Piccola storia disegnata

scarabocchi e pasticci miei

Il loro non fu neppure un vero addio. Si trattò più che altro di una lenta ma costante successione di reiterati silenzi, allineati e inevitabili come grani di rosario.

Il tempo delle parole era finito senza un apparente buon motivo. Era bastato un pretesto.

Pur continuando a guardarsi negli occhi, si allontanarono a tal punto da non essere più in grado di vedersi.

La distanza li portò a fronteggiare l’uno le spalle dell’altra, ma non furono capaci di voltarsi. Forse non vollero.

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55 pensieri su “Piccola storia disegnata

  1. ineccepibile nella stringata crudezza degli eventi, una successione di progressive distanze.
    (ti ho immaginata in cucina fissare ogni tanto l’orologio a muro mentre aspettavi che si completasse la cottura. Un’altra avrebbe visto solo due lancette scorrere, tu che sei sensibile ci hai letto l’evolversi desolante di due vite)
    ml

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  2. ehi, Mela carissima….sai quale magia hai fatto oggi? sei riuscita a mettere in fila una serie di combinazioni da non credere! sono divorziata da circa un mese, uguale e quei disegni simbolici…credo accada così a tutte le grandi storie d’amore che finiscono e, come se non bastasse, quando vivevamo in Aquitaine, ogni volta che tornavamo da Bordeaux per andare nella nostra casetta nella campagna perigordina io mettevo Nina Simone…

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  3. “Forse non vollero”.
    Quanti interrogatovi mi scatena questa frase.
    Non vollero per orgoglio? Per convinzione? Per difesa? Per pigrizia?
    Se fosse una storia mia saprei benissimo cosa rispondere.
    (Sempre bello leggere le tue parole e guardare i tuoi scarabocchi, che poi scarabocchi non sono. ❤️)

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      • ” Lei dunque capirà, signor Presidente, perché, quando eravamo ormai prossimi alle porte, l’ho chiamato con voce forte e sicura, la voce di quando ero giovane, dall’altra parte, e lui – sapevo che non avrebbe resistito – si è voltato, mentre io mi sentivo risucchiare indietro, leggera, sempre più leggera, una figurina di carta nel vento, un’ombra che s’allunga si ritira si confonde con le altre ombre della sera, e lui mi guardava impietrito ma saldo e sicuro e io svanivo felice al suo sguardo, perché già lo vedevo ritornare straziato ma forte alla vita, ignaro del nulla, ancora capace di serenità, forse anche di felicità»

        Magris è uno dei miei autori preferiti e certamente conosco questo racconto ma il richiamo alle musiche e alla bellezza del film è arrivato immediato Avrei anche potuto citare Lot e la sua Sposa tramutata in sale ma…

        Buona giornata cara Meletta Ti abbraccio con affetto 🌷💚🐶

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  4. L’orologio è una metafora che mi ha sempre affascinata. Le lancette non corrono uguali per tutti, il tempo scandito è talora (o spesso) asincrono e i tentativi per armonizzarlo li considero un po’ una forzatura, nel senso che forse è meglio non voltarsi
    Trovi sempre le immagini giuste, altro che scarabocchi!
    Un abbraccio grande. ♥

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  5. Pingback: Piccola storia disegnata — La Mela sBacata | ilperdilibri

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