L’ora sospesa

fiori d’asfalto@fotomia

Ascolto musica in cuffia a volume altissimo e il rumore del mondo svanisce all’istante, per trasformarsi in un riposante film muto.

Le auto scivolano via ronzando, il battito dei piedi sull’asfalto è solo una vibrazione ovattata tra le falangi, le persone muovono la bocca come pesci in un acquario, ma il senso si perde in un coacervo di silenzio denso.

Eppure, alcuni suoni riescono a penetrare la barriera compatta che ho eretto intorno e dentro di me, il riff di chitarra si mescola al gracchiare altero di un corvo ieratico, mentre un coro blues di rane gracida impertinente, il verde smeraldo dei corpi incastonato nel limo grigiastro di una pozza fonda.

La persistenza ossessiva del suono lo trasforma in rumore bianco, mi penetra nell’inconscio, mi lascia spazio per osservare il perfetto disordine dei prati d’aprile, dove teste gialle di tarassaco invadono l’erba medica e la piantaggine.

È l’equilibrio di un’ora sospesa nel tempo, dove tutto rallenta, lo spazio dilata e non esistono che i miei passi sul terreno soffice di pioggia, cadenzati a tempo di musica, conditi da una folata di vento che trattiene odore di erba tagliata e letame maturo, rinfrescati da una goccia di sudore che scende sul trampolino del labbro per tuffarsi giù, nella polvere di strade bianche.

Oscillo sul filo del binario, stretta tra cielo e terra, nel riverbero di una giornata che ha scordato essere primavera per sconfinare in estate anzitempo.

Finirà questo inutile affastellare pensieri e oggetti, desideri e rammarichi in una torre pendente glassata di polvere e resterà il silenzio di un mondo semplice. Vorrei conoscerne l’ora precisa, per esser pronta.

Per ora attendo l’arrivo delle rondini, la geometria dei corpi neri, le cadute a precipizio nel crepuscolo, il tempo del volo.

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47 thoughts on “L’ora sospesa

  1. Le tue parole mi sono sfrecciate davanti disegnando geometrie imprevedibili come quelle del volo delle rondini che d’improvviso scartano, virano, cabrano formando angoli acuti in un disegno armonico e noto solo a loro. Quando vedi una rondine in cielo, seguila. È arrivato il loro tempo, direi che è anche ora del tuo. Vola Mela! Vola!

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  2. Arriveranno le rondini, né sono certa.
    Arriveranno anche il cielo terso, lo spalatore di nuvole, il tempo dei piedi nudi, della sabbia cocente, dei vestiti leggeri, dei mille colori e le risposte ai tanti perché.
    P.s. Affastellare, che parola bellissima! ❤ 😘

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  3. “Finirà questo inutile affastellare pensieri e oggetti, desideri e rammarichi in una torre pendente glassata di polvere e resterà il silenzio di un mondo semplice”
    credo che questa sia una delle riflessioni più universali che possa essere prodotta dalla mente umana in questi tempi di transizione. Io l’avrei terminata con un punto di domanda e non con un punto semplice, ma ti è uscita così elegante che cercherò di fare mio il velato ottimismo della tua certezza.
    Un caro abbraccio.

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    • La genesi di quella frase è meno positiva di quanto sembri. Da qualche settimana mi devo confrontare con il decadimento fisico e mentale di un famigliare, anziano e solo. Purtroppo, come spesso accade nelle generazioni che non hanno vissuto il benessere, è un accumulatore seriale la cui casa versa in condizioni precarie.
      Girando per quelle stanze sovraccariche, ho avuto un momento di repulsione per l’eccessivo attaccamento agli oggetti e sto iniziando a disfarmi di ciò che non mi serve, di tutto quello che ho accumulato inutilmente senza che fosse necessario.
      In fondo alla nascita siamo nudi, cittadini di un mondo semplice, ed è la stessa condizione in cui ci troveremo al momento della morte. Quindi non ha molto senso affastellare oggetti che prenderanno solo polvere.
      Ti ringrazio per l’apprezzamento e per l’aggettivo elegante, che mi ha resa molto orgogliosa.
      Ti abbraccio 😊

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  4. Il tempo del volo… quello che io riesco – nonostante la pesantezza di certe giornate – a vivere grazie alla musica, ai colori e a certe immagini, grazie anche all’ora sospesa che tu cerchi di farci vivere con te! Ciao Mela!

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  5. cammino spesso con le cuffie senza mi sento incompleta, come descrivi bene tu, creano una sorta di protezione, di scudo dall’esterno, e si può stare nel proprio universo a osservare ciò che accade fuori.

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