.
    Ha bisogno di un pezzo di carta (metaforica o meno) per riuscire a diventare fuoco.

    La carta ce l’hai e sai dove prenderla.
    Quando troverai il momento giusto, allunga la mano e ritorna a scrivere! 🙂
    Per il momento, un abbraccio.

    Mi piace

  4. Mia cara, io mi fido delle parole meno amare che torneranno, mi fido perché so quanto costa scrivere, ma quanto questa ricerca di bellezza, anche a costo di erodersi tutte le unghie scavando, di tagliarsi con le schegge, di salire senza protezioni sulle montagne russe, comunque porta altra bellezza, queste parole bellissime che sai scrivere non possono non servire a ingentilire il vento e la pioggia e rendere reale e duratura la gentilezza del cielo e dei colori. Il mio giardino ti aspetta!

    Mi piace

    • Ci accomuna questo sentire la necessità di toccare il fondo per risalire più forti, anche quando fa male scrivere e ancor più male non farlo. Il tuo giardino è una gioia per gli occhi, ma la gioia più grande è sapere che le bozze si trasformeranno presto in qualcosa di più bello. Un abbraccio amica mia 💝

      Mi piace

  5. ..eppure hai una bell’ombra e nella mano aperta non si vedono ferite.
    la parola non ti manca e anche quando la usi per dire la stanchezza lei danza leggera e sicura.
    tornerà lo spirito migliore, chè le parole non mai andate via, sono lì che aspettano buone che tu le faccia giocare.
    un sorriso morbido
    ml

    Mi piace

  6. Vorrei essere A.
    Vorrei essere la destinataria dei tuoi dubbi, delle tue speranze, dei tuoi racconti e dei tuoi pensieri stanchi.
    Per risponderti che a volte ci si ferisce per continuare a sentirsi pulsanti, per ricordarti che le favole non esistono, ma che per fortuna a volte si incontrano meravigliose realtà e per dirti che i grumi prima o poi si sciolglieranno e che le parole torneranno a fluire meno amare.
    Ma sopratutto per dirti che A. è fortunata ad essere la custode delle tue parole.
    Ti abbraccio forte :-)*

    Mi piace

  7. Succede che il nostro io abbia stanchezza, fragilità, pensieri stanchi.
    L’ombra della fragilità può coglierci in ogni momento, è un ombra, e l’ombra per essere tale ha bisogno della luce, se vedi la tua ombra vuol dire che tu sei luce. Forse è l’interruttore da stabilizare. Le tue parole sono vitali non stanche, i tuoi pensieri sono vitali, la stanche zza è una via transitoria.
    Mi incanti sempre.

    Mi piace

  8. Anche io non colgo il significato delle cose che vedo e non riesco a dargli forma, ma credo che sia una cataratta inoperabile, per entrambi. Madonna quanto scrivi bene. Mi sembra di ascoltare della musica classica mentre ti leggo. ❤

    Mi piace

  9. Spesso è la necessità di stoccare parole nell’anima ad avere il soppravvento. Attendono forma perchè di sostanza ne hanno moltissima già in partenza, proprio come questi pensieri carichi di emozione vera. ❤

    Mi piace

  10. Abbraccio i tuoi pensieri stanchi, me ne carico qualcuno sulle spalle, per alleggerirti un poco.
    Non è molto, ma è un pensiero che viene direttamente da un cuore che si emoziona sempre, tutte le volte che legge ciò che scrivi.
    Buonanotte e che Dio, protegga i tuoi passi!

    Mi piace

  11. Ci sono periodi un cui ci tocca soffrire, altri in cui ci piace farlo, altri ancora in cui anche il grigio riesce a sembrarci rosa. Scrivere è sempre un ottimo balsamo per noi stessi, scrivere bene lo è anche per altri 😉😘

    Mi piace

  12. Parlandone anche i pensieri più stanchi diventano lievi, alleggeriscono il loro carico.
    E quel saluto a noi e a te è la consapevolezza della tua ripresa, del tuo cammino verso nuova linfa.
    Un abbraccio forte forte ❤

    Mi piace

  13. Alla fine qualcosa me l’ero persa: una perla delle tue. è passato qualche giorno da quando hai scritto queste parole, ma la primavera avanza, anche io mi sono intenerita e ti dirò che ho ceduto alla sua bellezza. Ma questo primo calore mi sfinisce e sinceramente mi infastidisce. Mi ritrovo nelle tue parole, sei stata bravissima a descrivere ciò che provi. ❤

    Mi piace

Metti una mela nel cestino!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...