L’anima contro

mondocontro@fotomia

Ci sono giorni in cui mi sveglio e sento di avere contro persino l’anima. Lo specchio appannato del bagno rimanda una faccia perplessa al mittente. Listo gli occhi a lutto con una matita spuntata. Mi fanno male le spalle, sono rigide e stanche, i pensieri sanno pesare più della volta celeste. Il primo cappotto dell’inverno mi ingoffa le membra, mi sento a disagio, un pupazzo senza neppure la neve a ingentilirlo, eppure mi devo arrendere ai meno-gradi che segna il termometro. Quest’autunno senza coraggio forse se n’è andato ancor prima di iniziare sul serio. Le mani fanno male, la cicatrice pulsa, ho bisogno di un calore che non trovo dentro, le appoggio alla tazza, un cappuccino bollente da scottare la lingua, un guizzo di fuoco nella pancia che riscalda. La strada sembra tornare indietro, l’asfalto un nastro a ritroso che mi respinge, tutti appaiono troppo lenti o troppo veloci, ma il mio passo qual è, credo di averlo perso e mi guardo attorno. Dietro di me la conta dei morti e dei feriti, il ricordo di chi mi ha lasciato, chi è passato per un secondo, chi si è aggrappato e ho dovuto scuotere via prima di farmi male, chi mi ha fatto inciampare, chi avrei voluto restasse con me, chi non l’ha capito, chi vorrei non si allontanasse mai, chi vorrei vicino, persino troppo. Ho un eccesso di parole che mi circondano, quelle necessarie che leggo, quelle superflue che scrivo, quelle inevitabili che ascolto, quelle insufficienti che pronuncio. Fanno cumuli, grovigli, tirano su muretti a secco e imbiancano di polvere, malloppi di polvere fine che intasano gli ingranaggi e le vie aeree. Le parole sono così preziose e importanti, sono vita e linfa di cui mi nutro come farebbe una pianta assetata, ma a volte ne faccio abuso e indigestione, diventano stucchevoli, un cibo molto amato ma indigesto, che cambierei con un silenzio buono e fecondo, pulito e limpido di acqua pura, un contatto diretto, di pelle e odori familiari, un abbraccio caldo, per una volta senza parole a cambiarne il sapore. Respiro, ascolto, aspetto.

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47 thoughts on “L’anima contro

  1. Le parole distruggono e creano.
    A volte salvano, a volte annientano.
    A volte si gioca con le parole, a volte sono le parole che si prendono gioco di noi.
    Ti leggo e so che dicono di più le parole che non usi che quelle che scrivi.
    Poche o tante che siano, a me le tue parole piacciono sempre perchè, anche quando vanno contro anima, non smettono di profumare di biscotti fatti in casa e di bucato steso al sole.
    Sono pulite e senza nessuna menzogna.
    Respira, ascolta, aspetta.
    Ti aspetto anch’io. ❤

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    • Ogni volta, e dico ogni santa volta, che raccolgo il bucato steso al sole, infilo il naso nei panni ancora caldi e faccio il pieno di profumo. E’ meglio di un ansiolitico, bisognerebbe imbottigliarlo per le giornate come questa.
      Ti abbraccio di tutto cuore, amica mia.

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  2. che bello (e che triste) leggere le tue parole appena sfornate.
    “Ho un eccesso di parole che mi circondano, quelle necessarie che leggo, quelle superflue che scrivo, quelle inevitabili che ascolto, quelle insufficienti che pronuncio.” A mio gusto e per una sorta di giustizia, inverto due aggettivi, necessarie e superflue..ecco così il mondo è più tondo.
    convengo con te che a volte servirebbe silenzio, ma qui e ora le parole sono musica sommessa.
    ml

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  3. Le parole sono inevitabili.
    Quelle scritte perchè si ha l’esigenza di rileggerle; quelle parlate, perchè si ha l’esigenza di esternare e far ascoltare al mondo, un amore? un dolore? un a certezza? un dubbio’…chissà! Quelle pensate e mai rivelate, perchè sono l’intimo che solo noi conosciamo.
    Le parole sono il passato, il presente, il futuro.

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  4. Il senso di impotenza, di disfatta, di inadeguatezza e l’urlo sottinteso di un abbraccio necessario che ti porti via da ogni cattivo pensiero. Hai dato così tanto con queste parole, sono tutto fuorché “superflue”.

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  5. splendido! al mattino ti guardi allo specchio con le stesse con le stesse mie sensazioni … ogni giorno in quello specchio c’e’ il riassunto di tutta la vita passata e di quella che dobbiamo ancora vivere

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  6. Il tuo momento introspettivo è un po’ il mio. Mi ci specchio con piacere. Con meno piacere constato, che questi stati d’animo, sono uno sguardo sul nostro abisso. Arriverà l’abbraccio che meriti. Senza parole.

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  7. Io non credo tu abbia contro la tua anima, Non si spiegherebbero troppe cose di questo post. Ad iniziare dalla limpidezza di tutto quello che non è scritto, per finire alle parole dosate con sapienza, che smentiscono con maestria tutto quel vaneggiare sull’ “eccesso di parole”.
    Non ci sono ricette prestabilite per modificare i momenti nebulosi del nostro esistere, per cui, cara Mela, ti propongo un caldo abbraccio silenzioso, carico di affetto!

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    • Hai detto una parola che mi rappresenta: vaneggiare! La madama sabauda, che è dentro di me, scuote la testa e disapprova ogni volta che parto per la tangente e inizio a vaneggiare, invece di tenere la testa sul collo e i piedi per terra.
      Quindi le “parole dosate con sapienza”, di cui ti ringrazio infinitamente, le devo a lei, che mi sussurra in testa esageruma nen, vacci piano, non sbrodolare con le parole 🙂
      L’abbraccio e l’affetto sono più che graditi e li ricambio P. augurandoti ogni bene sempre.

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  8. Pingback: Sisifo felice? | Ma Bohème

  9. Avevo letto il tuo post e – come tu dici – avevo solo messo un like, perché mi ha fatto pensare molto. Poi ci sono tornata e stasera mi sento proprio sulla tua stessa lunghezza d’onda. “Un eccesso di parole che mi circondano”, proprio così, quando invece forse basterebbe una presenza silenziosa e affettuosa.
    Ciao Mela, mi piace fermarmi qui da te!
    Cristina

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    • Grazie Cristina sei davvero cara! Come ho scritto a Gilda nel mio post di apertura del blog, mi piace quando qualcuno ripesca post di tanto tempo fa, scritti e magari dimenticati. Mi risveglia emozioni e ricordi. Quindi grazie per la tua lettura a ritroso nel tempo 💙

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