La morale è una, ma anche trina

la casa dei cuori di pezza@fotomia

Anche quest’anno, tra giorni buoni e altri molto meno, sono arrivata alla fine.

Tempo di bilanci per alcuni, tempo di pulizie e chiarezza per altri, di sbornie e lacrime per altri ancora.

Niente di tutto questo per me, che non faccio più bilanci né tiro le somme da tempo, anzi è già molto se ricordo di pagare le bollette a scadenza, e rimando le pulizie ogni giorno un passo più in là.

In fondo la fine dell’anno è solo una convenzione, un gong che facciamo battere nel momento in cui doppiamo la boa, una tappa intermedia del percorso, una bandierina piantata al suolo.

D’altra parte ogni viaggio prevede punti di sosta e ogni viaggiatore, anche il più instancabile, persino Ulisse, ha sentito il bisogno di riposare prima di riprendere il cammino.

Illusioni, speranze, desideri non fanno per me, a una testa che scappa via a rincorrere i sogni, riesco ancora a contrapporre un solido buonsenso sabaudo che mi tiene ancorata al presente. So bene che domani sarà come oggi, lo stesso cielo, la stessa aria, lo stesso paese; so che i cambiamenti, quando arrivano, si presentano all’improvviso e non sempre coincidono con un nuovo inizio, che il futuro, roseo o nero che sia, dipende solo in parte da me e molto deve al caos…. o al culo, se preferite.

Forse quest’anno non avrò più Saturno contro, poveraccio anche lui, sempre a dargli la croce addosso quando magari siamo noi ad essere contro; forse quest’anno farò scelte o deciderò di abbracciare le mie non-scelte e continuare con ciò che ho; forse chissà, mi ritroverò tra un anno seduta ancora al tavolo della mia cucina, il pranzo che cuoce sul fornello e qualche parola da spendere tra le dita.

In questi giorni ho letto un libro di Fiabe così belle che non immaginerete mai, ho letto  quasi sempre con il sorriso sulle labbra, tra un sorso di caffè mattutino e uno sbadiglio serale.

Ho letto di donne bellissime innamorate di uomini bruttissimi, di soldati con il fucile caricato a Pum!, di cuori di pezza per toraci vuoti, di sorrisi da acchiappare con il retino.

Ho letto di quando il mare ha deciso di andarsene a spasso, di messaggi d’amore così intensi e timidi da nascondersi dietro un banale Ciao, di una donna che adorava fare la cacca e del seme di mela che stava lì dentro al calduccio.

Ho letto di una bambina che pioveva dentro, di un ciccione che sapeva volare, degli occhiali per vedere il mondo a colori e dell’ultimo giorno del mondo, di come tutto è nato da un unico, immenso e caldo abbraccio.

Il nostro cavaliere si guardò intorno a lungo; poi ne prese uno, lo studiò, lo rimirò, lo mise giù, ne prese un altro e via così, finché, in un angolo, sotto un mucchio di altri, ma dal bussare asincrono rispetto a loro, ne trovò uno perfetto.
Era piccolo, a modino, rosa, smangiucchiato dai tarli; ma sulla sua armatura, appoggiato nella conca, vedeste come ci stava. Se lo provò, guardandosi nel vago riflesso di un vetro, e vide riflesso nel vetro, oltre a se stesso un filo meno bello, un uomo contento.
-Ottima scelta-, si disse; e il cuore fece: tu-tum. Raccolse la sua spada, pronto per nuove, meravigliose avventure, e fece per uscire; ma quando si avviò verso l’uscio, rimasto aperto, altri sette cuori a balzelloni s’avviarono verso lui e, ai suoi piedi, fecero: tu-tum.
E lui cadde a terra e pianse, e li bagnò; perché uno era sporco delle sigarette che ci aveva spento dentro, uno sapeva dell’alcol che ci aveva bevuto su, uno aveva i segni della sua casa di quando era andato via, in giro per il mondo, uno era un puntaspilli; e poi uno portava i segni della sua dentatura, e uno era fatto d’aspirina e si era consunto nel tentativo di calmargli i mal di testa, e uno era fermo, quasi, e il suo tu-tum era appena percettibile.
I cuori ripeterono: tu-tum, piano.
Lui disse: scusate.
I cuori: tu-tum, piano.
Lui disse: perdonatemi.
I cuori fecero: tu-tum, piano.
Lui pianse, e si accarezzò il cuore. Ed era la prima volta che lo fece, la prima volta che questo accadde in tutta la sua vita, ricordò, per quanto della sua vita gli fosse dato di ricordare; e i sette cuori ripresero piano il loro colore e aumentarono la forza, e fecero tu-tum perdendo le bruciature, e tu-tum smacchiandosi dell’alcol, e tu-tum togliendosi gli spilli di dosso, e tu-tum, tu-tum, tu-tum, tu-tum.
Il nostro cavaliere bellissimo, ora è bellissimo, corre in giro per i Reami Lontanissimi del mondo, dove magari i draghi si sono calmati, e ride con il suo cuore nuovo di pacca.
E ogni tanto lo mette per terra e gli dice: bello.
E quello risponde: tu-tum.

