Interdit

Questa mattina l’atmosfera è rilassata, c’è ancora poca gente in giro e mentre lavoro ascolto distrattamente i discorsi intorno a me.

Entra un cliente abituale, piuttosto anziano, sempre ben vestito, rasato e profumato di dopobarba. Ha una bella abbronzatura, merito dei mesi trascorsi giù a casa. 

Abita qui da tutta la vita, forse cinquant’anni o più, qui ha lavorato, qui sono nati figli e nipoti eppure casa è ancora giù, in un luogo nascosto in profondità nelle pieghe del suo essere e nel pesante accento che il nord non è riuscito a portargli via.

Mentre dedico il mio tempo a chi mi sta di fronte e dispenso i soliti consigli, dettati più dal buon senso che dall’esperienza, sento le voci farsi più alte e agitate.

Quelli lì vengono per invadere la nostra terra….

Non farli entrare a costo di mettere bombe….

Violentate tutte quante…….

Lei li vorrebbe a casa sua? Ah sì? Ho già capito da che parte sta….

Una collega giovane ha commesso l’errore di dire la sua, di ammettere che lei sì ecco lei li aiuterebbe, che non ci vede nulla di male nel farlo ed è partita la filippica dell’anziano che, indignato, si straccia le vesti davanti a tanta impudenza e protesta con violenza verbale eccessiva.

Io ascolto, guardo il suo volto farsi sempre più paonazzo, le vene ingrossate, le mani che si aprono e si chiudono come non vedessero l’ora di dare un pugno, l’accento che si fa più greve e stretto, così carico di odio da lasciare sconcertati.

E tu da che parte stai, vorrei chiedergli, tu che abiti in una casa decorosa, calda in inverno e fresca d’estate, tu che mi chiedi lo sconto senza scontrino perché a quelli là non vuoi dare i tuoi soldi, quelli che al governo mangiano perché si sa che sono tutti uguali.

Tu da che parte stai, tu che entri con prepotenza e pretendi favori perché se no vai in un altro negozio, tu che non ricordi più come si stava qui, nel nord civile, quando non si affittavano case ai meridionali e i terroni a scuola erano bullizzati per un cognome dal suono strano e un colore di pelle appena un poco più scuro.

Io me lo ricordo invece, mi ricordo i racconti di mio padre, arrivato qui a 16 anni con un fagotto e cinquecento lire in tasca, mi ricordo i sorrisetti di compatimento a scuola quando si faceva l’appello, mi ricordo i terun borbottati a mezza voce. Faceva male, fa ancora male e non era niente, davvero niente se penso a quanto odio, a quanto livore oggi sta tracimando da ogni parte.

Le inondazioni arrivano all’improvviso e spazzano via tutto, a volte lasciano un limo fertile, ma di solito distruggono i raccolti e amen, così diceva mio nonno e non si sbagliava.

Io non lo so da che parte sto, però credo che esistano ovunque persone buone e altre meno buone indipendentemente dal luogo di appartenenza; credo che la disperazione possa far commettere azioni riprovevoli, ma un uomo “perbene” che uccide la compagna non ha sempre la pelle scura; credo che la frutta e la verdura che acquistiamo abbiano alle spalle storie tragiche di cui dovremmo vergognarci, ma è più facile chiudere gli occhi e non ascoltare; credo che il sedere di un’anziana madre venga pulito altrettanto bene o forse meglio dalle mani di una “sporca immigrata” e potrei portare altri esempi e parlare, parlare e parlare fino allo sfinimento, senza ottenere nulla più di uno sguardo di schifo e compatimento, perché tanto ho capito da che parte stai.

Forse sto solo dalla parte del genere umano. Almeno ci provo.

(Tutte le immagini sono state trovate in rete)

 

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71 pensieri su “Interdit

  1. Io so da che parte sto.
    La violenza infuria, ormai non si può nemmeno esprimere la propria che qualcuno ti sbraita la propria rabbia contro.

    Cara Mela, se hai una posizione falla sentire, se non ce l’hai prendila. Non facciamo il secolare errore che ci porterà poi a dire “io c’ero ma non ho fatto niente “.

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  2. Sono tempi bui in cui il razzismo è stato sdoganato e anche chi in anni passati si vergognava ad esprimere la sua intolleranza ora grida a pieni polmoni. Credo dobbiamo avere la stessa fermezza nel gridare più forte la nostra difesa dell’umanità, nel ricordare a noi stessi di approfittare di ogni occasione per mostrarci solidali con i più deboli. Il colore non conta, per me hanno sempre contato l’intelligenza e il cuore delle persone.

