101 thoughts on “Frammento

  1. Spesso è meglio andare, trattenere dentro sé le emozioni di momenti speciali, non si ripeterebbero forse più nello stesso modo e con la medesima intensità. Non credo sia rinuncia ma consapevolezza.
    🌺

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    • Sono un tipo di poche parole, soprattutto quando si parla di sentimenti. A tanti ti amo preferisco piccole manifestazioni silenziose. Come ho scritto nella citazione di apertura il corpo sa o indovina, a volte nonostante parole fuorvianti o troppo roboanti.
      Nulla più che pensieri scatenati dalla canzone e un esperimento di scrittura in forma di dialogo.
      Bacio grande di buon inizio di settimana 😘

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  2. “Raccontami qualcosa” lo dico spesso anch’io, sai?
    In verità faccio pure tutte le altre domande, un po’ per insicurezza, un po’ perchè certe cose mi piace sentirmele dire.
    E se questo vuol dire essere complicata, ebbene sì, complicatissima sono! 🙂 ❤

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    • Tu sei splendidamente complicata allora!
      Raccontami qualcosa è il mio motto preferito. Per me ogni rapporto con l’altro deve essere basato sul dialogo e sulle parole necessarie a costruire una confidenza. A volte mi ritrovo a chiedere piccoli dettagli, cose di poco conto ma importanti per me, perché mi aiutano a creare un “quadro”. Poi sarà che sono acquario e per me l’amicizia è il valore assoluto, persino l’amore passa attraverso questo.
      Bacio grande mia carissima 😚

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  3. amare è spontaneità da ambo le parti, non c’è bisogno di domandare, si potrebbero fraintendere dubbi, almeno così io la penso…amare è dare e dimostrare materialmente, così da rendere tangibili i sentimenti che non lasciano spazio a ulteriori richieste

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  4. Che bellezza… è scuro ma di quell’ombra che contiene un po’… è un po’ grigio un po’ rosso, a tratti c’è del blu. Mi piace, molto.
    Detto questo, a questa affermazione : “… Ho bisogno di te e per me conta soltanto questo…” a me parte un crimine che quel rosso lo farei colare sul pavimento a pozze enormi… ma si sa, son fatta sbilenca 😀

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  5. è un frammento di vetro, una scheggia tagliente.
    la sensazione che ho (e che credo abbia anche lui) è che ogni affermazione di lei, ogni sua domanda, implichi una risposta che per sua (di lei) decisione non sarà mai quella giusta.
    ml

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    • Mi hai dato un’interpretazione del titolo cui non avevo pensato!
      L’ho scelto pensando a un frammento di dialogo, qualcosa sentito nell’aria o rubato origliando altrui conversazioni.
      Non avevo fatto caso alla sua tagliente verità.
      Grazie caro, sei sempre attentissimo e sensibile.
      Forse quella donna e quell’uomo sono onde asincrone e suonano una melodia discordante.

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  6. Per una strana legge della natura, i dialoghi non servono per certificare l’armonia. Una carezza, un gesto di accondiscendenza inaspettato, persino un semplice lontano sorriso di intesa fanno molto di più.
    Io ho letto questo nelle tue parole. 🙂

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      • Mitosi sa di divisione, questa sera non fa per me. Sono più per una congrega delle nostre anime. E questo mi riporta ad un pezzo di qualche vecchio film molto in sintonia con il mio umore serale…

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      • Temo siano solo cinquant’anni che qualcuno ci sta provando. La vedo davvero difficile che qualcuno la spunti proprio in zona cesarini. 😀 😀 😀
        Ma i colpi di scena affascinano sempre e c’è un io egemone che su questo punta sempre.

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      • Puntare sul fascino sarebbe bello, ma credo facilmente si tratterebbe di un altro film.
        Diciamo che oggi è più un giorno di confraternita delle anime, in cui l’io egemone ascolta tutti e, potendo, farebbe un tuffo in una piscina di cioccolata.

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      • Ti posso garantire che l’emozione più forte è una mela sbacata. Che detta così, senza andare nel profondo dei significati, sembrerebbe l’essenza di una vita semplice e insignificante.
        La verità è che di mele sbacate in giro ce ne sono davvero poche. Oggi giorno l’esistenza è cosparsa di frutti di forma rotondamente perfetta, passati al setaccio di un calibro che non ammette imperfezioni, ….