La morale di questo post è una, ma anche trina.

Mi piace chiudere l’anno parlando di libri, mi piace l’idea che quest’ultimo post del 2017 sia come l’ultima pagina di un racconto, anzi di una fiaba. Se è piaciuta anche a voi ne sono ancor più contenta.

A volte c’è tanto bisogno di leggere una fiaba, c’è bisogno di farsi un regalo, mettere le scarpine Primigi ai piedi, sì proprio quei sandalini con i buchi che tutti abbiamo amato e odiato da piccoli, e pensare che magari un senso o una morale da qualche parte c’è davvero. Nascosto ma c’è.

Leggere è la risposta e leggendo non solo non ti scordi la domanda, ma te ne vengono molte altre e magari anche qualche sorriso. Il che non guasta mai.

Fatevi un regalo e leggetelo. Sarà un bel modo per iniziare l’anno con il sorriso sulle labbra ed essere soddisfatti, tanto quanto può esserlo un seme di mela che dorme e sogna l’albero che sarà.

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79 thoughts on “La morale è una, ma anche trina

  1. Sicuramente saprai affrontare le decisioni e le non-decisioni, che forse da tempo prendi senza troppa voglia. Ma le abbracci comunque, dando esempio a chi non riusicrebbe altrimenti. Fa sempre bene leggere, anche ciò che non ci piace. Non è questo il caso. Buon anno, ma forse preferiresti: buon riposo e buon prosieguo di vita.

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  2. che meraviglia il tuo invito a leggere e mi piace tanto come racconti di questo libro di fiabe e sì hai ragione è bello essere bambini ogni tanto e cercare la morale della storia. Anche io ho smesso di fare bilanci e di augurarmi cose migliori hai ragione tu i cambiamenti non sempre sono un nuovo inizio e serve anche molta fortuna, ogni tanto occorre risposare e ogni tanto serve andare anche se si è stanchi e stremati. Ti auguro di stare bene, di avere splendide botte di culo e cambiamenti se lo desideri o di lasciare tutto così se è dove ti trovi meglio “No alarms and no surpises please”

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  3. Parafraso una frase che ho letto qualche tempo fa: “chi legge, al contrario di chi non lo fa, vive più di una vita”. Penso sia una cosa bellissima, che ti arricchisce, ti completa e ti rende così incompleto da farti cercare, come il drogato cerca la siringa, un nuovo libro.

    Auguri Mela. Ritroviamoci nel 2018.
    Intanto questo 2017 è passato, non posso dire di non provare una certa soddisfazione nella cosa.

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  4. Quel seme di mela è già un bellissimo albero. Ti auguro che un giorno qualsiasi del nuovo anno tu possa vederti con occhi nuovi o da una nuova prospettiva e (ri)cominciare a raccogliere i frutti.
    Lo auguro a te, che è un po’ come augurarlo anche a me stessa.
    Ti abbraccio, Mela mia! ❤️😘

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  5. E’ un periodo in cui sto leggendo molto, almeno secondo i miei standard, ed avendo ora alcuni giorni di ferie confido di continuare con profitto. Ma anche il libro della nostra vita continua, sebbene il capodanno sia una convenzione, è pur vero che determina un passaggio, che noi leghiamo a ricordi e buoni propositi. Buon 2018, cara Mela.