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  3. Io sono un’immigrata si insieme a mio marito per lavoro siamo in Inghilterra. Anche loro, con tatto, spesso ti fanno sentire un diverso per la lingua, se non capisci di compatisco ma non ti aiutano. Lo vedo nei loro occhi. Eppure io e mio marito siamo due laureati, loro ignoranti nel midollo. Ed è solo questo perché la mia pelle è chiara. Mai criticare perché domani puoi provarlo sulla tua pelle. Io pure sto dalla parte dell’essere umano, della dignità e libertà.

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  4. buongiorno Mela; difficile parlare, difficile tacere. Tutto questo livore, questa violenza, questa ottusità era già depositata lì, è bastata l’occasione per farla emergere e oggi tutti si arrogano il diritto di sbraitare tutto. Molto bello il tuo scritto, fatto e pensato molto bene ma non sono qui a giudicare…non è proprio nella mia filosofia, posso solo dire che non sto dalla parte degli esseri umani, sto dalla parte degli esseri viventi, senza differenze di specie, l’unica convinzione profonda che ho consiste che sino a che l’essere umano fa una scala di valori tra specie continuerà a germogliare il seme della violenza perché ci sarà sempre l’idea “tanto è un cane, tanto è un gatto, tanto è una mucca” e di lì giù giù per la china “tanto è nero, tanto è giallo, tanto è gay, tanto è una donna”. Siamo tutti diversi e uguali, diversi nella peculiarità di ciascuno e uguali nella voglia di vivere e di amare

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  5. Mi piazzo da una sola parte, quella del buon senso, della pacatezza dei giudizi, della razionalità che guida la pancia.
    In tutte le forme di eccesso esiste una parte negativa, è ovvio, nella richiesta di accoglienza sempre e comunque senza controllo come nella chiusura inumana alla sofferenza che considera gli individui pacchi postali da spedire, anche malamente imballati.
    Un gran brutto momento Mela cara: stare dalla parte dell’Uomo non è mai sbagliato.
    Che tristezza quando vedo e leggo di chi ha perso memoria del proprio passato!
    Un abbraccio 🤗😘

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  6. Il problema è che ora abbiamo un ministro che dice le stesse cose del signore da te citato, le dice ad alta voce in televisione e un po’ ovunque, dunque molti si sentono in diritto di affermare gli stessi pensieri. Magari pensieri fino a poco tempo fa sopiti e un po’ nascosti.

    Non nego il fatto che a me dia fastidio che sia la sola Italia a farsi in quattro per l’accoglienza dei profughi, con una Europa che si scansa e non partecipa minimamente ad un aiuto umanitario.
    Se ci fosse una vera politica comunitaria di accoglienza, forse anche il vecchietto cambierebbe idea.

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    • Non credo sai? Al di là delle considerazioni socioeconomiche, credo che le fasce più conservatrici e anziane della popolazione reagiscano di pancia. Era odio puro e semplice quello che ho sentito e l’odio, purtroppo, non sente altre ragioni che la sua.

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      • Tra l’altro l’odio è una reazione ma non una soluzione.
        Se davvero si pensa ci sia un problema, non è “odiando” che esso si risolve.
        E poi l’odio avvelena te, ma non il destinatario del tuo odio. A meno che non si usi la violenza, ma questo è un altro discorso.

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      • Esattamente. Odiare porta a ingigantire la percezione del problema, che si trasforma tout court in minaccia reale anche quando non avrebbe ragione di essere. Purtroppo una certa categoria di media contribuiscono non poco ad attizzare il fuoco. L’ho toccato con mano recentemente con mia madre che si lobotomizza davanti alla televisone e poi inveisce contro i migranti alla prima occasione, pur non sapendo quasi neanche come sono fatti. Questa cosa mi umilia e mi fa soffrire non poco.

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  7. Io sono figlia di meridionali che si sono spostati per lavoro in un paesino del nord civile. Pur avendo un lavoro hanno sopportato e resistito ai commenti bigotti e ignoranti. Io da figlia ho subito pure quella parte lì da parte dei figli di contanta intelligenza, il tuo cognome è del sud, puzzi come quelli del sud, fammi sentire come dici “gli” che da lì si sente se sei del sud. Io ho avuto la fortuna di nascere in Italia, in Europa e con tutte i problemi che ci sono posso permettermi di scegliere e addirittura lamentarmi. Ho un’ idea precisa su quanto l’Europa se ne stia lavando le mani e su quanto l’Italia la stia gestendo come gestisce tutto cioè male, in maniera scriteriata o con metodi disumani. Sinceramente mi fa paura la deriva che sta prendendo questo paese.