        … ne qualsivoglia originalità.
        Dunque lasciamo che l’io egemone ascolti, è l’unico modo per scoprire qualcosa di buono.
        … E qui mi viene in mente un’altro film tutto diverso … Ma un’anima timida e tranquilla della confederazione sa di avere già sforato il limite delle sopportazioni amiche. 🙂

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      • Ormai sono talmente affezionata alle mie imperfezioni da non sopportare di perderne neppure una in nome dell’altrui approvazione. L’eta matura mi ha reso ribelle.
        Lasciamo che l’anima timida e tranquilla riposi serena ma tranquillizzala, non c’è stata sopportazione in questa conversazione. Solo piacere 😊

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      • Quando eravamo bambini chi le perfezioni erano ambite. Nel mondo di oggi tutto è ribaltato. Le nostre imperfezioni ci rendono speciali. A tutte le età.
        Il piacere è reciproco. Uno di quei rari casi in cui l’armonia si appoggia sul dialogo, potremmo dire.
        Sopendo l’anima timida e tranquilla, sobbalza fuori questo spezzone dal letargo delle sorprese:

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      • … non potevi trovare frase più perfetta. 🙂
        Ti confesso che mi chiedo sempre perché al supermercato non facciano pagare di più le mele sbacate. 🙂

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      • Ahahahah! Ti confesso che io mangio solo mele del mio frutteto e sono tutto tranne che esteticamente accettabili. Qualcuna è acida, un’altra insapore oppure tanto bitorzoluta che sbucciarla è un’impresa. Le mele sbacate sono molto impegnative!

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      • Sai, poter dire “io mangio solo mele del mio frutteto” ha un sapore di dominante autosufficienza che un po’ ti invidio. Ma si tratta di un classico caso in cui il termine invidia ha un’accezione completamente positiva. Qualcosa in sintonia con l’essere davanti ad un bicchiere di vino o una birra mentre racconti i dettagli con cui descrivi i luoghi dove il tuo frutteto dimora.
        E mi sovviene alla mente nebulosa una vecchia foto che hai postato un numero adeguato di mesi fa … 🙂

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      • Adesso la cerco. Troverai un picco di accessi sul tuo blog, perché si tratta di un vecchio post … ma sarà utile per confutare il luogo comune dell’ago in un pagliaio.

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      • Buongiorno pj! Anche sui caratteri più spigolosi può nascere un ramo gentile. Basta avere sufficiente pazienza.
        Ho letto una definizione di resilienza, che oggi è sulla bocca di ogni guru o pseudo tale e sta perdendo il suo valore a mio avviso, che mi è molto piaciuta.
        Osserva una ciotola di metallo, per quanto sia graffiata, usurata da mani disattente o ammaccata da cadute accidentali, continua a fare il suo lavoro, a contenere e conservare. Il metallo si adatta, si piega, si deforma ma difficilmente si infrange.
        Grazie per la compagnia. Ti auguro una bella giornata 😊

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      • Buongiorno Mela.
        La definizione di resilienza che riporti mi piace molto, la trovo ricca della sua genuina essenza che oggi si è un po’ persa. Resilienza è un termine che non amo. Molto tempo fa ci ho dedicato pure un post dalle mie parti, giusto per essere sempre un po’ disallineato dalle dilaganti consuetudini.
        Grazie a te, my friend. Buona giornata, che tu possa incontrare oggi qualcosa o qualcuno che faccia brillare i tuoi occhi. 🙂

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  7. Un elastico…un elastico, ho sentito estendeermi e contrarmi come un elastico. A volte si spezzano, a volte si estendono con attenzione perché si notano delle lesioni lungo la striscia sottile di gomma. A volte schizzano lontano. Oltre la vista. A volte si stringono e tengono insieme. Mi ricorda quel gioco che si faceva in due intrecciando un elastico.

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  8. Sostituire alle parole sana follia.
    Spostare, muovere, agire. Cogliere di sorpresa.
    Non ripetere.
    Toccare, sì. Ancora. Sempre.
    Non cercare le risposte. Averle. In un gesto.
    E dire la verità. Quella che non ammetti. La più vera.
    Farsi spiazzare dal proprio pensiero.
    Abbracciare. Piangere. Mordere, colpire.
    Spostare, spostare, muovere.
    Chi si ferma – in questa folle, bellissima danza – non è perduto. Perde.
    E a questo non c’è rimedio.

    Bel dialogo, Mela.
    Vero, toccante. Coinvolgente.

    Bella la tua arte.
    I miei complimenti, sempre.
    P.

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      • Sì. Ci sono altri linguaggio, altri “strumenti”.
        Io spesso, dal vivo, rifuggo la parola.
        Ma incappo in altri miei limiti che mi rendono distante, oltre quanto realmente io possa essere, ai sensi di chi mi sta accanto.
        Eppure credo e amo cogliere il parlato altro. Diretto, onesto.
        E’ qualcosa su cui vale la pena investire, aprire porte, abbandonarsi. Essere. Se stessi.

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      • Sulla distanza essere sé stessi paga sempre, non è possibile snaturare la propria vita al punto di compiacere gli altri a tutti i costi.
        Io spesso mi allontano, mi rifugio in un mondo buio e poi torno…

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