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  6. mi piace questo tuo fine anno con una proposta e senza propositi.
    sì, c’è malinconia qui dentro, ma è stemperata da quel “solido buonsenso sabaudo” che aiuta a poggiare i piedi a terra e a rivolgere lo sguardo altrove, non tanto lontano nè troppo in alto, magari sulle pagine di un libro.
    un abbraccio Mela, come fosse un giorno come un altro
    ml

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  7. La morale è sempre quella. No, non della merenda con Girella. Quella di non fare bilanci perché la vita non è materia di ragionieri o esperti in contabilità. La partita doppia nella vita non esiste, non quadra mai. Quando ci si mette il cuore, come hai fatto tu bel descrivere il libro, quando ci si mette la testa per sognare e andare oltre le pagine di un libro, i risultati sono imprevedibili, alcuni pro e altri meno.
    Di sabaudo ho solo il mio cognome e forse qualche avo, il fatalismo della mia terra non mi appartiene, ma la voglia di ricominciare da tre è sempre con me. Ti auguro di ricominciare da tre in questo duemilaediciotto. Tanti Melauguri.

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  8. Ecomiiiiiiii!!!… in scivolata arrivo e cosa ti ritrovo? un consiglio leggibile di un libro che devo assolutamente avere!
    Un anno nuovo è iniziato caro tesoro, oppure non è ancora finito quello vecchio e tra un po’ farà una capriola per dirci “Ehi! sveglia! si cambia!”… e ci metteremo tutti a ballare la quadriglia 😉

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  9. Iniziare l’anno, con una favola.
    Ottimo consiglio.
    Mentre mi hai fatto ricordare le mie prime scarpine rosse, un sorriso ha accompagnato la lettura del tuo articolo.
    Lasciamoci avvolgere dal “non senso”, come quando si è bambini.
    Vivendo giorno per giorno.
    È così leggero!
    😘

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  10. Beh, non ho letto questo post in tempo, ma sono felice di averlo letto lo stesso, con un po’ di ritardo. Le tue letture sono sempre originali e insolite. Io prendo questo post come regalo per questo 2018.

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  11. In questi mesi in cui l’attualità, che come sai è il mio pane quotidiano accanto agli amati libri, i racconti di fiabe sono un ottimo consiglio non per fuggire, ma per ammorbidire, mettiamola così.
    Grazie Mela, un bel consiglio il tuo. 🌹

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  12. Grazie del suggerimento meletta ora che sono diventata una zia avanti con gli anni un po’ rimbambita per amore Comprerò il libro e lo leggerò ai miei nipotini pensandoti.
    Quanto a noi i bilanci servono a poco andare avanti ci tocca e la mia filosofia è di farlo il meno traumatica mente possibile soffermandoci di tanto in tanto su qualcosa di bello su cui inciampiamo.


    sherabbraccicari TVB

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  13. Grazie Cara Eleonora a distanza di qualche mese Mio fratello ha fatto un nuovo total body e si sono manifestate 2 macchie scure che dovranno essere trattate l’oncologo dice blandamente con delle pastiglie per bocca 2 mesi.
    Sono preoccupata per lui ma anche per le due bambine e mia cognata Sandra che non è la roccia che sembra e si giostra Tra lavoro casa e mio fratello che non è una persona arrendevole in queste condizioni.
    Mi sento inutile.

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    • Tu offri il tuo amore e sarà comunque di grande utilità.
      In queste condizioni bisogna affrontare un giorno alla volta finché tornerà il sereno
      Un trattamento blando è meno faticoso di una tecnica più invasiva e, anche a livello psicologico, dovrebbe essere meno difficile da accettare.
      Ti rinnovo il mio abbraccio

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  14. Ho presente l’abbandonarsi alla corrente come le meduse -che poi se siamo in una palude e la corrente non c’è… beh è chiaro che nulla cambia mai. E mi sa che so che tu sai che io so 😉 Frequento poco le fiabe, e potrebbe essere una delle cause del mio problema (ma quindi ho un problema? 🙂 ), ma questo libro me lo segno

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