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  8. Ma si è meridionali dopo quale parallelo? Oppure da un’uscita dell’autostrada in poi? Il meridione si individua dalla grafica delle previsioni del tempo? Cioè le regioni che stanno nella terza schermata partendo dalle Alpi? Alti, Centro Italia, Sud e Isole?

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  9. Cara Mela, nulla è cambiato da quando, nei primi anni ‘70 i miei genitori si sono trasferiti nel civile nord dal profondo sud e non riuscivano a trovare una casa in affitto perché meridionali.
    Nulla è cambiato se adesso che anche io lavoro al nord e ogni tanto vado giù a trovare i miei, sento le battute sarcastiche di colleghi di lavoro che mi dicono: “vai laggiù a rinnovare il permesso di soggiorno?”
    Nulla è cambiato, se non in peggio.

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  10. Non spreco piu’ energie e fiato per certa gente essendo io figlia di “terroni” emigrati.
    Se ho da dare una mano la do’, sono stata educata diversamente.. come te cara.
    La pochezza umana e’ uno schifo.
    Buonagiornata. 😊

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  11. Lo vivo anche con certi medici, che trattano in modo “ diverso” chi fatìca a capire l’italiano.
    Con sufficienza. Maleducazione. Arroganza.
    Ed allora sfido.
    Sì. Seppur spesso mi sento sola, dico loro” Ma se lei andasse in un paese straniero , in Ospedale, e non capisse nulla di ciò che gli viene detto?”.Oppure” Potrebbe succedere anche a lei. Bisognerebbe mettersi nei panni degli altri”.
    Mi guardano in cagnesco.
    Del resto, sono solo una povera infermiera.
    Non importa.
    Non demordo.
    Lo sguardo del paziente che comprende , dal tono delle voci, che sto prendendo le sue parti, è la mia gratificazione.
    Ma come si dice, il tempo è un galantuomo. Restituisce tutto, a tutti…

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  12. Non so da che parte stai… ma la penso esattamente come te! E te lo dico da una che NON ha nonni o bisnonni emigrati nemmeno dal nord al sud… quindi credo che chi ha vissuto sulla propria pelle l’essere “straniero” dovrebbe – ancora meglio – capire e accogliere… Ma invece, mi sto accorgendo, che è proprio il contrario

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  13. Io sono con te, ho la tua stessa opinione… credo che ci si dimentichi che anche noi potremmo un giorno essere nella loro situazione, dover scappare e vederci trattare come un popolo di stupratori o criminali… è sempre sbagliato generalizzare…

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  14. In realta’ quel “tuo” anziano, azzimato e prepotente, mentre urla contro gli immigrati si sta rifacendo una verginita’, finalmente dopo mezzo secolo ha qualcuno che ha preso il suo posto e che anziche’ ricordare gli fa dimenticare chi lui era. La storia e la memoria non insegnano nulla.
    Un abbraccio
    ml

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  15. la penultima foto è quella che dovrebbe far riflettere, perché è proprio con questi “inizi” che l’umanità (umanità?) rimane in bilico sul baratro. In fondo il gioco è semplice, s’inizia sempre piano piano, per scatenarsi fino all’inverosimile diventando peggio dei peggiori. Un altro esempio è stato il genocidio in Ruanda di cui ci dimentichiamo troppo spesso, oppure la guerra nei Balcani, perché quando s’iniziano ad instillare nella gente dosi di odio, alla fine l’odio viene fuori, soprattutto quando un’integrazione pacifica viene destabilizzata, e sempre con ragionata perfidia; poi il resto lo fa la massa. Un giorno sentii un’intervista a Claudia Cardinale che, nata a Tunisi, raccontava di come mussulmani, cristiani e ortodossi, festeggiassero insieme le loro ricorrenze e tradizioni come un evento d’amicizia e di curiosità contagiosa insti nella bellezza delle loro origini. Ora invece è tutto il contrario perché qualcuno ha voluto rompere un equilibrio…
    Chissà dove andremo a finire

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    • Grazie per il bellissimo commento in cui dimostri grande attenzione per la realtà che ci circonda. Grazie davvero per avermi dato l’opportunità di riflettere e ricordare tragedie troppo presto dimenticate. Ti saluto con affetto amico barman

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  16. Non voglio parlare dell’istituzione ma delle persone che ne fanno parte. Disposte ad aiutare incondizionatamente al costo di privarsi di qualcosa. M’ha colpito durante un pranzo di Natale, l’attenzione per un gruppo: “non servirgli i piselli perché

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  17. Mi è successa una cosa analoga con la suocera di mio fratello…
    Lo ha detto e scritto “e si… sono razzista”. Lo ha detto come se dicesse: sono bionda.
    Razzista.
    Non ce la posso fare sai?

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