topinambour

fonte: web

Sembrano apparire dal nulla. Il giorno prima non c’erano, ne sono certa, ma ora sono lì che mi guardano: corolle gialle appena stropicciate che pencolano su steli allampanati, troppo sottili per reggere il peso assurdo dei tanti petali sbocciati in una notte sola. Sembrano adolescenti sgraziati e tutti spigoli, che muovono gambe e braccia in maniera goffa e non sanno come contenere un corpo esuberante, che ha perso all’improvviso la morbidezza dell’infanzia e tentenna al confine con l’età adulta, indeciso se andare avanti o rifugiarsi all’indietro.

Così se ne stanno impettiti nell’aria ormai fresca e mi mettono allegria per la livrea gialla e per il nome topinambour, che mi piace assonare a calembour, e insieme una dolce malinconia, perché quando li vedo so che è finita l’estate. Più dei temporali che non si limitano a donare un istante di refrigerio, più della nebbia che si alza tra i tralci di vite e delle giornate che si accorciano in fretta, più della giacca del mattino per me sono loro l’avanguardia dell’autunno.

Cocciutamente continuo a indossare abiti leggeri e sandali aperti, perché non mi fido di queste piccole Cassandre e cerco ancora conferme di estate, che stavo iniziando ad apprezzare proprio ora e non mi rassegno a lasciar andare tanto in fretta.

So che accadrà a breve, ma intanto assaporo i pochi scampoli che restano, i pomodori caldi di sole, gli ultimi voli delle rondini, le finestre aperte da cui entra odore di grigliate, i fuochi del santo, un tramonto aranciato.

Mi concedo un tempo lento e una canzone bellissima e fragile come un fiore di topinambour.

Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera
Il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa
Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore
Basta solo lasciarle salire, basta solo lasciarle entrare

E’ tempo di imparare a guardare
E’ tempo di ripulire il pensiero
E’ tempo di dominare il fuoco
E’ tempo di ascoltare davvero

L’amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera
Il giorno sprofonda nei solchi bruciati di questa distesa
Tu lo sapevi che nessuna gioia nasce senza un dolore
Basta solo farlo guarire, basta lasciarlo entrare

E’ tempo di imparare a guardare
E’ tempo di ripulire il pensiero
E’ tempo di dominare il fuoco
E’ tempo di ascoltare davvero

E’ tempo di imparare a cadere
E’ tempo di rinunciare al veleno
E’ tempo di dominare il fuoco
E’ tempo di ascoltare davvero

L’amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera.

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58 pensieri su “topinambour

  1. i topinambour mi evocano i miei primi tempi in piemonte che non capivo cosa significasse sta parole che ricorreva nella bocca di tanti a fine estate 🙂
    apprezzo molto il parallelo con adolescenti improvvisamente spilungoni e dinoccolati e poi mi piace come sempre il tuo tono da “saudade”. Sì, hai nelle parole quel misto di nostalgia, struggimento, malinconia, che non è mai tristezza perchè di quello che passa trattieni sempre qualcosa.
    ml

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  2. Non conoscevo questa canzone. La faccio un poco mia. Anche io viaggio senza maniche e con scarpe aperte. Stanotte però piove, e sebbene a me la pioggia piace molto, rimango stoicamente ancorata al mio bi_sogno di calore.
    Bacio

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  3. Io amo questo momento, l’aria fresca che accarezza un sole più lento, inizia il tempo del riparo, della lentezza… mi piace. Lo sai, chettelodicoaffare! 😀 ❤
    ( e i ciapinabò! che buonerrimi con la bagna cauda!!!)

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  4. Che dopo un periodo di assenza io e te siamo tornate qui quasi contemporaneamente, lo prendo come una carezza reciproca, una pacca sulla spalla vicendevole, un “insieme ce la faremo”.
    Sì, affronteremo insieme questo autunno alle porte e ci scambieremo parole come se fossero abbracci!
    Bentornata anche a te, Mela mia e ai tuoi topinambour! ❤️

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  5. Belli! Sono i girasoli di fine estate, i fiori del sole con il loro giallo ostinato che non si arrende al passaggio di stagione, come te che non vuoi per ora abbandonare sandali e abiti leggeri. Insomma, sei una topinambour 😉 non so se sia un complimento in assoluto, ma per me lo è perché sono anche molto buoni. Mai provato la vellutata di zucca e topinambour? Ricetta un po’ francese, merita.
    Un dolce weekend. ❤️

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  6. Hai scoperto attraverso la delicatezza acuta del tuo paragone che il mio figliolo quindicenne era un fioreun lungo topinambur!

    Anche io ancora non rinuncio ai sandali perché so che il primo giorno che coprirò i piedi sarà veramente la fine dell’estate.

    sherabbraccicaritvb

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  7. Questa canzone è davvero una poesia.
    Settembre è un mese di confine e come tutti i luoghi di confine si fa forte delle contaminazioni che lo generano. Un tempo era più facile goderne, ma di settembre io amo il cielo tersissimo che si sperimenta in alta montagna in certe sequenze di giornate che a volte si creano quando la tumultuosa calura estiva lascia il posto ad un calore più pacato, miscela sapiente tra la frizzante aria mattutina e la brezza assolata del mezzogiorno.

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  8. Il settembre meridionale, dice bene Giuliana, non è un mese di confine: infatti pare che stia per tornare il caldo e per me è una notizia ferale. Attendo ansiosamente il fresco, per poter uscire e respirare: il mio eritema (allergico? Boh!) è stazionario, non vuole lasciarmi e sto trascorrendo in casa le giornate di questi primi giorni di settembre. Vedi com’e la vita, cambia la latitudine e le nostre vite…
    Ciao Mela, goditi questi scampoli di stagione estiva, io qui giù ne ho ancora per molto…
    Cristina

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    • Mi spiace per te che, viste le tue problematiche, non hai potuto godere appieno dell’estate. Io non amo il caldo torrido, preferisco quando tutto si stempera e diventa più godibile prima della brutta stagione che qui, se è troppo umido e piovoso, è davvero faticosa da sopportare.
      Un abbraccio Cristina

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      • Al sud le stagioni stanno cambiando, l’estate è diventata ancora più lunga, l’inverno meno freddo ma molto più piovoso. La primavera dura poco, anche se talvolta sembra iniziare in pieno inverno e poi riappare quando è il momento “giusto”…

        Piace a 1 persona

  9. Che bello! Mi ero perso questa tua fantastica descrizione. Come sempre il tuo mondo interiore dipinge quello esterno colmandolo di sentimento, ridefinendone i colori, le movenze, i profumi… Bravissima Mela. La tua prosa è sempre poetica e dolce. Esatta e avvolgente. Un piacere raffinato e delicato. Da assaporare piano.

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